Concerti

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The BLUES JOINT BENEFIT per le popolazioni della Liguria e della Toscana
Giovedì 17 novembre ore 19,00
Jux Tap - Via Variante Aurelia, 139 Sarzana (La Spezia)
The Blues Joint Benefit
I migliori bluesmen italiani in concerto per le popolazioni della Liguria e della Toscana colpite dall'alluvione al Jux Tap
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Giovedì 17 novembre il Jux Tap tornerà ad essere il più grande blues club d'Italia per una notte di solidarietà' con le popolazioni colpite dall'alluvione! The Blues Joint Benefit è il titolo del concerto il cui incasso andrà interamente alle vittime del disastro.
Questo benefit non e' una vuota passerella di star in cerca di buona stampa. Non abbiamo dovuto inseguire gli artisti ma siamo stati cercati da amici che sono anche artisti e che hanno sentito il bisogno e l'urgenza di fare qualcosa per i beni materiali e lo spirito delle persone. Non ha costi di produzione stellari ma ha una produzione straordinaria legata al lavoro gratuito di decine di persone e all'uso gratuito dei locali messi a disposizione dalla proprietà per questo evento insieme a tutti i servizi. Viene dalla nostra terra per la nostra terra. Sa di fango, di sudore e duro lavoro. Questa terra è la nostra terra, come ci ricorda Woody Guthrie.
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BALMORHEA alla Claque

03 Novembre 2011 - 2200 - Giovedì Off #3.2

Balmorhea (Western Vinyl - Austin USA)
postclassic postfolk postrock
June Miller (Marsiglia - La Spezia ITA)
Emo '98 vs indierock

Tornano a trovarci i Balmorhea per presentarci il disco nuovo di pacca. Forti del successo travolgente dell'inaugurazione dell'anno passato, siamo certi sarete anche voi in prima fila a commuovervi con le loro melodie immortali e gli arrangiamenti quasi cameristici degli archi.

Balmorhea

Formazione Texana nata dall'incontro dei due musicisti Rob Lowe (pianista di formazione classica) e Michael Muller, i Balmorhea giungono al loro quarto disco, "Constellation" , pubblicato da Western Vinyl, e all'ennesimo tour che li riporta nuovamente in Italia. Apparsi sulle scene con un album omonimo nel 2006, i Balmorhea arricchiscono e riformulano negli anni la propria formazione, in relazione alla natura delle proprie produzioni, inglobando archi, chitarre, banjo, basso e percussioni necessari di volta in volta a creare quel connubio di folk, post-rock, musica classica ed evocazioni ambientali che caratterizza le sonorità della band.

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JENNY HVAL alla Claque

27 Ottobre 2011 - 2200 - Giovedì Off #3.1

Jenny Hval (Rune Grammofon - Oslo NOR)
pop d'avanguardia viscerale
Cara Beth Satalino (Bakery Outlet - Athens USA)
rock di cuore
Voodoo Mirror (Genova/Oslo ITA/NOR)
trascendenza elettrica

Inaugurazione della nostra terza stagione alla Claque. Ospiti dalla Norvegia e dagli Stati Uniti. Stupore e meraviglia tra le note di Jenny Hval, i rumori dei Voodoo Mirror e il sangue di Cara Beth Satalino.

Jenny Hval

Jenny Hval si è già costruita una solida reputazione in patria, grazie a due album che in Norvegia hanno sfiorato l'exploit commerciale. Piccola istituzione indipendente la Hval ha sempre scelto un approccio viscerale – come confermato dal titolo della sua terza opera – ridefinendo i contorni di un pop d'avanguardia dalle tinte chiaroscurali. Il terreno è stato preparato con "To Sing You Apple Trees" del 2006 e "Medea" del 2008, entrambi pubblicati con il nome d'arte Rockettothesky. Con "Viscera" l'autrice si scopre, confezionando un disco solista che verte su storie di carne e viaggi piuttosto mentali, amplificando una dimensione sensuale e provocatoria.. Fermo restando il desiderio di realizzare un'opera d'arte libera, Jenny ha abbandonato letteralmente la forma canzone, fluttuando attraverso il suono, in una dimensione parallela che potesse anche rappresentare l'indipendenza mentale.
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RURAL INDIE CAMP VII

Il Rural Indie Camp è una sfida lanciata da un gruppo di amici, in parte della Valle Scrivia e in parte di Genova, che cercano di dimostrare, dal 2005 che è possibile coniugare socialità, ambiente e musica di qualità in una festa di fine estate.
Cresciuto ogni anno per numero di partecipanti, musicisti e pubblico, importanza degli ospiti, ormai di caratura internazionale, durata e temi, dal 2009 si è aggiunto il palco del teatro e le anteprime agostane, il Rural Indie Camp ha raggiunto un'ideale condizione, stabile, di fattibilità e di comunicabilità.
Il progetto, sempre più in collaborazione con le istituzioni, si configura come un elemento cardine delle programmazioni musicali e culturali estive della Valle Scrivia, della Liguria e del Basso Piemonte, con il suo cartellone dal grande spessore composto da artisti fuori dai grandi giri commerciali ma ben noti al pubblico di nicchia.
In futuro ci si augura di riuscire nell'intento di portare il festival ad una condizione di Impatto Zero per quanto riguarda l'ambiente, auspicando il reperimento dei fondi necessari a bilanciare la spesa energetica con fonti rinnovabili, cibo a km zero, uso di materiali riciclati e riciclabili e rimboschimento.

