L’espressione “disco nuovo dei Lambchop”, da qualche anno a questa parte, suona un pochino storta. Di “nuovo”, infatti, spesso non c’è molto. Dopo l’ottovolante stilistico dei primi dischi (country, soul, pianoforte, fiati, rock indipendente), il collettivo capitanato da Kurt Wagner si è fermato dalle parti di una autorialità raffinata, melodica e tesa, che fa riferimento soprattutto a se stessa. Detto questo, chi si è stufato non fa un buon affare. OH pur senza rivoluzioni riesce a incantare con le sue ballate precise e romantiche, cedendo ogni tanto alla (benvenuta) tentazione di accelerare il ritmo e alleggerire la formula. Oramai i Lambchop sono veterani, e come tali si muovono: con il passo esperto di chi sa quello che suona, la voce di Mr. Wagner che rimane lo splendido filo rosso attraverso gli anni e i dischi. (Marco Sideri)
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