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Rock Recensioni TEN - Illuminati
 

TEN - Illuminati TEN - Illuminati

ten-illuminati-2018-700x700Tra CD, live, mini e raccolte, questo grandissimo gruppo di Manchester – attivo ormai dal 1996, ha annoverato tra le sue fila anche Don Airey e Mark Zonder, oltre al chitarrista e co-fondatore Vinnie Burns (Dare, Ultravox, Asia, Bob Catley, Ladder) – è stato e resta in prima linea nell'operazione di rilancio artistico dell'hard rock melodico di alta classe in Inghilterra. La stupenda voce del singer ed eccellente songwriter Gary Hughes – calda, profonda, emozionante – è tra le più belle di sempre nel Regno Unito. I Ten hanno inciso dischi che sono autentici capolavori e classici moderni nell'ambito dell'hard/AOR, basti ripensare alla divina triade The Robe (1997), Spellbound (1999) e Far Beyond the World (2001, quest'ultimo con il grande Paul Hodgson, degli Hard Rain, alle tastiere). Dal 2012, la band è ritornata a incidere per la nostra Frontiers e ha prodotto altri splendidi lavori – Heresy and Creed (2012), il patriottico Albion (2014), il piratesco Isla De Muerta (2015) e il più dark ed occulto Gothica (2017). A distanza di un solo anno, vede ora la luce questo magnifico Illuminati, un album di hard rock, epico e melodico, con spruzzate di folk celtico e soprattutto progressive, specie in sede di arrangiamenti. Echi fantasy, richiami alla storia del Medioevo britannico, riferimenti alla magia e alla tradizione esoterica anglo-europea la fanno da padrone, anche in questo nuovo capitolo dei Ten, consacrato al tema – tanto affascinante, quanto discusso – degli Illuminati di Baviera, la controversa loggia massonica, sorta a Ingolstadt nel 1776 per mano del libero-muratore Adam Weishaupt (1748-1830), alla quale si è ispirato, non senza inesattezze storiche e interpretazioni arbitrarie, Dan Brown, nel suo celebre Angeli e demoni. Quest'opera dei Ten è quindi un semi-concept, sfarzoso e barocco, magniloquente e pomposo. Gli oltre otto minuti della iniziale Be As You Are Forever sono una sorta di mini-suite, dalla costruzione superbamente sinfonica. The Esoteric Ocean mette grandiosamente in musica non pochi elementi delle scienze occulte e dell'iniziatismo ermetico-alchemico. Altri temi affrontati vengono desunti, con intelligenza erudita, cultura e preparazione, dalla Bibbia (Jericho ed Exile), dall'epica guerriera scozzese (la conclusiva ed enfatica Of Battles Lost and Won), dal Faust di Goethe (Mephistopheles) e dai geroglifici egiziani riscoperti nel 1799 dal capitano dell'esercito di Napoleone Pierre-François Bouchard (Rosetta Stone). Testi criptici ed una grafica imponente fanno il resto, immortalando una volta per tutte il nome dei Ten nell'olimpo dei grandi. Fondamentale a dir poco il contributo del nuovo tastierista dei Ten: Daniel Treece-Birch – leader dei Nth Ascension, la new sensation del neo-prog inglese, capaci di restituirci i fasti di Pallas, Arena e Grey Lady Down – fornisce infatti (tramite synth, tastiere elettroniche e orchestrazioni impeccabili) un contributo assai rilevante se non imprescindibile in sede esecutiva alla riuscita finale di Illuminati. (Davide Arecco)

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