Guardammo i due cerchi marroni rotondi sulla plastica bianca del banco: sembravano indelebili. macchieAvevamo fatto portare due caffè dal Bar Verdi e, non si sa come, i lati inferiori dei piattini avevano lasciato quel segno. Invero, la macchia reale venne pulita senza difficoltà, ma era quella morale che ci faceva sentire in colpa. Giancarlo non avrebbe mai fatto entrare due tazze di caffè in negozio e noi avevamo disatteso il codice di comportamento di Disco Club.

Forse era il 2004, forse il 2005. Certo è che, come fa ogni agosto, Giancarlo andò in vacanza e venne sostituito per tre giorni da X (niente nomi…) ed è quasi certo che quella fu la più grave trasgressione compiuta in sua assenza.

Davvero nessun cliente-aiutante estivo si lascia andare a gesti che non piacerebbero al ‘caro leader’ assente? Davvero mai nessuno ha acceso l’aria condizionata (e tenuto la porta del negozio chiusa) con solo 38° di temperatura esterna oppure ha ascoltato dischi non in sintonia con lo stile del negozio (dai Nine Inch Nails a James Blake)? Ovviamente no. Intanto perché è orgoglioso di essere stato scelto dal capo e non vuole tradirne la fiducia e poi perché Giancarlo ha ormai fama di accorgersi di tutto come uno stregone o un sensitivo (“dalla temperatura di oggi mi sa che l’altro ieri c’era l’aria condizionata accesa”, “Mmm sento odore di Kanye West”). Tuttavia essere all’altezza del compito non è sempre semplice. Intanto la disposizione dei cd dietro il banco segue logiche complesse che possono risultare oscure al neofita. Chi scrive una volta si trovò davanti a una scena straziante: “Dieci minuti fa è entrato uno e mi ha chiesto un’antologia della Nitty Gritty Dirt Band. Gli ho detto che non ce l’avevamo. Appena se ne è andato mi sono girato e l’ho vista”. Il poverino (niente nomi, si diceva) era davvero annichilito, ma, potere di Discoclub, ecco arrivare un altro cliente che sente la storia e dice: “Però potrei comprarmela io la Nitty Gritty,” e così fa. A proposito di dedizione, si ricorda un eroico arrivo al lavoro di Andrea T (qui invece il nome è d’obbligo), come ci racconta Balduzzi:

 

Nell'estate del 2005 avevo deciso di passare i pochi soliti giorni di ferie intorno a ferragosto in un'amena località di “montagna”: Crocefieschi. A sostituirmi doveva essere l'amico-cliente Andrea. Il giorno della partenza decido di passare prima dal negozio per vedere se c'era bisogno di qualcosa. Entro in via S.Vincenzo con la macchina ed ecco la sorpresa: serranda tirata giù. Posteggio e apro (in ritardo dannazione!) la bottega. Provo a chiamare Andrea al telefonino; nessuna risposta. Passano i minuti, 10,00/10,30/11,00, niente: Andrea né arriva, né risponde al telefonino. Alle 11,35 finalmente entra in negozio zoppicando. Cos'è successo? La sera prima c'era stata una manifestazione dei tifosi genoani contro la decisione della retrocessione in serie C della loro squadra. Andrea era lì con i suoi amici, poi in un pub ad annegare il dispiacere con qualche birra, che però provoca un annebbiamento dei sensi a chi lo accompagna a casa in moto: scivolata, pronto soccorso e telefonino sfuggito di tasca al momento della caduta. La mattina successiva appena rilasciato dall'ospedale corre (si fa per dire) in negozio. chiuso_ferie_paperinoGiustificazione accettata (anche per non essere accusato di mancanza di sportività) e si parte: per fortuna l'amena località “montana” dista solo 33 chilometri. Anche per quell'anno i soliti cinque giorni annuali di ferie sono stati salvati e Disco Club aggiunge un altro anno al record di non chiusura, se non per festività obbligate, che dura ormai dall'agosto del 1972 (ultima volta che il cartello “chiuso per ferie” è stato attaccato alla porta del negozio). A proposito di Andrea, per evitare altri inconvenienti del genere, l'ho promosso a mio commercialista.”

Un altro problema è rappresentato dalla scarsa fiducia nutrita dagli habituè del negozio nei confronti del cliente-aiutante. Il caso più classico è il seguente: il sostituto risponde a una telefonata e l’interlocutore che percepisce un “discocleb” di timbro diverso dal solito, senza salutare, chiede: “Ma non c’è Gian? Quando torna?” Altri mettono giù il telefono senza dire una parola. Giancarlo conosce la situazione e comincia ad avvisare per tempo della propria breve assenza agostana aggiungendo frasi del tipo “Quando c’è X venite a trovarlo, mi raccomando”. La frequentazione in ogni caso si dirada (così come gli arrivi dei nuovi dischi, peraltro). Certo; ci sono quelli che passano lo stesso in negozio, ma gli si legge sul viso la frase: “Questo ragazzo è bravo e gentile, ma senza Gian non è la stessa cosa”. E dopo meno di due angosciate ore se ne vanno. (Antonio Vivaldi)

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