Per una consuetudine che li ritiene inconciliabili, non sono molti i dischi per quartetto d’archi e voce umana; il Brodsky quartet sfida questa tradizione e inaugura la nuova etichetta, chiamando alcuni 'amici' come Elvis Costello (con cui avevano già inciso “Juliet letters”), Bjork, Sting, Meredith Monk o Ron Sexmith (in un brano la cui vocalità evoca “Eleanor rigby”, uno dei pochi precursori nel genere).
Ma anche quando gli ospiti non sono così illustri, l’alchimia funziona, in bilico tra musica contemporanea e song d’autore, sempre con un’originalità e una compiutezza che richiede più di un ascolto per essere apprezzata. Tra gli episodi migliori, oltre a quelli con i cantanti citati, “Dedalus” con Errollyn Wallen e "Swearing At The Moon" con l'accattivante voce di Ian Shaw. (Danilo Di Termini)





