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Tre mesi fa, quasi per scherzo, ho dato il via ad un diario del negozio. Pensavo di scrivere, ogni tanto, sul gruppo e sulla pagina facebook del negozio le cose strane che vi succedevano e le richieste strampalate. Il fatto è che in realtà l'appuntamento è diventato quotidiano e oggi festeggia il primo trimestre di pubblicazione. Non so se continuerò, ma per ora faccio il riepilogo di questi tre mesi per quelli che non sono iscritti a facebook: eccovi sotto il diario quotidiano di Disco Club. (foto Alberto Terrile)Gian

 

Diario del 13 febbraio
Domani è San Valentino. Ebbè direte voi, anzi lo dico anch'io: non mi è interessata mai molto questa festa, anzi, non mi è mai interessata (senza molto). In negozio non ho mai tenuto le solite compilation intitolate Love Song o simili. Quest'anno non avevo fatto i conti con la chiusura o quasi chiusura dei miei colleghi concorrenti. Un prologo l'ho avuto al mattino quando l'incaricata del Civ di Sanvi mi porta una vetrofania con un bel cuore e la scritta "questo negozio partecipa all'iniziativa sconti per gli innamorati"; al mio rifiuto, la signora mi guarda perplessa "ma è una scusa per far entrare la gente e vendere!". Ha sicuramente ragione: San Valentino, la festa della donna, la festa del papà, Halloween sono state create apposta per far aumentare le vendite. A me però non piacevano quando non ero commerciante e continuano a non piacermi ora che potrei sfruttarle a mio favore.
Ecco in chiusura di giornata l'aggancio con la mancanza di altri negozi di dischi, di cui parlavo all'inizio. Alle 18,50 entrano due ragazze, una mi chiede "avete colonne sonore con canzoni romantiche?", "ahia, questa mi vuol far perdere l'autobus" penso (chiudo alle 19 in punto); voglio però aiutarla e mi dedico alla ricerca, tra gli avanzi olandesi (dischi ordinati e mai ritirati da qualche buontempone) trovo la colonna sonora di De-Lovely, il titolo è già una garanzia, la musica è di Cole Porter e tra gli interpreti c'è Natalie Cole: perfetto. La ragazza mi spiazza con una domanda "ma è solo una colonna sonora o cantano anche?", "vai tranquilla, è quello che volevi", la sospingo fuori, spengo la luce, mi metto il montgomery. 18,59 sono in anticipo, ecco una signora "state chiudendo?", "no, siamo chiusi", lei, indifferente, "avete una compilation di quelle con le canzoni italiane d'amore?", "no", "e Tiziano Ferro?", "no", mi guarda esterrefatta "ma come? nemmeno Tiziano? E cosa tenete? E dove lo vado a prendere adesso?", prontissimo "da Feltrinelli, avanti dritto, in via Venti a destra, attraversa e dopo Mondadori la prima a sinistra, buonasera". 19,02, mi avvicino alla porta accompagnando fuori la signora con le chiavi in mano, questa volta un ragazzo "state chiudendo?" (luci spente, chiavi in mano, montgomery indossato), faccio finta di non aver sentito "dimmi", "avete il cd di Ramazzotti?", sbotto "lei (è ancora nei paraggi) Ferro, tu Ramazzotti: noo!", lui, intimorito, "non è per me, è per la mia ragazza, tra l'altro a me non piace molto"; anche la risposta è sbagliata, avrebbe dovuto dire: "a me non piace" (senza molto).
Giù serranda di corsa e sempre di corsa attraversamento di piazza Verdi, autobus al volo,e via verso casa: domani è San Valentino, cosa mi aspetterà?

Diario del 14 febbraio
Eccoci dunque a San Valentino. L'inizio continua la solfa della sera precedente: Love Song, Tiziano Ferro, Biagio Antonacci, Bocelli, che non ho, ma anche cd mandatimi in conto vendita, un Jovanotti (avanzo natalizio) e addirittura cinque copie dei Modà sanremesi. Ma la cosa finisce lì. Dalla tarda mattinata fino alla sera riesco a piazzare a mogli e fidanzate, ansiose di consigli sanvalentiniani, Rolling Stones, Deep Purple, Led Zeppelin, U2, addirittura un cofanetto dei Disciplinatha (ringraziami Guspe) e i nuovo astri Lumineers. A proposito di questi ultimi, una vendita in più l'avrei fatta se fossi stato più disponibile verso una cliente: ecco l'episodio. Telefonata, "scusi, ha il disco dei l-u-m-i-n-e-e-r-s?", "sì", "ma quello con la canzone i belong to you?", "non è proprio il titolo, ma è quella", "ah, sì, senta facciamo così; io abito a Recco ma una mia amica ha l'ufficio vicino a voi in piazza della Vittoria, potete portare il disco a lei", la interrompo "sono solo in negozio", "sì, ma è lì vicino a lei, potrebbe farglielo avere", uffa "non posso", "va be', allora chiamo un mototaxi e glielo mando", deve ancora arrivare adesso.
Lasciamo perdere San Valentino ed eccovi altre chicche odierne. Prima cliente "voglio un cd per correre". Subito dopo un anziano signore "ce l'ha la canzone di u sardegnolo che faceva spunta la luna dal monte...", "no", "...e quella canzone di quando c'è una sparatoria nei film?"
Subito dopo, terzo cliente "nella seconda o massimo terza puntata di Gerry Scotti c'era un cantante nero che cantava una canzone che diceva virgin".
Finale di giornata un po' patetico. Vecchio cliente e cliente inevitabilmente non più giovane, poco più della mia età, ma fisicamente non altrettanto fortunato: non gliel'ho mai chiesto, ma recentemente deve essere stato colpito da un ictus che gli ha lasciato una zoppia e un occhio irrimediabilmente spento. Mi chiama per prendergli due cd nel reparto ristampe "dammi questi due dischi degli Stray Cats, non credevo di trovarli, negli altri negozi non sanno nemmeno chi sono", glieli porgo e lui continua "lo sai cosa facevo ieri sera?", la domanda mi spiazza "non ho idea", "all'una e mezza di notte non riuscivo a dormire, sono andato da solo in cucina e mi sono messo a leggere; sai che cosa?", sono sempre più in difficoltà e butto lì "il Buscadero", "no, leggevo la tua intervista sul numero appena uscito di Suono e mi veniva da piangere, ripensando agli anni passati qua da te e dall'altro mio fornitore, Gianni Tassio". A questo punto ho paura di essere travolto anch'io dalla sua commozione, ma per fortuna è l'ora di chiudere e mi salvo.

