Radio Disco Club 65
| 12 Maggio 2020
Mainstream Rock di Ida Tiberio
American mainstream, Dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti. La nostra effervescente cascata di "classici" prosegue senza sosta.
Creedence Clearwater Revival
John e Tom Fogerty sono due studenti liceali di Berkley affascinati dal blues e dal rock'n'roll. Amano Howling Wolf, Screamin Jay Hawkins ma anche il soul. Insieme agli "schoolmate" Stue Cook e Doug Clifford si esibiscono nei club della loro città e in breve danno una forma compiuta al loro progetto musicale. La band prende il nome di Creedence Clearwater Revival ed è destinata a raggiungere un successo planetario. I Creedence sfoderano una serie di cover straordinarie e scrivono ottimo materiale originale. Merito del talento istintivo, passionale e genuino di John Fogerty e della sua voce così efficacemente rude. Senza sottovalutare un buon lavoro di squadra che ha permesso alla band di attingere dalle sonorità bayou e dalla musica delle radici con intelligenza e creatività
Buffalo Springfield
Restiamo in California, una sorta di terra promessa per tutti i giovani colti dall'inquieta, dilagante ribellione che negli anni sessanta diventava il tratto distintivo dell'America "alternativa". Si sviluppa qui, nella mitica Costa Ovest, la storia breve ma significativa dei Buffalo Springfield. Steven Stills è texano, Neil Young è canadese, Richie Furey viene dall'Ohio ma è la città di Los Angeles il perno attorno al quale ruota loro attività musicale. La line-up della band non è stabile ma i brani più celebri fanno capo a Steven Stills e Neil Young. I Buffalo Springfield verranno ricordati soprattutto per il maestoso e tagliente inno di rivolta che stiamo per ascoltare. Il brano porta la prestigiosa firma di Steven Stills
Steppenwolf
Dal Canada a New York e infine , anche per loro, l'approdo in California. Questa è la classica linea-guida dei giovani rocker degli anni sessanta: andare là dove le cose importanti accadono e lasciarsi coinvolgere dalla marea montante del cambiamenti. Gli Steppenwolf (il nome pare abbia un riferimento diretto al libro di Herman Hesse, "Il lupo della steppa") non fanno eccezione. La band attraversa la cultura hippy con la forza dirompente della musica e con numerose prese di posizioni pubbliche contro la guerra del Vietnam. Il loro è un mix di fascinazione "flower power" e ribellismo che, anche sul piano artistico, risulta vincente. Chi non ricorda il film Easy Rider e la fuga senza speranza di Peter Fonda e Dennis Hopper lungo le strade d'America? Inutile specificare che la canzone-simbolo del film (e di un'epoca remota avvolta nel mito) porta la firma degli Steppenwolf
Byrds
Lo sapete, di tanto in tanto mi concedo toni enfatici ma in questo caso non credo eccedere in benevolenza, Pochi gruppi possono vantare un ruolo paragonabile a quello dei Byrds nell'evoluzione della musica americana, negli anni sessanta e nei decenni successivi. Gene Clark, Jim/Roger Mc Guinn e David Crosby si incontrano nel '63 al Troubador di Los Angeles. In meno di due anni, il progetto si concretizza. L'ingresso nella band di Gene Parsons e Chris Hillman, il contratto discografico con la Columbia, la cover "dylaniana" di Mr. Tambourine Ma (seguita da altre) e la messa a punto di un sound eterogeneo e affascinante, sospeso tra il country-rock e psichedelia danno impulso alla notorietà dei Byrds. Nella band transita anche un musicista geniale e tormentato come Gram Parsons. Il suo contributo nell'album Sweetheart of Rodeo è determinante ma resta un episodio isolato. In seguito Gram Parsons e Chris Hillman costituiranno Flying Burrito Brothers, un'altra pietra miliare del country rock
Flying Burrito Brothers
Chris Hillman decide, probabilmente senza troppi indugi, di seguire Gram Parsons in una nuova avventura musicale. Entrambi abbandonano i Byrds e si dedicano ad un nuovo progetto artistico, i Flying Burrito Brothers. Nel sessantanove pubblicano il loro primo, acclamatissimo album,The Gilded Place of Sin. Il lavoro è un autentico trionfo delle sonorità country-rock più innovative ed è il banco di prova dell'immenso talento compositivo e vocale del giovanissimo Gram Parsons. Ma la personalità dell'artista americano è fragile e inquieta: al termine della registrazione del secondo album recide di lasciare la band. Infine si dedica ad una carriera solistica potenzialmente straordinaria. Farà in tempo a realizzare due album che, a detta di molti (certamente di chi scrive), sono autentici capolavori. Gram non farà in tempo a vedere l'uscita del meraviglioso Grievous Angel. Morirà nei pressi di Joshua Tree, in circostanze mai chiarite.
