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Rock Recensioni LES ANARCHISTES - La musica nelle strade! (Storie di note 2005)
 

LES ANARCHISTES - La musica nelle strade! (Storie di note 2005) Hot

ImageL’inizio della storia (“Figli di origine oscura”, 2002) era stato all’insegna dell’uno più uno intelligente: l’idea di partenza erano vecchi canti anarchici cantati alla vecchia maniera da due voci spesso all’inisono. Su questa base s’inseriva un suono rock  venato di elettronica e percorso da un sassofono quasi free.
Un bello spunto che, già al secondo giro, poteva suonare di maniera Per “La musica nelle strade!” il gruppo toscano ha perciò deciso di ampliare il quadro. Il repertorio anarchico viene limitato a due titoli (“Inno a Oberdan”, “Apua Natia”) e inserito in un discorso più ampio sulla ‘prigione’ come spazio sia concreto sia simbolico. Non a caso i momenti più intensi sono “Bagno alla bianca” di Vladimir Vysotsij (sui gulag staliniani) e “Muss es sein? Es muss sein!” di Leo Ferré con le voci dei detenuti-attori della Compagnia della Fortezza. (Antonio Vivaldi)

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