Radio Disco Club 65

Blue Morning di Dario Gaggero

Bentornati a una nuova puntata di 'Blue Morning', il viaggio nei meandri della musica afroamericana da fare comodamente seduti a casa.
Io sono sempre Dario Gaggero, per chi non è stato attento le volte precedenti.


Oggi apriamo con uno dei pezzi 'divertenti' di Howlin' Wolf, tradizionalmente associato invece ad una drammatica e primitiva intensità.
Dalla penna del 'solito' Willie Dixon eccovi '300 pounds of joy':

Dotato di una pirotecnica presenza scenica e di uno stile che miscelava le raffinatezze di un Lowell Fulson o di un T-Bone Walker con una ruvidezza tipicamente Texana, U.P. Wilson è un chitarrista affermatosi nei primi anni '80 tra Dallas e Fort Worth.
Gli album incisi per l'inglese JSP negli anni '90 sono ritenuti tra i più significativi della sua carriera.
Oggi ascoltiamo la sua 'Crazy things':

Blacc è uno dei pochi artisti contemporanei ad essere riuscito a miscelare sonorità soul, arrangiamenti moderni e successo di classifica: tralasciando per un momento i suoi exploit in chiave dance (in qualità di vocalist per brani di Avicii e Tiesto, ad esempio) e gli album hip-hop col duo Emanon, i dischi a suo nome sono l'esempio di come si possano mischiare modernità e tradizione senza che nessuna delle due risulti sconfitta.

Questa è la sua 'I need a Dollar', dal secondo album 'Shine Through' (2010)

Bonnie Raitt ha legato il suo successo commerciale a brani più vicini al country ma è sempre stata a suo agio con il blues, sua influenza primaria mai rinnegata.
Questo bellissimo 'Kokomo Medley' è tratto da una registrazione televisiva del 1976 per l'Old Grey Whistle Test:

E' arrivato il momento di mettere su qualcosa di Louis Jordan, imbattibile precursore dei tempi con il suo mix di jazz, boogie woogie e jump blues. Una delle influenze meno citate per il futuro rock'n'roll, questa è la sua 'Somebody done hoodoed the hoodoo man':

Tra i protagonisti della scena prebellica di Chicago, Big Maceo derivò il suo stile pianistico dai fuoriclasse boogie woogie degli anni '30 e dall'esempio di Leroy Carr e lo mise al servizio di brani eleganti e più volte imitati (sua la 'Worried Life Blues' a lungo nel repertorio di Eric Clapton).
Qui lo ascoltiamo, accompagnato dalla slide di Tampa Red, in 'County Jail Blues'

Vera e propria Carneade della musica Cathy Saint ha inciso un solo singolo nel 1963 su etichetta 'Daisy', pesantemente influenzato dallo Spector sound (all'epoca al massimo del suo successo commerciale). Peccato che sia uscito la settimana dell'omicidio del presidente Kennedy e quindi non l'ha mai trasmesso nessuno.
It's a big bad world, indeed.

Tommy Johnson ha venduto l'anima al diavolo in cambio dell'abilità nel suonare la chitarra. Ma quello non era Robert Johnson?
Lo so, lo so...la questione è complessa e questo non è il momento per esaminarla a fondo.
Musicista itinerante del Delta del Mississippi e autore della celebre 'Canned Heat', Johnson era dotato di un caratteristico e malinconico falsetto vibrato che si può ascoltare insieme alle sue intricate parti di chitarra in diverse incisioni della fine degli anni '20.
Questa è la sua 'Big Road Blues'

Mi riprometto sempre di non mettere brani o artisti TROPPO conosciuti...ma a volte la tentazione è davvero troppo forte.
Eccovi la title-track dell'album capolavoro che ha cambiato per sempre il volto (e il suono) della musica soul: 'What's Going On' di Marvin Gaye.

