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Distanze satellitari
Rock progressivo spettacolare (concedetecelo), si ascolti solo che l'esaltante cavalcata "The Lost Song Part 3", più brillante e incisivo della, per esempio, ultima uscita live. Certo, siamo alle solite, ma che solite però! Semmai il lavoro delude un po' nel finale (negli ultimi due brani per essere più precisi), e non per l'utilizzo dell'elettronica(per altro in modo molto, troppo, convenzionale) o per l'inserimento di alcune parti (diciamo) più "techno"(sono cose che ci possono stare, che ci devono stare, in un'ottica più sperimentale), ma per la mancanza di vena melodica, originalità, idee in sostanza, che invece fino a quel momento (tutto sommato) sostengono l'album. Ma comunque che dire a gente che suona così? Forse solamente che sono troppo fuori tempo massimo(oppure no). Persi nello spazio tempo. Marco Maiocco
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