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Diario del 16 maggio

Diario del 16 maggio
Pensavo di essermene liberato. Da quando ho cercato di fotografarlo col cartello "il rompiballe" è fuggito e non si è più visto in negozio. Questa mattina prima ancora delle nove eccolo di fronte a me: Ivano! In realtà non vuole me, cerca i ragazzi dell'usato, ma a quell'ora probabilmente dormono ancora. Non gli do confidenza, lo caccio fuori. Davanti alla vetrina prima importuna una ragazza, "Non conosco un disco di questi, tu li conosci?", non lo saprà mai, lei fugge; poi passa alla portinaia di riserva (la titolare è assente), "Signora, lei conosce un avvocato?", lei me lo rispedisce dentro, "Chiedi a Gian, lui li conosce", così rientra, "Mi ha detto la signora che tu conosci un avvocato", "No"; non mento, infatti purtroppo ne conosco molto più di uno (adesso tutti i clienti avvocati penseranno che quel mio "purtroppo" si riferisca a loro) e lo rispedisco fuori. Un attimo solo, rientra, "Gian, ti chiedo un piacere, posso fare una telefonata? Devo chiamare la mamma per dirle che arrivo subito, appena aprono di là", quindi tra più di un'ora, e dovrei tenermelo qui? Non se ne parla nemmeno. Risposta secca, "No". Se ne va, mentre squilla il telefono, "Discooocluuuub", "Pronto, senta, mio figlio è lì fuori (noooooo, la mamma di Ivano no!), vuole andare di là, ma dice che è chiuso. Lei vede se è chiuso o aperto?", "sempre secco come col figlio, "No", "Io continuo a telefonare di là, ma non rispondono. Come mai?", "Forse perché è chiuso?", "Ma lei potrebbe andare di là e dire al ragazzo che mi risponda", "Noooo", "Mi ha detto mio figlio che lei lo ha trattato bruscamente. Potrebbe andare di là e dire al ragazzo...", tratto bruscamente anche lei, sbatto giù il telefono.
Al posto di Ivano entra un nuovo cliente, non troppo giovane, "Avrei una richiesta un po' strana da farle", mi viene già male, anche questo adesso cosa vuole? "Ha qualcosa in negozio di un cantante vecchio, Don McLean?", non era poi così strana, ovviamente cerca American Pie, che teniamo sempre e che gli porgo, lui lo prende e, mentre si avvia verso la cassa, chiede, "Senta, un'altra cosa. Si ricorda Fausto Cigliano?", "Sono abbastanza vecchio per ricordarmelo, ma non ho niente", lui mi passa davanti e con nonchalance si infila il cd in tasca e prosegue uscendo dal negozio. Qualcosa non quadra, ha pagato? No. Esco anch'io "Scusi", si ferma, mi sorride, rientra e paga. A proposito di American Pie (torta americana), voleva mica intortarmi?

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