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Diario del 22 maggio

Diario del 22 maggio
L'evento della settimana è stato sicuramente la morte di Franco Battiato. Già avrete visto l'omaggio propostoci dal Maratoneta, ma la cosa principale sono state le richieste di dischi. Sorprendente è che la maggior parte sono arrivate da clienti più o meno della mia età. Ma, dico, avete avuto 50 anni per comprare qualcosa di Battiato, aspettavate che morisse per prendere un suo disco? A qualcuno l'ho fatto presente e lui mi ha risposto "A me è sempre piaciuto, era già un po' che ci pensavo a comprarlo", io "Sì 50 anni". Passiamo alla richiesta, io "Quale vuole?", lui "Uno degli ultimi", glielo mostro e lui "Non ne conosco nemmeno una", io "Allora di quelli più vecchi?" e, dispettoso, gli mostro i primi, lui, in difficoltà, "Non ne conosco nemmeno una", io "Allora una raccolta", lui, spaventato, "No, no, mi basta un disco", sob. Ci riprovo, "Con raccolta non intendo tanti dischi, ma uno solo un Best, un Greatest Hits, un Il meglio" (forse è meglio parlare in italiano), lui, risollevato, "Sì, quello!", glielo faccio vedere e lui, di nuovo in crisi, "Conosco solo Centro di gravità permanente, Cuccurucucù e La cura". Beh certo a lui Battiato è sempre piaciuto...
Poi tocca a un cliente abituale, dopo averci detto che lui i dischi di Battiato li ha già quasi tutti (è il quasi che fa la differenza), sono due giorni che cerca solo suoi lp. Oggi si supera, "Senti, ho letto che negli anni 70 Battiato ha incontrato i Kraftwerk. C'è mica un disco?", io "Di che cosa?", lui "Di questo incontro", io "Ri-sob".
Non facciamo in tempo a riprenderci che si presenta Mea (è il suo intercalare abituale). "Ciao Gian, mea è arrivato il cd delle Rubettes?", "No", "Mea, cerca di fare pressioni", "Con chi?", "Col rappresentante", "Non ci sono più rappresentanti", "Mea, allora telefona", "Te l'ho ordinato in Olanda", "Allora telefona in Olanda", "Usiamo solo il loro sito, niente telefono", "Allora chiama in Lombardia, mea a Varese alla signora Teresa", "Chi è la signora Teresa?", "Tanti anni fa la chiamavo, mea, mi faceva arrivare dei dischi!", "La signora Teresa ha chiuso". Lui ci prova anche con Dario nella sua postazione dalla parte opposta, ma viene respinto e, quando lo lascia, lo saluta "Ciao Gian", io "Quello è Dario" e lui "Mea, allora a te dico ciao Dario", ma, prima di lasciarci, mi chiede "Lo hai più visto quel ragazzo che veniva tutti i sabati a comprare metal, massiccio con i capelli lunghi" (negli anni 80 era l'unico con i capelli lunghi...), poi mi dice il nome e io me lo ricordo (ricordatevi che vi ho schedati tutti!), poi prosegue "Ha avuto dei seri problemi di salute, insieme abbiamo fatto un record sulla spiaggia, più di 500 palleggi con la testa!". Non so quali siano le conseguenze fisiche che questo prolungato palleggio abbia avuto sul suo amico su di lui qualche idea ce l'ho. Penso che lunedì scriverò ad Astrid di Bertus, "Mea, mandaci il disco delle Rubettes, altrimenti Mea ci massacra". Per fortuna non può venire spesso, abita lontano (lo ha detto lui), a Utri!
Ecco quindi un'altra pagina del Diario che potrete, magari, ritrovare nel rinnovato libro che uscirà a settembre con l'ausilio di Danilo Di Termini, sempre che voi partecipiate al crowfunding lanciato in settimana, come da link.

http://discoclub65.myshopify.com/products/il-diario-di-disco-club?variant=39352943083654

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