Daniel Smith potrebbe essere paragonato ad una sorta di Will Oldham devoto. Come il Principino, incide sotto una marea di alias, sempre più o meno simili (Danielson, Brother Danielson, Danielson Familie), e parte musicalmente dalla tradizione americana. Solo che Daniel non si occupa del recupero folk, è invece impegnato a fornire una propria versione (bianca, indie, scombinata) del gospel. Religioso nel privato e nel pubblico, Fratello Danielson raccoglie in Trying Hartz il meglio di dieci anni di dischi (1994-2004) in due CD. La musica, gospel nelle parole e nello spirito, abbraccia stili e mondi diversi: un po’ di country, un po’ di rock scombinato e artistoide, qualche coro festante. Insomma, un mosaico variopinto per una voce, almeno parzialmente, lontana dai soliti schemi indie rock. Alleluia. (Marco Sideri)
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