Radio Disco Club 65

That's Folk! di Fausto Meirana

Buona Pasqua a tutti da Fausto Meirana e Radio Discoclub65. Oggi That's Folk! diventa That's Italian!, tira fuori il tricolore e presenta solo artisti italiani, ma sempre nel solco della musica acustica. Un viaggio tra presente e passato, tra nomi conosciutissimi e altri molto, molto meno. L'apertura la affido al cantautore di Fidenza Dente, il suo Buon Appetito arriva solo un po' in ritardo...


Molte coppie, in questi giorni difficili, sono costrette alla convivenza forzata e prolungata tra le mura di casa, con tutto quel che ne consegue. L'aspettativa di una vacanza, di un cambiamento diventa ogni giorno più acuta. Cerchiamo di esorcizzare i brutti sentimenti con una fresca canzoncina di molti anni fa. Quattro Giorni Insieme è il brano più famoso del duo Loy & Altomare, un progetto acustico che guardava agli USA e a gruppi come gli America.


That's Italian! Ricorda qui un altro cantautore innamorato dell'America e dei suoi folksinger. Stefano Rosso ci ha lasciati una dozzina d'anni fa, ma il cantautore romano Andrea Tarquini lo ha ricordato, pochi anni fa, con il suo tributo Reds! dove riproponeva molte delle sue canzoni. Sentiamo qui E Intanto Il Sole Si Nasconde in una versione dal vivo.


Ancora dal repertorio di un cantautore scomparso di recente; Gianmaria Testa manca da quattro anni, assieme alla sua voce profonda, che continuiamo ad ascoltare, per fortuna, nei dischi e nei video. Ci manca ancor più il suo costante commento, pieno di umanità e denuncia, verso i brutti tempi che viviamo. Lo ascoltiamo dal vivo in una famosa libreria di Genova, con il brano ¾.


Un omaggio ad una grande personalità del folk Italiano, Caterina Bueno. Lo ha scritto Francesco De Gregori, ma qui lo ascoltiamo da un collaboratore storico della Bueno, il chitarrista e cantautore Maurizio Geri. Assieme all'organettista Riccardo Tesi, Geri ha prodotto alcuni anni fa un bel tributo a Caterina Bueno: Sopra I Tetti Di Firenze, che comprendeva anche questa canzone. La ascoltiamo in una versione solista dal vivo in studio.


La puntata pasquale di That's Folk!/Italian continua con una coppia di cantautori famosissimi, Francesco De Gregori e Antonello Venditti. Il brano che sentiamo è eseguito a due voci, un po' alla Simon & Garfunkel, un po' alla Pensieri E Parole.
Il disco condiviso è del 1972, si chiama Theorius Campus, e ancora adesso è assai apprezzabile; il brano si chiama In Mezzo Alla Città.


Dalla preistoria della canzone d'autore italiana di De Gregori e Venditti alla vena intimista e le storie di provincia di un giovane cantautore di Bergamo, Andrea Casali, in arte Caso. La performance del brano FM è recentissima, in una cascina dell'entroterra genovese, benemerita per aver organizzato questo concerto. Il video è di Mattia Meirana, che mi ha concesso di usarlo, almeno credo...


Finiamo questa puntata pasquale autarchica di That's Folk! con un brano il cui titolo avremo già sentito troppe volte in questi giorni. Restiamo In Casa è un vecchio brano del cantautore siciliano Colapesce, qui in una versione casalinga in duetto con Alessandro Fiori. Tutto qui, restiamo in casa, ci vediamo dopo le feste, ancora auguri da Fausto Meirana. Alle 16 ci sarà Antonio, tornate pure!

 

Heavy Metal Parking Lot di Dario Gaggero

Buonasera a tutti e bentornati al parcheggio più metal d'Italia!
Siete pronti con le richieste?
La prima canzone di oggi la dedico io a Massimo KISS e David Zanet: 'Rip it Out' dal primo album solista di Ace Frehley!
Vai che partiamo!

Proseguiamo con qualcosa di più strong: 'Heavy Metal Maniac' degli Exciter, dal loro album d'esordio!

Prima richiesta della serata: la nostra affezionata ascoltatrice Tiziana ci chiede 'Will the Sun Ever Rise' dei Five Finger Death Punch.
Eccola!

E' tempo di passare dall'Irlanda per salutare i Thin Lizzy!
Questo è il videoclip della classica 'Chinatown', dall'album omonimo.

Proseguiamo con 'Hell's Gate' dei californiani Omen, dall'album 'Warning of Danger' (1985)

Abbiamo una vera dedica, siori e siore!
Michele Massari vorrebbe dedicare al Master Panzer 'It's darker than you think' dei Carpathian Forest.
Sarà piaggeria o vero amore?

Passiamo a qualcosa di decisamente più vintage: questa 'Bad Motor Scooter' è tratta dal primo, omonimo album dei Montrose (1973), con Sammy Hagar alla voce.

