Sufjan Stevens, al pari di Devendra Banhart, oltre a pubblicare dischi a proprio nome, è diventato punto di riferimento per una variopinta comunità di gruppi e musicisti dallo spirito affine. Produce dischi, spunta come ospite, raccomanda acquisti e scoperte dal suo sito. L’ultima di queste scoperte, in ordine di tempo, è il “Vagone di benvenuto” dei coniugi Aiuto (Vito e Monique): lui reverendo, entrambi musici. L’album è, nella sostanza, un canone gospel filtrato attraverso le lenti del nuovo folk. Inni e preghiere, accompagnati dalle belle voci dei protagonisti, da occasionali e obbligatori cori, dagli arrangiamenti eleganti di Sufjan. Per chi ascolta, questo disco è una vera e propria rivelazione. Magari senza maiuscola, ma certamente un’oasi di melodia nel dissestato panorama indie moderno. (Marco Sideri)
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