Menestrello del deserto, Raymond Raposa, aka Castanets, è giunto con City of Refuge al suo quarto disco in quattro anni. Girovago fin dall’adolescenza (a 15 anni lasciò la scuola per girare l’America in Greyhound) ha dedicato la sua esperienza musicale ad esplorare gli angoli più reconditi e bui del folk tradizionale, accompagnato di volta in volta da diversi musicisti del panorama dell’indie folk (tra cui Black Heart Procession e Sufjan Stevens). Registrato in una stanza di motel nel bezzo del Nevada, City of Refuge trasmette appieno un senso di narcolettico smarrimento sospeso tra derive minimal elettriche e banjos tradizionali. Seppur non immediato e pulito, il suono di Raposa rapisce e ipnotizza per la sua semplicità ed essenzialità. Nulla di meglio per iniziare l’autunno. (Giovanni Besio)
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