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Diario del 18 febbraio
Oggi, verso sera, è entrato in negozio un giovane (sui quarant'anni) un po' strano, pelliccia femminile e capelli lunghi su un viso (ahimè) irsuto. "Avete le cassette da registrare?", "No", "E chi può averle?", "Nessuno", "Nessuno? Ma servono anche da sentire in macchina; e come si fa?", "Si usa il cd", "Ah, quelli rotondi. Buonasera", "Buonasera".

Diario del 19 febbraio
Primo cliente, Angelo. "Gian, hai il live dei Rainbow, sai Gian quello doppio, la deluxe. Quanto costa, Gian? Non lo hai, Gian? Gian, in Olando lo hanno? Se lo ordino quando arriva, Gian? La settimana prossima non ci sono, Gian. Me lo tieni, Gian? Quando torno vengo a prenderlo Gian. Ciao Gian". Quando esce mi viene un dubbio: come mi chiamo?
Prima telefonata: "Sono Giorgio. Hai il penultimo disco degli Ayreon, che è quello prima dell'ultimo?".
Il pomeriggio inizia con Alessandro, pittoresco cliente (vedi foto): "Ho fatto il colpo del secolo. Sai cosa ho trovato?", "Le Stelle di Schifano?", la butto lì scegliendo un vinile che vale parecchio; "Macchè, Opera Prima di Pucci dei Trilli!!!"

Diario del 20 febbraio
Entra una signora, "Avete niente di Clayderman?", "No, - ormai rassegnato a richieste del genere, proseguo – "se vuole le ordino qualcosa", "Non è per me, è per una mia amica che ne ha già uno e vuole un cofanetto", mi sfugge "E non ce ne cresce di uno" (non so perchè, ma mi sembra che anche quando scrivo si avverte la mia cocina genovese), lei non avverte l'involontaria ironia e prosegue "Chiamo la mia amica, così le spiega quello che vuole"; in meno che non si dica mi trovo in mano un telefonino del millennio scorso e dall'altra parte della linea l'amica claydermaniana. Conclusione? Due (non uno, dicesi due) cofanetti da dieci (!!!!!) cd ordinati.
Marito e moglie con cagnolino davanti alla vetrina; lui "Come mai non ha messo fuori i dischi di Sanremo?", lei "Li avrà dentro, entriamo a chiederglielo", il cagnolino "Bau bau bau" e li trascina via.

Diario del 21 febbraio
Si avvicina fine mese e il grafico degli incassi e delle presenze in negozio punta verso il basso, ma, quando alle 8,12 arrivo in negozio, in realtà, una presenza c'è: all'angolo del palazzo per poter controllare l'ingresso di entrambe le sezioni ecco Quasimodo (vedi http://www.discoclub65.it/index.php/il-mondo-visto-da-disco-club/archivio-mainmenu-44/4566-il-mondo-visto-da-disco-club-sospensione-natalizia.html). Fuori ci sono quattro gradi e tira il vento, fa freddo, ma lui si ingobbisce ulteriormente nel suo giaccone, con le tasche sformate da una compilation (deformazione professionale) di pacchetti di sigarette e attende. Alle 8,45 arriva Danilo Di Termini in trasferta genovese e mi dice "Chi è quello sull'angolo, che sta congelando", "E' Quasimodo aspetta che apra il reparto usato". Alle 9,40 Danilo va a fare provvista di focaccia per i colleghi della Rai milanese e al ritorno "Ma è sempre lì!". Alle 9,55 Danilo se ne va, lui invece rimane. Alle 10,15, col solito ritardo di un quarto d'ora accademico, arriva Fabio per aprire il negozio del retro: quello che a fatica si stacca dal suolo e lo segue è ormai un blocco di ghiaccio circondato da un cimitero di mozziconi di sigarette.

