Guidati dalla personalità magnetica della cantante Karen O, con i primi tre LP (Fever To Tell, Show Your Bones e It's Blitz) gli Yeah Yeah Yeahs hanno inanellato una sequenza di successi e belle canzoni difficili da eguagliare, proponendosi fra le rock-band più rilevanti a venir fuori dalla New York di questi ultimi anni, probabilmente più degli Strokes. Per questo il nuovo Mosquito ha lasciato perplessa una parte della critica: eppure è un disco lontano dalla mediocrità, dove brani come Sacrilege, la claustrofobica Subway, Slave, Despair assicurano momenti di qualità. Nell'insieme manca l'esplosività di canzoni come Maps e Heads Will Roll, perché la band prova a privilegiare le atmosfere sulla potenza, quasi volesse entrare in una fase nuova e più matura della propria storia. Un disco di transizione, come forse indica la collaborazione (riuscita in parte) con Dr. Octagon in Buried Alive, ma da parte di una band cui il talento non manca. (Marina Montesano)






