Vent’anni di attività e una vena sempre ispirata. Con “Journal For Plague Lovers” i Manic Street Preachers tornano su alti livelli. Siamo ai tempi di “The Holy Bible”, per la band gallese, che ha sempre amato seguire un suo percorso, alla faccia delle mode e dei tempi. Un atteggiamento che ha portato i suoi frutti: perché i Manics sono una band grandiosa, capaci di centrare singoloni di successo, ma anche di sconfinare nella politica. Per dire cose pesanti. Una filosofia di vita, oltre che di musica, che in “Journal For Plague Lovers” è riassunta - nel libretto - in una citazione da George Bernard Shaw: “Una vita spesa a fare errori, non è solo più onorevole, ma anche più utile di una vita spesa a non far nulla”. I pezzi migliori: “Peeled Apples”, “This Joke Sport Severed”, la title-track “Journal For Plague Lovers”, ma soprattutto “Me and Stephen Hawking”. La bellissima copertina è un invito all’acquisto. Anche il contenuto lascia soddisfatti. (Alberto Bruzzone)
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