Il mondo visto da Discoclub è certo vario e straordinario. Se invece consideriamo ciò che dal negozio l'occhio in effetti vede, tale mondo è rappresentato soprattutto dai palazzi e dai negozi di Via S. Vincenzo e della cospicua mole della stazione ferroviaria di Genova Brignole. La storia che oggi raccontiamo si svolge proprio lì e vuole anche essere un omaggio al cantautore americano Jack Hardy, scomparso l'11 marzo.jackhardy

Trattandosi di un artista notevole ma non celeberrimo, la rete non aiuta a ricostruire eventi remoti e occorre andare a memoria per ricordare che Jack Hardy, ufficialmente, suonò due volte in Liguria, una a Genova nel 1980 (o '81) e una a Rapallo nel 1984. Ci fu però anche una seconda data genovese, in un certo senso clandestina, nel 2000.
In quel periodo Hardy era in tournée in Italia e, a causa di un concerto annullato all'ultimo istante, l'organizzatore delle date italiane chiese a Giancarlo Balduzzi se ci fosse la possibilità di un'esibizione all'interno di Discoclub. Le dimensioni del negozio rendevano impraticabile la cosa (non c'era ancora il gazebo dell'adiacente Bar Verdi), ma arrivò in soccorso il Club Eurostar della Stazione di Genova Brignole.
Sono trascorsi 11 anni, ma da un certo punto di vista sembra di raccontare la preistoria. Non esistevano Facebook, Myspace o Twitter, la posta elettronica non era così comune e non tutti possedevano un cellulare. La notizia del concerto venne comunicata con appena un paio di giorni di preavviso soprattutto per passaparola tramite telefono fisso e tramite la clientela di Discoclub.


train_station_-_genova_brignoleQuella sera il Club Eurostar chiuse i battenti per i suoi clienti tesserati (persone dall'aria perbene in attesa dei treni) alle ore 21 e riaprì dieci minuti dopo per i meno formali fan della musica folk. Pubblico seduto su comodi divani, i tre musicisti (oltre a Hardy un bassista e una violinista) che senza alcuna barriera suonavano a pochi metri di distanza, due grandi abat-jour a fare da luci di scena e brindisi di saluto a fine serata. Andò tutto benissimo e ci fu un momento davvero magico quando, verso la fine, il fischio di un treno in arrivo accompagnò il ritornello di Night Train To Paris (per amore della leggenda potremmo dire che era, appunto, il Roma-Parigi notturno, ma forse già non esisteva più). Eccetto i presenti, nessuno si accorse di nulla e Jack, un vero gentiluomo on the road, si divertì moltissimo.
Oggi Jack Hardy ci ha lasciato, il Club Eurostar ha chiuso i battenti e le belle abat-jour chissà dove sono finite. Però il ricordo di certe cose, di certe attività che sono alternative sul serio anche senza la pretesa di cambiare il mondo, non dovrebbe andare perduto. Se qualcuno ha delle foto dell'evento sarebbe carino pubblicarle. Non sarà facile, temiamo, anche perché è inutile aggiungere che nel lontano anno 2000 le fotocamere digitali rappresentavano ancora una costosa novità. (Antonio Vivaldi)

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