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Rock Recensioni STEVEN WILSON - Drive Home
 

STEVEN WILSON - Drive Home STEVEN WILSON - Drive Home Hot

STEVEN WILSON - Drive Home

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Titolo
Drive Home
Anno
Casa discografica

Steven Wilson "regala" agli appassionati e non del suo percorso musicale una nuova pubblicazione multimediale con un paio di sostanziali documenti: un dvd contenente due suggestive animazioni filmate di "Drive Home" e "The Raven That Refused To Sing", brani fondanti il suo ultimo apprezzato album in studio ("The Raven That Refused To Sing", appunto), più alcune selezionate immagini di un'impeccabile concerto, facente parte della relativa tournée, tenuto lo scorso 23 marzo presso la Hugenottenhalle di Francoforte, oltre ad un paio di tracce audio ad alta definizione (l'inedita "The Birthday Party" e di nuovo "The Raven That Refused To Sing", in una sconosciuta (fino a qui) versione orchestrale, che però non cambia la natura della composizione); e un cd che in pratica "riavvolge il nastro", riproponendo in "semplice" modalità audio l'intera scaletta del dvd, appena enunciata. Niente di particolarmente nuovo, dunque, solo un altro accattivante modo di riproporre al pubblico l'eccellente materiale del lavoro precedente, con, oltre alla title track, la già citata "Drive Home", "The Holy Drinker" e "The Watchmaker" a testimoniare ancora una volta la qualità dell'intuito compositivo di Steven Wilson, e la magistrale bravura dei suoi musicisti, a partire dal superlativo chitarrista Guthrie Govan. E però, niente di sconsigliabile, ovviamente, sia per gli appassionati di rock progressivo contemporaneo, dato il risultato comunque convincente, sia per i collezionisti di cimeli discografici, complice la solita elegante confezione, nonché per i profani curiosi, non ancora abituati a confrontarsi con questo avvincente genere musicale, ma desiderosi di farsene presto una ragione. Perché, in effetti, la formula wilsoniana continua ad essere una delle migliori proposte musicali oggi in circolazione, che qui trova modo di presentarsi in una veste live dall'ampio respiro e caratterizzata da una notevole caratura tecnica ed espressiva. Con l'unico difetto, forse, che proprio nulla sembra essere lasciato al caso, che tutto avviene in modo pressoché perfetto, con solo lievi, impercettibili, "derive" (diciamo) più estemporanee o personali, e con una precisione quasi millimetrica nel ripetere la medesima esposizione della registrazione in studio. Per il momento può bastare, si resta in attesa di nuove sorprendenti composizioni. (Marco Maiocco)

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