A un primo ascolto questo esordio degli stoner orfani di Nick Olivieri suona incompleto…a un secondo, anche. Bissare la completezza di “Songs For The Deaf” sarebbe stato impossibile, eppure è stato forse questo tentativo, percepibile, che ha portato la band a mettere troppa carne al fuoco. “Lullabies To Paralize” offre alcune canzoni notevoli, come la picchiata “Little Sister”, la cupa “The Blood Is Love” e “This Lullaby”, con suggestiva introduzione accarezzata dalla voce di mark Lanegan, (presente in soli tre pezzi).
Un po’ poco per una scaletta di quindici brani, che fanno piuttosto emergere piccole carenze. Si sente l’assenza di Grohl, decisivo nello scorso album, e l’eccessivo riciclaggio di sonorità filo dark, come in “Burn The Witch” e “Medication”. Rimane comunque un buon album rock, certo più morbido del solito e, forse, un po’ troppo lungo. (Erika Furci)