Le band di Muddy Waters hanno sempre rappresentato il non plus ultra di quello che noi oggi intendiamo per Chicago blues: anche se la formazione cambiava abbastanza spesso il sound rimaneva sempre molto simile - a testimonianza di una visione artistica che evidentemente mancava a molti suoi rivali.
In questa bellissima versione della classica 'Long Distance Call', ad esempio, abbiamo Luther 'Snake Boy' Johnson alla chitarra, Otis Spann al piano, S.P. Leary alla batteria e Paul Oscher all'armonica. Oltre, ovviamente a Muddy e alla sua slide...

I Coasters hanno rappresentato al meglio il passaggio tra il 'vecchio' doo-wop e il nuovo mondo del rock'n'roll, con i loro buffi impasti vocali a dar vita alle strampalate vignette per teenager a firma Leiber e Stoller. E come dimenticare quegli assoli di sax!

Vero pioniere della slide elettrificata e senza dubbio uno degli artisti blues più influenti di tutti i tempi, Elmore James ha portato all'estremo lo stile prebellico di Tampa Red inanellando una lunga serie di brani che risultano drammatici e coinvolgenti anche per un ascoltatore moderno.
Questa è la sua I can't hold out:

L'artista italiano di oggi è l'armonicista e cantante Fabrizio Poggi che (accompagnato o meno dai suoi Chicken Mambo) si è distinto negli ultimi vent'anni per una serie di collaborazioni ad altissimo livello, non solo legate all'universo blues.
Basti ricordare la candidatura ai Grammy Awards 2018 per il suo album 'Sonny & Brownie's Last Train', in coppia con Guy Davis o gli innumerevoli concerti in italia e all'estero.
Vi metto 'Walk On' dall'album 'Texas Blues Voices' (qui la 'voice' è quella di Ruthie Foster)

Visto che qualcuno si è lamentato che questa rubrica sta prendendo una piega troppo seria vi lascio con un demenziale brano funky disco che spero vi metta di buonumore.
Di 'sti tempi ce n'è bisogno.
A presto,
Dario.

 

 

 

Heavy Metal Parking Lot di Dario Gaggero

Bentornati a Heavy Metal Parking Lot, il programma dove il rock duro è di casa.
E visto che immagino siate a casa anche voi...
Ogni promessa è debito: partiamo quindi con una richiesta arrivata fuori tempo massimo la volta scorsa.
Per Monica (o era Cristiano? Finitela con 'sti pseudonimi) il video di 'Prison Sex' dei Tool!


Mi raccomando: sotto con richieste e dediche come al solito! Proseguiamo con un chitarrista dalla carriera lunga e variegata, Gary Moore! Ha suonato hard rock, ha suonato metal, ha suonato blues e ha pure collaborato con Cream e Jimi Hendrix Experience (al posto di Clapton e Hendrix, ovviamente). Dal suo periodo più heavy vi metto 'Murder in the Skies':


Titolo programmatico per un classico minore della NWOBHM: 'Heavy Metal Mania' degli Holocaust, dal loro debutto 'The Nightcomers' (1981)


Prima richiesta della serata: 'Release the Soul' dei Malevolent Creation per Michele Massari!


Passiamo a un video decisamente sopra le righe per un gruppo con uno dei concept più bizzarri della storia del rock: i GWAR con 'Let us slay'


Altro giro, altra richiesta: 'Mama, I'm Comin' Home' di Ozzy Osbourne per Stefano Espy, dall'album 'No More Tears' (1991)


E parlando di Sabbathiani veri o presunti, eccovi 'Sign of the Wolf' dei Pentagram:


Una richiesta da parte di Tiziana: 'Before a Grave' dei Mustasch:


I coloratissimi Twisted Sister hanno avuto una carriera infinita (attivi dal 1973!!!) e sono probabilmente il gruppo esteticamente meno plausibile ad aver cavalcato l'ondata glam degli anni '80. Del resto loro venivano dalla PRIMA ondata glam di New York, quindi...
Ecco il video della classica 'We're not gonna take it'


Altra richiesta per Stefano Espinoza - stavolta è la classica 'Got the Time' degli Anthrax, salotto compreso.