Diario del 23 febbraio
Ancora un sabato di allerta neve. Capisco allertare la gente quando c'è il rischio di un'alluvione, ma per la neve non è sufficiente guardare fuori dalla finestra e decidere da soli se si può uscire o no? Il risultato è di svuotare i negozi, per fortuna i fedelissimi sono sempre presenti; uno manca però: u megu. Perchè? Ha scoperto che ad Alessandria c'è un altro pazzo come lui che ha un po' di bollettini della FIGC (per chi non lo sa, Federazione Italiana Gioco Calcio), pazzo sì, ma con la differenza che quello i bollettini li vende mentre u megu sgancia 30 € per comprarli. Ecco quindi che, indifferente all'allerta e al freddo siberiano, prende il treno e via verso Alessandria; tra l'altro, se è fortunato, trova un controllore donna e così può inscenare la solita manfrina: finge di non avere il biglietto, che invece ha in tasca, per poter attaccare discorso a costo di una multa.
Alessandro invece (quello del colpo del secolo, il disco di Pucci dei Trilli) passa al pomeriggio e mi chiede se ho pubblicato la sua foto. Quando la vede, dice "Ero un po' carnevalesco in quella, mettine un'altra". Accontentato.

Diario del 25 febbraio
Probabilmente la mia memoria oggi è stata obliterata dall'angosciante successione dei risultati elettorali. Sicuramente nelle otto ore che sono stato in negozio qualcosa da raccontare deve essere successo, ma dalla nebbia della mia memoria odierna spunta solo una richiesta: anziana signora "Scusi ha un cd di Giacomo Leopardi?".

Diario del 26 febbraio
Oggi ritorna alla ribalta il pluriespulso (http://www.discoclub65.it/index.php/il-mondo-visto-da-disco-club/archivio-mainmenu-44/3897-il-mondo-visto-da-disco-club-il-pluriespulso.html). Questa volta non ha ricevuto il solito cartellino rosso, si tratta di questo: Carletto sta parlando con un altro abituè davanti alla cassa; in quel momento entra un cliente a ritirare dei cd ordinati, quest'ultimo all'improvviso si gira ed esclama "Carlo!!", quello, un po' interdetto, bofonchia "Ciao", "Come va?" chiede il nuovo venuto, Carlo lo scruta "Bene, e - indaga rimanendo nel generico - tu, il lavoro?", mentre risponde il cliente mi passa il bancomat per il pagamento, leggo il cognome, A.....andi, è lo stesso di Carletto e allora dico a voce altra "A.....andi, ma siete parenti?", "Eh sì" dice il nuovo venuto e Carlo, raggiante, esclama "E' mio cugino!" e, finalmente liberato da quel dubbio, si lancia in ricordi antichi e saluti a parenti e amici comuni.

Diario del 27 febbraio
Entra un cliente in età da pensione, "Scusi, i venali valgono tanto?", non capisco bene la domanda "I venali?", "Sì, i venali, io ho la raccolta completa di Neil Diamond ancora intatta"; ecco cosa intendeva "I vinili", "E sì, quelli grossi, lei li compra?", "Io no, nel reparto usato, dietro l'angolo", "Ma non sono usati, sono intatti", "Va bene, ma io non compro da privati, vada a vedere dietro se interessano". Così me ne libero e, mentre si avvia verso l'usato, mi coglie un dubbio: ma perchè uno si compra la raccolta completa di Neil Diamond e poi non li sente? A meno che con intatti non intenda dire che non sono rotti e non, come pensavo, sigillati; e se li avesse tenuti sigillati per venderseli a prezzo più alto? Sarà mica venale?
Altro pensionato (siamo tornati a una giornata di età media elevata), spinge (spinge, notate, è importante) la porta ed entra. Davanti a me però ci sono quattro clienti e tutti con ricerche lunghe; dopo un po' il pensionato si spazientisce (probabilmente visto che gli scavi della metropolitana sono finiti, deve andare a giocare a bocce a mura dello Zerbino) e si avventa sulla porta per uscire spingendola, la botta è tremenda: la porta per poco non esce davvero verso l'esterno, mentre il pensionato rimbalza all'interno, a noi (sebbene tutti rigorosamente pelati) si rizzano i capelli; il pensionato si riprende e questa volta riesce ad uscire e mentre lo fa sento che borbotta degli insulti nei miei confronti concludendo con "Ma perchè non ci scrive sopra tirare?". Vorrei dirgli "Ma se quando è entrato ha spinto, come fa a spingere anche quando esce?", ma ormai è già lontano probabilmente dal ferramenta lì vicino a comprarsi un nuovo set di bocce. Tra l'altro cosa avrà voluto da me? Forse l'ultimo disco di Boccelli?

Diario del 1 marzo
La perla della giornata è calcistica. Entra un cliente e mi dice "Hai visto che Garrone è stato insidiato?", sorpreso chiedo "Da chi?", "No, anzi si è auto insidiato" ribadisce lui; la cosa mi lascia ancora più sconcertato, non capisco se si tratta di qualcosa di erotico o di una minaccia di rapimento, ma la spiegazione viene subito "Da ieri è presidente della Samp": ecco lì appunto si è "insediato".
Nel campo musicale notevole una signora che, entrata in negozio in un momento in cui il banco era circondato da una pattuglia dei soliti corpulenti amici, aspetta con pazienza il momento propizio e trovato un buco ci si infila chiedendomi "Scusi forse non è il posto giusto, ma vorrei sapere se ha i cd di Sanremo", "Le compilation no", "No, non le compilation, quello di Cristicchi"; si da il caso che è uno dei pochi che ho e questo la rende felice, pagando mi dice "E' per mio padre, gli piace tantissimo" e continua "Sa quanti anni ha il babbo? Novantuno!". Grande il vecchietto che guarda Sanremo senza addormentarsi e vuole il disco di "La prima volta che sono morto".

