
Tiny Voices, ultimo album di Joe Henry, riserva non poche sorprese. Difficile immaginare, ad esempio, che un cantautore americano non ancora quarantenne suggerisca alla sua band la visione di un film di Luis Bunuel, prima di iniziare la registrazione dell’album. Senza contare l’eleganza e l’inventiva che Tiny Voices profonde in gran quantità. Joe Henry ha riunito intorno a sé musicisti di diversa provenienza artistica (dal clarinettista jazz Don Byron a Jim Keltner) e li ha abilmente guidati. Ne deriva un album che spazia con leggerezza dal jazz alla canzone sofisticata in stile Van Dyke Parks e che affida il suo potere di suggestione a brani come This Afternoon, Flag o Your Side Of My World. Perfetti esempi di una maturità artistica ormai largamente acquisita.
(Ida Tiberio)