Parliamo adesso dello shredder forse più sfortunato di tutti, stroncato dalla malattia nel mezzo del fiorire della sua carriera.
Eccovi la classica 'Altitudes' di Jason Becker



Tra i beniamini assoluti della nostra rubrica, tornano anche stasera su cortese richiesta di Tiziana: 'No Surrender' dei Judas Priest, dal loro ultimo 'Firepower'.


Nonostante siano sempre stati considerati un gruppo thrash 'di seconda fascia' sono sempre rimasti nel cuore di molti appassionati e considerati più genuini di molti colleghi più blasonati: sto parlando dei Nucleat Assault.
Questa è la loro 'Critical Mass'


I Loudness sono dei veri e propri veterani della scena metal giapponese (attivi dai primi anni '80) e si sono affermati col tempo nel panorama heavy internazionale, anche grazie alla chitarra del leader Akira Takasaki.
Eccovi la loro 'Crazy Night'


 Seconda richiesta per Michele Massari: stavolta abbiamo nientemeno che 'Gypsy' degli Uriah Heep, dal caposaldo dell'hard rock di tutti i tempi 'Very 'eavy...very 'umble' (1970)

Ultima richiesta della serata, stavolta per il Polotti: 'Hell Soldiers' dei Railway (1984)

Solito pezzo lampo per il finale, ma stavolta meno 'lampo' del solito.
Ci vediamo sabato sera (e prepatevi le richieste, mi raccomando)!
Heavy Metal Dario.

La Musica di Antonio fra Acqua Santa e Demonio di Antonio Vivaldi

Tredicesima puntata de "La musica di Antonio fra Acqua Santa e Demonio". Dopo la giornata auto- celebrativa di domenica si torna alla consueta dimensione legata alle novità discografiche (con una ristampa anch'essa recente) per chiudere con il pezzo fuori sincrono. Ma intanto la sigla Jarrett-Mitchell.

JONATHAN WILSON – 69 CORVETTE
Il maghetto psichedelico Jonathan Wilson lascia la California per trasferirsi a Nashville. Qui dimostra il suo grande talento mimetico reinventandosi come cantautore rurale nell'album Dixie Blur. Il violino struggente che si ascolta in 69 Corvette è di Mark O'Connor.

THE STROKES – BAD DECISIONS
Amati come strenui difensori dell'annaspante rock con chitarre o vituperati come fighetti senza nerbo, gli Strokes fanno discutere anche con The New Abnormal, prodotto da Rick Rubin e molto anni '80 nei suoni.

FOUR TET - BABY
L'amato leader Balduzzi ha comunicato che finalmentissimamente sono in arrivo nuovi dischi!!!!! Se di Let It All In degli Arbouretum si è parlato qualche puntata fa, proponiamo ora un brano tratto da un altro nuovo arrivo, Sixteen Ocean di Kieran Hebden in arte Four Tet. Elettronica che viaggia fra l'astratto, la club culture e il melodico-bizzarro.

LUCINDA WILLIAMS – YOU CAN'T RULE ME
Veterana del roots-rock statunitense, Lucinda Willimans non si addolcisce con l'età, anzi Good Souls Better Angels è uno dei suoi dischi più tirati e impervi. You Can't Rule Me è esplicita fin dal titolo.

 ROWLAND S. HOWARD – [I KNOW] A GIRL CALLED JONNY
Ascoltando [I Know] A Girl Called Jonny non dite che Rowland S Howard è uno che copia Nick Cave. Howard in realtà è stato compagno di cupezza e dissipatezza di Cave già con Boys Next Door e Birthday Party. Poi ha continuato nello stesso spirito con Crime & The Solution, These Immortal Souls e da solista. Il brano proviene da Pop Crimes, pubblicato poco prima della scomparsa dell'artista. Ristampato anche Teenage Snuff Film.

THE KINKS – TILL THE END OF THE DAY
Il pezzo che non c'entra niente torna a essere legato al 1965, ovvero all'anno di nascita del negozio chiamato Discoclub. Dopo i Beatles e gli Stones non potevano che arrivare i Kinks! Un saluto da Antonio Vivaldi e da Radio Discoclub65.

 

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