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Rock Recensioni COLDPLAY - Viva La Vida or Death And All His Friends (Capitol 2008)
 

COLDPLAY - Viva La Vida or Death And All His Friends (Capitol 2008) Hot

Image Che si respirasse un' aria nuova in questo quarto episodio dei Coldplay lo si era già intuito da tanti piccoli indizi: dalla piena consapevolezza da parte del gruppo che "X&Y" a conti fatti è stato un cocktail annacquato di "A Rush Of Blood" e "Parachutes", dalle citazioni presenti nel titolo e nella copertina dell'album, da sessioni di registrazione in stato di ipnosi, ma soprattutto dalla scelta di chiamare come produttore il Sig.Brian Eno, fautore in passato, insieme a quattro talentuosi irlandesi, di gemme senza tempo quali "The Joshua Tree" e "Achtung Baby". Diciamolo subito, il miracolo non è sicuramente riuscito a Eno, vuoi per la diversità degli interpreti, vuoi perchè neanche allora gli riuscì al primo colpo, ma siamo comunque di fronte a ciò che accadde anche agli U2 con "The Unforgettable Fire": una svolta. Le conferme arrivano fin dal primo ascolto: "Life In Technicolor" intro strumentale parte con un semplice giro di chitarra acustica per regalarci un crescendo di emozioni, assumendo ancor più peso e sostanza quando in chiusura di album viene ripresa questa volta in versione soft e con un Chris struggente, (sarà il probabile apripista dell'imminente tourneè.) Ma è con "42" pezzo elaborato in tre parti, con suoni di piano, archi e campionamenti dancerecci che i londinesi si scrollano di dosso qualche clichè, sconfinando forse in territori Radiohead, la bellissima "Lost!" come dichiarato dalla band, è il fulcro intorno al quale ruota tutto l'album, dove organo e battiti di mano sono a dettare i tempi a un Martin travestito da prete funky.

 

Tamburi e archi in salsa afro pop scandisco invece il ritmo incalzante di "Yes" con la voce del frontman inglese cosi calda e passionale come non la si era mai sentita, mentre nella title track "Viva La Vida" Martin si improvvisa direttore di una orchestra pop e riesce a far riaffiorare le atmosfere magiche di "Clocks", "Strawberry Swing" ha nel ritmo incalzante, un non so che di U2 ("Pride"?) ma convince eccome, come spazia il crescendo strumentale alla Elbow di "Death And All His Friends". Con "Viva La Vida Or Death And All His Friends" i Coldplay si scrollano in parte di dosso un pesante fardello, il limite del più grande gruppo pop di inizio millennio capace fino a ieri a costruire ballate struggenti, melodie zuccherose e video a go go su Mtv. Questo è un nuovo inizio, e come tale creerà qualche scompenso, qualcuno abbandonerà la nave, altri saliranno per solcare nuovi lidi; la voglia, il talento e il coraggio ci sono , i Radiohead si guardino alle spalle, Bono e compagni comincino pure a pensare alla pensione. Viva la vida. (Maurizio Ciardelli)
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