Nella corsa al primitivismo, e alle “radici”, che ha caratterizzato buona parte della musica indipendente dell’ultima manciata di anni (giovani studenti californiani travestiti da rugosi bluesmen del Delta), pochi sono stati puntuali e efficaci come il veterano (Wild) Billy Childish. Il baffuto inglese ha letteralmente inondato l’orizzonte di dischi, uno più scontroso e riuscito del precedente. Certo non brilla per varietà, ma è un peccato facile da perdonare. I CS, Childish con la moglie Julie al basso e l’amico Wolf ai tamburi, sono l’incarnazione più tradizionale del nostro, mondata dall’elettricità garage dei MBE o dei Buff Medways. Ballate legnose, blues strascicato, country malefico, musica delle montagne. Non sarà vario ma, disco dopo disco, Billy diventa sempre più bravo. (Marco Sideri)
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