
I fratelli Gene e Dean Ween sono ormai figure istituzionali del rock americano spiritoso (e intelligente). Qualcosa di simile a Elio e le Storie Tese in chiave più surreale e meno sboccata. “Quebec”, loro ottavo album, li vede ritornare al circuito indipendente dopo dieci di contratto con l’Elektra. Il risultato è, ancora una volta, un lavoro scintillante, curato nei dettagli e quasi spiazzante nella sua varietà: si ride con il rockaccio di “It’s Gonna Be A Long Night” e l’elettronica goliardica di “So Many People In The Neighborhood”, ci si stupisce davanti alla radiofonia psichedelica di “Transdermal Celebration” e si resta vagamente turbati dall’epos malinconico della conclusiva “If You Could Save Yourself”. Resta solo un dubbio: sotto tutte quelle maschere si troverà, alla fine un volto vero?
(Antonio Vivaldi)