Diario del 2 marzo
Questo pomeriggio metto su il cd del bravissimo Federico Sirianni, accendo anche le casse esterne in maniera da far sentire fuori dal negozio la musica. Un cliente mi chiede un disco in vetrina, esco quindi per prenderglielo, qui m'imbatto in uno strano personaggio: sui cinquant'anni, sdentato, dalla postura un po' piegata non so fino a che punto sobrio, sigaretta in mano: "E' una bomba mi dice", riferendosi alla canzone che sta suonando in quel momento, "Avrà successo, te lo dico io e io di musica me ne intendo. Sai da quanto la seguo? Da sette anni!".
Verso sera, altro cliente "Scusi ha il disco di Renato Zero Più su?", "No", "Lo immaginavo, ho già girato sette o otto discherie a Genova e nessuno lo ha". Ma dove le avrà trovate otto "discherie" a Genova?
Ora di chiusura. Alle 18,55 non c'è più nessuno in negozio e decido di tirare giù la serranda. La giornata è stata abbastanza intensa; dal movimento e, soprattutto, dal fatto che a un certo punto in negozio c'erano quattro ragazzi di 16 anni e tre ragazze di 15, mi sembrava di essere tornato ai mitici anni '70; poi però mi sono visto riflesso nella vetrina e l'illusione è finita. Ad ogni modo, appunto perchè gli anni sono passati, sono abbastanza stanco: spengo la luce, mi metto il giaccone e....e niente perchè in quel momento entra Claudio Social Distortion, il vincitore della seconda edizione del Rompipalle di Disco Club, http://www.discoclub65.it/index.php/il-mondo-visto-da-disco-club/archivio-mainmenu-44/3968-il-mondo-visto-da-disco-club-la-classifica-dei-rompipalle.html. "Gian – mi dice – ho comprato su internet un cofanetto di John Foxx, ma per errore me ne hanno mandato un altro. Se te lo porto, me lo vendi?". Per evitare che dopo dieci anni ritorni ad essere nei primi posti della classifica, lo abbraccio amichevolmente e lo accompagno fuori. Settimana finita.

Diario del 4 marzo
Si ricomincia e il protagonista assoluto è di nuovo lui: il mitico "megu". Sabato scorso Gabriele, un cliente che quotidianamente si fa il tragitto Pegli/Savona per lavoro, racconta una disavventura che gli è capitata a inizio anno: il 2 gennaio compra l'abbonamento mensile al treno, ma si dimentica di mettere il suo nome e il mese; arriva il controllore (una ragazza) e, insensibile alle sue proteste, gli rifila una multa, questo provoca una discussione abbastanza violenta e la ferroviera sequestra l'abbonamento, dando in cambio un attestato provvisorio; Gabriele non ci sta e si avventa su di lei per riconquistare il mal tolto; niente da fare, intervento della polfer e, a conclusione del tutto, arriva a casa una multa di 180,00 €. Mentre racconta la sua avventura, è presente in negozio "U Megu", che, vedo, lo guarda con gli occhi sgranati, non aspettandosi forse una reazione così violenta da un ragazzo mite come Gabriele.
In realtà le cose non stanno così e questa mattina ho avuto la spiegazione di quell'espressione che io ritenevo di sorpresa e invece era di pura invidia. Sì, invidia, infatti "U Megu" mi dice "Guarda che roba, sono anni che prendo il treno sperando di beccare un controllore donna che mi di una multa, per poter attaccare discorso, e invece niente. Questo non solo la becca, ma anche carina (nel frattempo si è informato e sa tutto della ragazza: nome, cognome e sul telefonino ha caricato una foto), ha litigato e con questa scusa l'ha anche toccata e ha avuto anche il culo di beccarsi una multa di 180,00 €".
L'ho già detto, se cercate la normalità, state lontano dal negozio.

Diario del 5 marzo 2013
Mattina, ore 10,36: squilla il telefono, signora, "Scusi, mi ha dato il suo numero Dario della Fnac, sto cercando un disco e mi ha detto che lei può aiutarmi", "Mi dica", "Ero su un taxi e stava suonando una musica bellissima, il taxista mi ha fatto vedere il cd e dovrebbe intitolarsi Mimis King Bird, Bird come uccello", digito sul database e non esce niente "Non c'è". Signora, "Ma forse è tutto attaccato" dice lei, riprovo "No", "Provi Mimi's con l'apostrofo", niente, "Provi tutto attaccato Mimisbird", altro tentativo fallito, "Sono stata scema, avrei dovuto farmelo scrivere, pensavo di ricordarmelo, peccato volevo regalarlo a mio figlio; era un pezzo così dolce, non lo troverò più". Mosso a compassione passo su youtube e dopo un po di tentativi trovo un disco del 2011 dei Mimicking Birds, lo faccio partire, mi arrampico sulla seggiola e metto il telefono davanti alle casse per una quindicina di secondi; ridiscendo e chiedo alla signora "Allora?", "Sì, è questo; non è soave? Me lo aveva detto il signor Dario che lei me lo avrebbe trovato. Me lo ordina?". Cosa che faccio, quando poso la cornetta sono le 10,50. Grazie Dario Gaggero.
Ma non sono solo gli anziani che storpiano i nomi, anche i giovani non scherzano. Entra un promettente giornalista punk di un quotidiano genovese "Guarda se mi trovi un cd dei Warlock", mi sembra strano che compri un disco metallaro, ma glielo cerco: sul database appaioni i titoli del gruppo di Doro; "Forse è questo, no, fammi vedere questo, no; si vede la copertina di questo? No, non è nemmeno questo". A questo punto si mette a cercare su tutte le riviste musicali del mese Rumore, Rockerilla, il Mucchio, ma non ne esce fuori niente. Si rassegna, ma quando è sulla porta si blocca, "Ma saranno mica stati i Morlocks?"; ti venisse, dieci minuti a cercare i Warlock e poi erano i Morlocks. Te lo avevo promesso Diego Curcio che ti avrei fatto finire sul diario, così un'altra volta ti presenti più preparato.

