Nati come progetto parallelo ai Godspeed You Black Emperor! (e con la medesima passione per i piccoli e continui cambi di denominazione), i Silver Mt. Zion hanno conosciuto nel corso del tempo una mutazionedi sicuro più marcata rispetto a quella del gruppo d’origine.Dai sobri e struggenti quadri strumentali del primo, bellissimo, He Has Left Us Alone… si è man mano arrivati a un suono sostanzioso che fa ampio ricorso a ritmiche piuttosto toniche e a crescendo in bilico fra avanguardia, post-rock e progressive (il violino di Sophie Trudeau) e conta molto sul pathos strozzato della voce di Efrim Menuck. Rispetto al precedente 13 Blues For Thirteen Moons, questo Kollaps Tradixionales offre situazioni se non serene, in ogni caso più liberatorie; parte bene con l’articolata e travolgente There Is a Light (da notare la melodia vocale che a un certo punto sfiora Five Years di Bowie) e per il resto si mantiene su buoni livelli, per quanto la continua ricerca della possanza emotiva rischi alla lunga di suonare monotematica.
Non a caso, l’ultimo brano, ‘Piphany Rambler, risulta faticosose ascoltato in coda agli altri e molto più luminoso una volta isolato dal contesto. Come si è detto, si parla comunque di un ensemble che tende a evolversi con una certa costanza e anche in futuro dovrebbe riuscire ad evitare i gorghi manieristi che in qualche momento ostacolano il flusso di note e parole. (Antonio Vivaldi)