Jefferson Airplane
I Jefferson Airplane, insieme ai Grateful Dead (che ascolteremo tra poco) rappresentano la quintessenza della controcultura americana degli anni sessanta. Dalla "Summer of Love" del '67 alla ribellione esplicita al sistema, dalla cultura lisergica di Timothy Leary al radicalismo politico di Jerry Rubin, dall'utopia della "comune" all'incontenibile libertà espressiva della loro musica. Chissà se Marty Balin, Jorma Kaukonen, Paul Kantner, Jack Casady e la meravigliosa Grace Slick erano consapevoli che la loro musica avrebbe inciso così profondamente nel costume dei giovani americani di quegli anni. In ogni caso, i suoni acidi, distorti, suadenti e accattivanti della loro musica restano impressi nella memoria (e nel cuore) di molte generazioni.
Grateful Dead
Da un po' di tempo non vi tediavo con il ricordo personale, vero? Rimedio subito. C'è un edificio, all'incrocio tra Asbury Street e Haight Street, contrassegnato dal numero 710 che rappresenta uno dei motivi principali della mia lontana vacanza a San Francisco. Tra il '66 e il '67, proprio in quell'appartamento, i Grateful Dead creano uno straordinario laboratorio di controcultura. Vita co-munitaria (tra gli ospiti, anche Janis Joplin), esperimenti lisergici e musica. Jerry Garcia, leader del gruppo, è un chitarrista di grande talento, ha una voce inconfondibile e sotto la sua guida, la band dà il via a un'esperienza musicale di inestimabile valore. Album come Anthem, Aoxomoxoa, Working-man's death e, a mio parere, American Beauty, trovano legittimamente spazio nell'Olimpo musicale della West Coast.
Quicksilver Messenger Service E concludiamo, almeno per questa sera, la nostra tracimante ondata psichedelica, con più anarchici, colorati e irriverenti della compagnia: I Quicksilver Messenger Service. Sotto l'egida creativa di John Cipollina, chitarrista irruento e geniale, la band si fa strada nei fitti territori della West Coast. Merito delle loro sonorità distorte e lancinanti, del magnifico lavoro dei due chitarristi (l''irruento John Cipollina e il più "morbido" Gary Duncan) e di un album che, a detta di molti, rappresenta un vero e proprio gioiello della musica psichedelica: Happy Trails. Qui troviamo anche un omaggio al blues di Bo Diddley. Ovviamente, interpretato secondo i canoni lisergici dei Quicksilver Messenger Service
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'Little' Richard Wayne Penniman (nato a Macon, GA, nel 1932) cominciò il suo percorso musicale alla fine degli anni '40, modellando il suo stile vocale sull'esempio di cantanti gospel come Sister Rosetta Tharpe e Mahalia Jackson.
Visto l'insuccesso dei dischi RCA Richard si unì al quartetto vocale dei Tempo Toppers prendendo parte a vari 'package tour' e firmando nel 1953 per la Peacock Records di Houston (Texas), proprietà del potente imprenditore/faccendiere Don Robey, le cui 'disinvolte' attività discografiche (ed extra discografiche) sono oggetto di leggenda.
Terminato burrascosamente il rapporto con la Peacock (pare che Don Robey abbia fatto pestare a sangue il nostro eroe reo di aver chiesto delucidazioni sulle royalties spettanti) Little Richard tornò nella nativa Macon con le pive nel sacco, costretto a lavare i piatti in una stazione della Greyhound per sbarcare il lunario. Sarebbe avvenuto qui l'incontro con il misterioso Eskew Reeder/Esquerita che avrebbe influenzato il suo modo di suonare il pianoforte negli anni a venire.
Fu l'inizio di un paio d'anni di successo intenso e di grandi soddisfazioni personali e artistiche. Anche se l'integrazione razziale (specie nel sud degli Stati Uniti) era ancora parecchio
Mentre si susseguivano senza sosta le incisioni Specialty e cover dei suoi brani cominciavano ad entrare nel repertorio di tutti i grandi nomi del rock'n'roll (da Elvis a Chuck Berry, da Jerry Lee Lewis a Eddie Cochran) lo spettacolo offerto da Richard cominciò a diventare sempre più eccentrico e la sua presenza scenica a dare più spazio ad una sua (presunta?) omosessualità.
I suoi dischi cominciano a vendere molto anche al di fuori degli Stati Uniti: il suo successo in Inghilterra è grandissimo e il rock'n'roll sta sfondando in tutto il mondo - anche in Australia.
Dopo aver abbondanto l'Oakwood College in circorstanze poco chiare e aver fondato una troupe di predicatori itineranti (il Little Richard Evangelistic Team) il nostro compie altri passi importanti: