
Spariamola grossa: il recente “Hail To The Thief” dei Radiohead non contiene “Fugitive Motel” e, di conseguenza, non vale questa seconda prova degli Elbow. Per un fattore innanzitutto di canzoni. E di intenzioni: quando la melodia non ne vuol sapere di arrivare, Guy Garvey e soci preferiscono farsi meditabondi e lavorare di ipnosi (“I’ve Got Your Number”) piuttosto che andare a svaligiare, col favore delle tenebre, mezzo catalogo della Warp. In compenso quando l’elemento pop giunge a destinazione non c’è n’è per nessuno e momenti come “Fallen Angels”, “Not A Job” e “Buttons And Zips” assumono connotati oserei dire “dovesiani”. Quando non è il gospel di “Grace Under Pressure” a spiegarci, un po’ sbrigativamente, very english style, che la vita è meravigliosa! La vita non so. Quest’album, sicuramente.
(Simone Sacco)