Adesso un video leggenda: 'Bewitched' dei Candlemass!

Il balletto finale mi è sempre piaciuto un sacco!
Abbiamo una richiesta di Giuliano Tizza che cerca di dissipare questa funerea pesantezza con 'Ride the Wind' dei Poison!


....ma il Panzer Superior non ci sta e ci ha subito richiesto 'To Kill a King' dei Manilla Road!

Dal fenomenale 'Double Live Gonzo!' di Ted Nugent vi propongo invece una versione ruspante di 'Cat Scratch Fever'!

a adesso in poi andiamo secchi di dediche che le linee sono incandescenti: questa 'Du Hast' dei Rammstein è per Monica Merlin!

Seconda richiesta di Tiziana: l'official video di 'Mother' del mio amico Danzig!

Herr Panzer Supremus ha un'altra richiesta/ordine: trattasi di 'King of the Dead' dei Cirith Ungol:

Avete notato che le due richieste del Panzer Master avevano tutte e due la parola King nel titolo? Che la sua megalomania stia finalmente avendo la meglio sul suo tradizionale riserbo?

Seconda richiesta anche per Michele Massari:
'For whom the bell tolls' dal secondo album dei Metallica!

Anche questa sera abbiamo finito.
Non mi resta che augurarvi una Pasqua tutta borchie e flying V e lasciarvi con un brano un po' lungo ma che sintetizza perfettamente lo sconforto e i disagi che quest'emergenza mondiale ci sta purtroppo imponendo.
Heavy Metal Parking Lot torna mercoledì sera.
Ci vediamo lì.

Oh Girls! di Ida Tiberio

Holy girls....ma non solo
E' Pasqua e le ragazze si muovono circospette tra sacro e profano

Aretha Franklin
Più passionale che ieratica, più istintuale che mistica, Aretha Franklin non si lascerà mai alle spalle la formazione gospel, ovvero il suo precoce e decisivo viatico al mondo della musica. Del resto, essere figlia di un predicatore battista (anche molto celebre) dev'essere qualcosa che lascia il segno. A tutti i livelli. Qui Aretha sfoggia per l'ennesima volta un immenso carisma, rimaneggiando da par suo un celebre brano firmato da Burt Bacharach e Dianne Warwick, in cui si parla di una piccola ma accorata preghiera

Mahalia Jackson
La voce possente di Mahalia Jackson è una delle più autentiche e pure del panorama gospel. Nella sua lunga carriera ha interpretato (con una forza espressiva davvero unica) un gran numero di canzoni di carattere religioso. I testi richiamano la benevolenza del Signore, a cui è demandata la remissione dei peccati, e l'auspicio di una vita in linea con gli insegnamenti del Vangelo. Forse è proprio quest'ultimo aspetto che ha indotto la giovane Mahalia a partecipare in prima persona alle lotte per i diritti civili. Qui la ascoltiamo in un classico della musica cristiana, all'insegna della redenzione attraverso la grazia divina.

Yvonne Elliman
Prima di tutto una scomoda ma doverosa confessione: non so quante volte ho visto Jesus Christ Superstar. Non ho tenuto un conto affidabile ma posso assicurare che sono tante. Diciamo più di West Side Story e meno di Blues Brothers, tanto per contestualizzare. Tra le ragioni di tanta passione c'è la voce incantevole di Yvonne Elliman. Tim Rice nota il suo talento e la segnala a Andrew Lloyd Webber, autore della colonna sonora del celebre musical. Yvonne, bellezza esotica e voce suadente, diventa una straordinaria Maria Maddalena, sacra e profana, timorosa e ammaliante come il ruolo richiede

Jaqui Mcshee
Senza nulla togliere all'immensa Sandy Danny né a Maddy Prior, quella di Jaqui Mcshee è probabilmente una delle voci più apprezzabili del folk britannico. Insieme a Bert Jansch e a John Renbourn ha dato vita ad un gruppo epocale come i Pentangle, a cui ha saputo dare un contributo decisivo grazie alla sua vocalità cristallina e raffinata. Ascoltiamola in questa accorata richiesta d'aiuto raccolta da uno dei più grandi etno-musicologi di tutti i tempi, Alan Lomax e pubblicata nel bellissimo, doppio album dei Pentangle Sweet Child

Patti Smith
E arriviamo alla celebrazione più esplicita e al tempo stesso dolente della festività. Patti Smith ha un legame intenso e contraddittorio con la religione e l'album Easter ne offre una chiave di lettura interessante. Il disco, un vero capolavoro, è colmo di storie intrise di profana e irriverente vitalità (da Because the Night a Rock'n'roll Nigger fino a Ghost Dance, tanto per citarne alcune). Patti Smith affida alla title track l'inquieta religiosità che la anima e il risultato, sul piano poetico e interpretativo, è straordinario.

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