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Il Diario di Disco Club Il Diario di Disco Club Diario del (quasi) rientro dopo il coronavirus
 

Diario del (quasi) rientro dopo il coronavirus Diario del (quasi) rientro dopo il coronavirus

Diario del (quasi) rientro dopo il coronavirus
Prove di rientro, ovviamente senza clienti, dentro, ma fuori invece è una processione. Arrivo e chi c'è davanti alla vetrina? Il Rompipalle n. 1, non poteva essere altrimenti, non gli do il modo di rompere, aspetto che se ne vada ed entro. Guardo il telefono del negozio, 45 telefonate perse, le scorro, il primatista, anche qui è facile indovinarlo, è Ottavio, il Rompipalle telefonico n. 1, ma si comporta bene anche Andrea/Marcello; di entrambi ho memorizzato i numeri dai quali mi chiamano e infatti ci hanno provato da tutti e tre (Ottavio), due (Andrea). In rapida successione bussano alla porta U Megu e il Pluriespulso, quest'ultimo giustifica la sua presenza con la scusa di sapere come stiamo, in realtà voleva sapere quando esce il singolo dei Rolling "Living in a Ghost Town", senza aprire la porta gli urlo "A giugno", lui "Me lo tieni?".
Avevo chiesto ai clienti che passassero davanti alla vetrina illuminata di lasciarmi un messaggio; lo ha fatto uno solo, Gabriele. Il suo messaggio giustifica in pieno la mia richiesta ai clienti-cantanti di adattare la canzone di Ferradini a Disco Club, infatti lo tratto sempre male e lui scrive quello che leggete nel messaggio.
Dopo un po' ecco un'altra apparizione; davanti alla porta si manifesta "Doppia forcina". Forse non ve ne ho ancora parlato, è anche questo un bel personaggio (a parte il fatto che partecipa anche lui al concorso "Il puzzone", ma qui ha molti rivali). La particolarità che gli ha procurato il soprannome è che lui blocca i pochi capelli che ha in testa con due forcine, una tiene il "ciuffo" (si fa per dire) a destra e l'altra quello a sinistra. Non chiede niente, sta lì fermo in attesa. Dopo qualche minuto lo guardo e lui, che evidentemente aspettava il suo turno per entrare (ma in negozio c'ero solo io), mi chiede "Posso entrare?", io "No!", non specifico il motivo, ma ottengo il risultato, se ne va.
Ovviamente la maledizione del "numero 2" di via S.Vincenzo mi colpisce anche questa volta. Una signora non mi chiede dov'è il numero 2, lo ha già trovato, mi vede e mi chiede, attraverso la porta, "Posso entrare con la macchina?", io "Dove deve andare?", lei "Al numero 2", io "Questo è il 4", lei "Sì, ma dal numero 2 c'è la sbarra", io apro esco e le indico la sbarra "Anche al numero 4 c'è la sbarra". Devo avere avuto un tono duro, perché lei mortificata si scusa e se ne va.

A proposito di questo, leggo da tutte le parti che, dopo questa pandemia, il mondo cambierà, saremo tutti migliori, io do ragione a Guccini, non vedo l'ora di riaprire per sfogarmi sui clienti per questi 70 giorni di clausura e di lontananza da Disco Club: elasticate e insulti a gogo.

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