Per guadagnare tempo in attesa del terzo album The Crying Light (uscita prevista ai primi del 2009), Antony pubblica un ep che contiene un pezzo che sarà nel nuovo lavoro e altri quattro a fargli da contorno. Tre di questi sono destinati a venire dimenticati subito, uno a entrare nel catalogo delle cose migliori del cantante newyorkese. Il guaio è che il capolavoro in questione, intitolato Shake That Devil, sembra aver poco a che fare con il resto del materiale. Si tratta infatti di un’improvvisazione o quasi in chiave swamp per voce, batteria, sax e qualche disturbo elettronico che riesce nell’impresa sublime di accostare Screamin’ Jay Hawkins a David Sylvian. Potrebbe essere un nuovo punto di partenza per un artista che sembra imbrigliato dalla sua stessa riconoscibilità vocale e quasi prigioniero delle ospitate che ne hanno accresciuto la fama in questi anni. Probabile che si tratti invece di un occasionale esperimento, visto che la title-track e il resto del materiale nulla aggiungono alla consolidata tradizione fatta di voce gorgheggiante (sempre bellissima ma ormai più omologata che straniante), piano classico-notturno e testi che non possono fare a meno di parlare di morte. (Antonio Vivaldi)
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