Diario del 7 marzo
Mi dispiace che per colpa mia Tommaso Piana ieri non sia andato a letto. Infatti l'altro ieri ha detto che non riusciva ad andare a dormire se prima non leggeva il diario di Disco Club. Il fatto è che ieri non è successo niente di memorabile, ma nemmeno di raccontabile, forse a causa della pioggia battente.
Anche oggi piove, ma la calamita che attira in negozio i personaggi più pittoreschi ha ricominciato a funzionare.
In mattinata si presenta un magrebino e, indicandomi l'ammezzato del negozio, mi chiede "La radiologia è di sopra?", "Hai sbagliato numero, è al 2 nero, non al 20 rosso", indicandomi il numero del nostro palazzo (il 4) mi chiede "Ma il 2 è prima o dopo il 4", "Generalmente prima", "Sì, ma a destra o a sinistra"; non potendo chiamare una guida turistica, esco fuori e gli indico l'enorme numero 2 a non più di venti metri da noi.
Il magrebino forse non conosceva ancora bene l'italiano e le consuetudini viarie genovesi, ma subito dopo si presenta un avvocato, non più giovane, appena uscito dai giudici di pace, "Scusi dove è quel negozio che fa le fotocopie?"- fino a questo punto niente di strano, se non fosse che accompagna le parole col gesto della mano che scrive, evidentemente le fotocopie secondo lui si fanno copiandole a mano con tanto di penna – "Quelli che fanno gli atti, come si dice, ah ecco, la segreteria per tutti"; "E' nel vicoletto lì davanti a lei" e glielo indico, evidentemente oggi è la mio giornata da Cicerone.
Il pomeriggio invece è dedicato alle compilation. Incomincia un anziano signore "Dove tiene le raccolte di musica ballabile, foxtrot, charleston e così via", "Non ne ho", "Come non ne ha? So che esistono", "Sì, ma io non ne ho", spazientito "E dove le trovo?", "Da nessuna parte", forse sono un po' secco nella risposta (non mi è tanto simpatico), perchè quello si offende, si gira e va verso l'uscita; faccio per salutarlo, ma lui mi guarda di sbieco, fulminandomi con un'occhiata che blocca il mio saluto, e uscendo sento che mormora qualche insulto contro la mia ignoranza musicale.
Poche ore dopo una signora anziana (negli ultimi tempi sto abusando di questo aggettivo, come mai?), "Ce l'ha una raccolta di pezzi da ballare, ma allegri, anni '70", "Mi spiace, ma non ho compilation", lei mi corregge "Non ha miscugli? Ma nemmeno di mazurche e polke?", al contrario del signore precedente questa è una simpatica signora con una bella cocina genovese, mi dispiace deluderla, ma già dando uno sguardo intorno dovrebbe rendersi conto che i quattro presenti in negozio (io più tre clienti) non fanno parte della categoria dei ballerini, "Qui non balliamo" le dico. "Peccato" e se ne va comunque allegra.

Diario del 8 marzo
Signora di mezza età fan dei Queen, si aggira per il negozio, accorgendomi che si è persa le chiedo "Ha bisogno di qualcosa?", "Sì, sto cercando qualche dvd dei Queen", "Mi è rimasto solo l'ultimo, Hungarian Rhapsody", "No, grazie, il concerto di Bucarest ce l'ho già". Be', certo se si è persa nei 35 metri quadrati del negozio, figuriamoci nella più estesa Europa dell'est.
A conclusione di giornata ecco due protagonisti storici anche del sito. Prima Walter, quello che negli anni '80 ha depauperato la casella dei vinili dei Pink Floyd, comprando 37 copie di Piper e 36 di Saucerful (vedi puntata ): lo accolgo con "Ciao Walter, come va?", lui con l'età è diventato diffidente, fraintende la mia accoglienza allegra, "No, guarda non sono venuto qui per chiederti i soliti gruppi per i quali mi prendi in giro (intendendo Pink Floyd, Led Zeppelin, Ac/Dc), questa volta voglio sapere se hai qualcosa dei Tre Tenori".
Ed ecco infine Ottavio, il rompipalle telefonico per eccellenza: squilla il telefono e sul display leggo "Ottavio" (l'ho memorizzato per evitare di rispondergli), dopo una trentina di secondi, si rassegna e posa, ma subito dopo ecco di nuovo il telefono "Ott2"; e sì, perchè lui furbescamente, vedendo che non gli rispondevo più, mi ha chiamato da un altro numero, ma io, più furbo di lui (non so se sia un gran merito), ho memorizzato anche questo. Spero che non continui con questo gioco, perchè altrimenti mi fa finire la memoria del cordless.