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Jazz sotto le stelle con il quartetto di Nando de Luca
Sabato 13 agosto, presso il Bar Centrale di Moneglia (GE), i fortunati presenti hanno potuto godere del concerto, davvero splendido, del gruppo di Nando de Luca, un vero grande della storia musicale italiana. Pianista di fama internazionale, arrangiatore raffinato (suo è quello di Azzurro, per Adriano Celentano), autore di autentici 'evergreen' della musica leggera italiana (Viola, Straordinariamente, Storia d'amore), responsabile d'una quindicina di colonne sonore (su tutte, Romanzo popolare di M. Monicelli), collaboratore di Mina (in occasione delle sue ultime esibizioni alla Bussola di Viareggio e tutt'ora), de Luca ha interpretato in chiave soft-jazz un vasto repertorio di standards americani e di brani da music-hall (Gershwin, Porter, Waller, Berlin, Ellington, Bernstein). Ha fatto scoprire, ed in certi casi riscoprire, al nutritissimo pubblico presente pezzi che sono storia: da West Side Story sino a Besame Mucho, da Metti una sera a cena – composta da Morricone, interpretata anche da Milva – ad Una carezza in un pugno (di cui Nando ha scritto melodia ed arrangiamento), passando per Astor Piazzolla, la bossa nova e il jazz statunitense (lui che ha suonato, nella sua carriera, con Joe Venuti, Stephane Grappelli, Toots Thielemans, Lee Konitz e Tony Scott). La sintonia con il pubblico è stata immediata, come de Luca da sempre vuole, alla ricerca costante di comunicazione e scambio tra chi è esecutore e chi è fruitore della musica, qualunque essa sia. Il linguaggio jazzistico ha significato e coinvolgimento e libertà d'espressione: la tecnica si è posta da subito al servizio della ri-creazione e della ricerca cromatica. I tasti del piano a coda di Nando hanno riempito lo spazio con note davvero luminose e pregne di calore. Nessun esibizionismo: al contrario, il virtuosismo ha sposato emozione e divertimento. Di tutti: di chi suonava e di chi ascoltava, rapito e trasportato sin dentro il materiale eseguito. Ad accompagnare il pianista milanese, una formazione affiatatissima, con una eccellente sezione ritmica ed il figlio Lenny (piano elettrico e tastiere). Originale, immediato e versatile il loro dialogo, sempre attento all'armonizzazione e ad un tocco delicato ed aggressivo insieme. Menzione speciale per il batterista Paolo Pellegatti: una macchina ritmica, impeccabile, divertita e divertente nello stesso tempo. Con il cuore e la mente rivolti a Elvin Jones, Ginger Baker e Tony Williams, Paolo ha vivacizzato, con potenza e fantasia, una serata difficilmente dimenticabile. Il quartetto di Nando de Luca ha terminato il proprio set tra applausi ed entusiasmo: un raggio di stile, tra jazz e canzone, nel cielo di una notte estiva. (Davide Arecco)
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JOAN AS POLICE WOMAN a Sestri Levante 26 luglio 2011

E' ancora il Mojotic di Sestri Levante ad ospitare il concerto di Joan As Police Woman, questa volta sulle gradinate dell'anfiteatro 'La Conchiglia'; la 'poliziotta' si presenta con un trio piuttosto bizzarro: niente basso, ma la solida batteria dell'ormai simbiotico Parker Kindred e le tastiere di Rob Gentry; quest'ultimo forse un po' manesco con l'Hammond, ma bravo e preciso a riempire di riff e bassi sintetici tutti gli spazi disponibili. Inoltre i due comprimari si occupano in modo egregio delle armonie vocali e al piccolo gruppo non occorre molto altro. L'esibizione, ovviamente incentrata sul recente 'The Deep Field', ha visto la Wasser dedicarsi perlopiù alla chitarra, tralasciando un po', rispetto al passato, il piano elettrico. Le atmosfere più acide e tormentate hanno quindi prevalso sulle ballate più intimiste dei primi due album, come la 'Real Life' che ha chiuso meravigliosamente il concerto. La vita reale è anche il compleanno di Joan, con la torta che arriva sul palco, le stelline luminose e l'happy-birthday-to-you intonato dal pubblico. (Fausto Meirana)

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