Diario del 9 marzo
Un'altra giornata umida e, oltre questo, non molto da segnalare, nonostante l'impegno di qualche cliente per entrare in questo diario, inventandosi le cose più strane: già ieri due che nemmeno si conoscevano volevano farsi fotografare mentre fingevano un alterco con tanto di posizione classica da boxeur.
Unica stranezza nel pomeriggio. Entrano due ex-ragazze (nel senso che lo erano negli anni '70) e mi chiedono il cd di Steve Wilson, di cui avevo appena venduto l'ultima copia al cliente uscito un attimo prima; scopro che sono fans accanite del nuovo idolo del prog mondiale, hanno visto i concerti dei Porcupine, di Wilson stesso, di Roger Waters, di Steve Hackett, allora le mando nel reparto usato a cercare qualche chicca. Quando entrano lì, Lorenzo sta ascoltando un lp dei Picchio dal Pozzo e rimane sorpreso quando una delle due dice "Questo pezzo lo conosco", Lo rimane un po' perplesso, figuriamoci se questa conosce un pezzo di un album conosciuto solo da veri amanti del prog indigeno, e con un'aria di superiorità dice "Eh, non credo, questi sono i Picchio dal Pozzo", "Ecco, mi sembrava, io uscivo col chitarrista!"

Diario del 11 marzo
Giornata al femminile. Incomincia una signora, entra in negozio e mi chiede "Scusi avete album per le fotografie?", vedendo la mia faccia perplessa, aggiunge "Sa per infilarcele dentro tutte":
Telefono, io "Discocluub", dall'altra parte una ragazza "Devo avere sbagliato", io "Dica", lei "Non è Max Mara?".
Ancora ragazza, in negozio, "Scusi, anche se non serve a niente, posso lasciarle un curriculum?"; purtroppo negli ultimi tempi questo succede spesso, purtroppo perché troppi giovani non hanno lavoro e ci provano un po' ovunque, già rassegnati però a sentirsi dire no. "Sono anni che sono solo in negozio" le dico e, vedendo che è una ragazza spiritosa, mi permetto di dirle "L'unica chance sarebbe che me ne andassi io e ti lasciassi il posto". Sorridendo mi risponde "Mi piacerebbe, questo sarebbe il mio mondo", "Che musica ti piace?", "Gigi D'Alessio, Ramazzotti, la Pausini".
Poco dopo, altra ragazza, questa un po' più vecchia, la conosco da anni, anche se non è molto assidua. Vive a Genova ormai da parecchio, ma è tedesca. Oggi si presenta con un'acconciatura diversa dal solito: taglio strano dei capelli con mini cresta, vestita completamente di nero, anelli alle orecchie; ricordando che mi chiedeva, tra le altre, Nina Hagen e Lene Lovich, la cosa mi sorprende relativamente. Mi sorprende invece quello che chiede, dopo aver girato nel negozio alla ricerca di qualcosa che non trova, col suo solito accento teutonico "Skusi, non awete l'ultimo cd di Marko Mengoni?".

Diario del 12 marzo
Anziana e simpatica signora "Scusi cerco una canzone di Jennifer Rush, che voce meravigliosa!, intitolata The Power Of Love, ce l'ha?", "In negozio non ce l'ho, ma guardo se posso ordinare una raccolta". Gliela cerco e la trovo, "Me l'avevano detto quelli della Fnac che lei me lo avrebbe procurato un cd. Anzi, visto che è così bravo, l'altra sera ho visto tutta la sera Azzurra TV, hanno fatto vedere il Ballo delle Debuttanti, quante belle canzoni!, ce n'era una che mi piaceva da matti, adesso gliela canto", mi vengono già i brividi, ma la signora si blocca, vedo che cerca nella memoria, ma non scova niente, "Accidenti, prima di entrare la canticchiavo e adesso mi sfugge". Ci prova ancora, ma poi si rassegna "Va be', vuol dire che gliela canto quando vengo a ritirare il disco".
Porca miseria mi toccherà procurarmi un telefonino dotato di Shazam e sperare che la signora sia intonata.

Diario del 13 marzo
In testa alla classifica delle stranezze oggi un cliente che viene a ritirarsi il disco ordinato, una raccolta di tre cd dei Noir Désir: "Sono forti e fanno una musica diversa dagli altri francesi, il cantante poi" - e si ferma a ridere - "è matto" - altra risata – "ha ammazzato la moglie, anzi la fidanzata" e sghignazzando conclude "la figlia di Trintignant" e giù una risata.
Nel pomeriggio, in un momento di latitanza di clienti, metto un po' d'ordine nei cassetti ed ecco che mi salta fuori un vecchio poster dei Beatles, che ha campeggiato per anni a sinistra dell'ingresso. Era in omaggio su Mojo nei primi anni 2000 e dopo qualche giorno da quando l'avevo affisso, si affaccia sull'uscio un giovane (circa 35 anni) e mi chiede "E' in vendita questo?" indicando il manifesto, "No, è in omaggio su una rivista inglese", "E non puoi vendermelo?", penso che sia il solito maniaco di Beatles "No", "Peccato, per me è una questione affettiva", sì è proprio affetto da beatlemania, penso, ma lui continua "Vedi questa?" e mi indica la fossetta sul suo mento "non ti dice niente?", lo guardo interdetto (cosa mai dovrebbe dirmi una fossetta sul mento?), ed ecco la spiegazione: si avvicina al ritratto dei Beatles, indica il mento di George Harrison e "Vedi? E' uguale. Mia mamma era una roadie" e se ne va.
Adesso capisco: i Beatles sono venuti a Genova a giugno del 1965, il ragazzo ha sui 35 anni e siamo (all'epoca) nel 2001. Sta a vedere che avevo in negozio il figlio di George Harrison e non me ne sono reso conto! Tra l'altro, se le cose stanno così, chissà quanti figli dei Beatles sono sparsi per il mondo, anche se, a dire il vero, ce ne cresce di quelli conosciuti.

Diario del 14 marzo
I clienti vanno, vengono e qualche volta ritornano. Eh sì, oggi uno è tornato dopo ventisei anni. Vi racconto.
A metà anni '80, l'attuale reparto usato era occupato dalla sezione jazz/classica, tra i clienti del negozio vi era un ingegnere, patito di musica classica e operistica; a dire il vero era molto noioso, non solo aveva anche molte pretese, ad esempio se usciva una nuova edizione di un'opera, di cui lui possedeva la vecchia, proponeva/pretendeva il cambio, anche se quella in suo possesso era già stata usata. Mia sorella, che al tempo gestiva il "retro", aveva ceduto all'inizio per paura di perdere un buon cliente, ma ormai la cosa si ripeteva troppo spesso, per questo le dissi "Se si presenta ancora a proporre lo scambio, digli di no e, se protesta, mandalo da me". Detto, fatto: nuova edizione, arriva l'ingegnere, propone lo scambio e si offende per il rifiuto. Non ci pensa due volte, gira l'angolo e si presenta in negozio davanti alla cassa, "Mi ha detto sua sorella che non può farmi lo scambio. Perchè?" e lo dice con le narici frementi tipo cavallo, "Perchè non possiamo rinnovare la sua discoteca a nostre spese", si mette a frignare "Ma le altre volte lo avete fatto", m'innervosisco un po' e gli sbraito addosso "E questa volta no e non ci sarà nessun'altra volta!". A questo punto succede l'incredibile, mi trovo all'improvviso davanti non più un uomo di circa quarant'anni, con un ottimo impiego da ingegnere, ma un bambino capriccioso che si mette a sbattere i piedi e a piagnucolare "No, no, me lo deve cambiare". Guardo quella trasformazione dapprima esterrefatto, poi però il sangue mi sale al cervello (non ho uno specchio davanti, ma penso di essere più rosso di un peperone rosso) e gliene urlo dietro di tutte, concludendo con "Ma non si vergogna alla sua età di mettersi a piangere per una belinata del genere? Se ne vada e non si presenti mai più in negozio". Devo avere un aspetto terribile, perchè si gira e fugge in lacrime per non farsi più vedere.
E questa mattina eccolo nello stesso posto di ventisei anni fa, davanti alla cassa e, come se niente fosse, mi dice"Ho saputo che può ordinare anche della musica classica tramite il suo fornitore olandese; mi può fare una ricerca?". Non ho voglia di rivedermelo assiduamente in negozio, ma non posso dirgli di no; faccio una finta ricerca e concludo "Eh, mi spiace, ma evidentemente Bertus ha poca musica classica" mi tocco il naso per vedere se mi è cresciuto perchè in realtà metà del database è di quel genere. "Peccato, non so più dove prendere i cd. Qui a Genova non c'è più un negozio rifornito di classica. Grazie lo stesso, buongiorno" e questa volta se ne va senza piangere.

Diario del 15 marzo
La ribalta questa volta tocca all'uomo Del Monte. A dire il vero ve ne ho già parlato (vedi puntata del Mondo Visto da Disco Club, http://www.discoclub65.it/index.php/il-mondo-visto-da-disco-club/archivio-mainmenu-44/4726-il-mondo-visto-da-disco-club-luomo-del-monte.html) e la ribalta gli dovrebbe toccare di diritto ogni volta che entra in negozio. Ultimamente ha aggiunto a Genesis e compagnia progressiva qualche donnina celtica e carina (anche qui ha già un precedente con i Corrs); inizia quindi la raccolta dei cd delle Celtic Woman e di Hayley Westenra, ma hanno una particolarità: per ogni disco esistono diverse copertine. Eccolo quindi alle prese con un disco della neozelandese Westenra, stesso disco ma in copertina la soave Hayley è ripresa una volta di profilo destro, una sinistro, una di fronte, per fortuna non di dietro, così si limita a comprare solo tre cd uguali (uno dei quali, ormai introvabile, mi tocca cercarglielo su amazon e gli costa 150,00 €!!!). Mentre mi sta tempestando delle sue solite richieste, entra un suo collega taxista, vedendolo lo saluta "Ciao A., come va? Alla ricerca della decima versione di un cd che hai già comprato nove volte?", lui risponde "Ma mica li compro tutti uguali, io li prendo solo se hanno qualcosa di diverso, io sono un collezionista, non come quel matto (e a questo punto si rivolge verso di me)... viene ancora quel matto che compra un sacco di volte lo stesso disco (si riferisce a Walter http://www.discoclub65.it/index.php/il-mondo-visto-da-disco-club/archivio-mainmenu-44/4086-il-mondo-visto-da-disco-club-lanti-furto.html)? Ad esempio io adesso incomincio la raccolta dei Pink Floyd in edicola", il collega "Ma non ce l'hai completa e chissà in quante edizioni?", e lui imperturbabile "Sì, ma questa è diversa, sul bordo c'è scritto Sorrisi e Canzoni. Io sono un collezionista, mica un matto come quello".

Diario del 16 marzo
Giornata che scorre via liscia, senza intoppi e stranezze. Da notare solo un cliente, uscito fuori direttamente dagli anni '80, che mi chiede "E' uscito il cd dei DM?", nei miei occhi deve aver letto non i dollari di Paperone, ma tanti punti interrogativi, allora mi guarda con sufficienza e precisa "Il nuovo dei Depeche Mode; so che deve uscire il 26 marzo, ce l'hai già?". I punti di domanda mi rimangono negli occhi: ma, se sa che il disco esce il 26, perchè me lo chiede il 16?
Alla sera chiudo cinque minuti prima per prendere al volo l'autobus delle 19,03, già penso che, non essendoci stati episodi particolari, avrei saltato una giornata del diario, ma ecco che proprio "in trasferta" mi capita l'occasione. Quando salgo sull'autobus sento un battito ritmato, mi guardo attorno e vedo che a suonare "il volante" è l'autista in persona; ovviamente non poteva non essere un mio cliente: Francesco, che da ragazzino si faceva accompagnare in negozio dal padre e, un po' più grandicello, stazionava fuori con i metallari; ora, quasi quarantenne, lavora per l'Amt, ma non rinuncia a portarsi dietro le sue bacchette e, quando l'autobus è fermo al capolinea, si lancia in lunghi assoli sul volante. L'unico problema è che il suo assolo è incominciato alle 18,53 e, avendo deciso di farlo durare 11 minuti, non lo interrompe fino alla fine e così siamo partiti con un minuto di ritardo, ma nessuno si è lamentato un po' perchè qualcuno pensa "questo ciocca", un po' perchè suona bene e non è spiacevole sentire il suo battere. Quando posa le bacchette, alcune ragazzine sono ancora sul marciapiede che chiacchierano, lui chiude le porte prendendole alla sprovvista, loro si avventano sull'autobus e picchiano per farsi aprire, ma Francesco accelera e le molla al capolinea.

Diario del 18 marzo
Da quando, purtroppo, ha chiuso il miglior negozio di dischi della riviera di levante, Good Music di Chiavari, qualche "orfano" di Ivana ha cercato rifugio da noi. Fra questi quello che si è ambientato meglio è sicuramente David di Rapallo, anzi c'è da chiedersi come non sia piombato prima in negozio. La sua "normalità" è sicuramente nella media dei nostri clienti. Già con la presentazione parte bene "Ciao sono Devid", gli chiedo "David?", "No, no, proprio Devid", ed io "Ma si scrive Devid?", "No si scrive David, ma si legge Devid", "Ah, sei di origine inglese?", "No, calabrese", "Ok".
Oggi arriva come quasi tutti i lunedì pomeriggio e se ne esce con "Sono indeciso se fermarmi qui o andare alla Maddalena", "Alla Maddalena? A fare cosa?", "Dai Gian, cosa vuoi che vada a fare alla Maddalena? Ma se spendo i soldi da te, non mi avanzano più per la Maddalena". U Megu che è nelle vicinanze allunga l'orecchio, "Dai vieni con me" gli fa David e quello fugge nel reparto usato. Gli faccio sentire un po' di cd e lui ne sceglie quattro "Quanto fa?", "56 euro", "E ma così non mi rimane quasi niente per quelle", "Meglio, ti prendi il treno e torni a Rapallo; è più sicuro", e lui conclude "Eh sì, Disco Club è più sicuro di un profilattico".
Certo l'associazione Disco Club-profilattico mi mancava.

Diario del 19 marzo
Oggi, quando arrivo in negozio, trovo ad aspettarmi U Megu: "Meno male che sei arrivato, devo lavarmi le mani", "Come mai?", "Le ho sporche di sangue", allarmato gli chiedo "Cosa hai combinato?", "Ho fatto un prelievo (lo fa di mestiere, prelievi a domicilio) e il sangue della vecchietta mi è schizzato addosso", "E non potevi lavartele in casa della signora?", "Non mi hanno lasciato". Sì indubbiamente U Megu ha ormai soppiantato il pluriespulso dal ruolo di primadonna del negozio. Quest'ultimo si presenta invece al pomeriggio, ma da un po' di tempo è abbacchiato e sapete perché? Perché deve andare in pensione. In realtà potrebbe farlo già da qualche anno, ma seguitava a rinviare, adesso gli hanno detto che gli conviene decidersi altrimenti arrischia di rimetterci. Eccolo quindi rattristato al pensiero che da ottobre non farà più parte della combriccola del pronto soccorso e non potrà più dire come oggi quando ci lascia "Faccio la notte, vado a comprare qualcosa da mangiare per i ragazzi". I ragazzi sono i suoi colleghi e fanno parte della sua vita come se fossero dei fratelli o dei figli e tra pochi mesi dovrà lasciare questa "casa". Cosa farà poi? Temo di saperlo: piazzerà la sua testa tra i miei occhi e il pacco dei dischi arrivati non per le solite due ore attuali, ma per almeno quattro!

Diario del 20 marzo
La nonna di mia moglie era solita ripetere un modo di dire sardo "non mettere occhio", nel senso che, se una cosa negativa non ti succede da un po' di tempo, tu non parlarne, perché appena ne parli ti succede.
Ed aveva ragione. Ieri stavo giusto parlando del rompipalle n.1 (quello che ha vinto 11 campionati consecutivi, vedi http://www.discoclub65.it/il-mondo-visto-da-disco-club/archivio-mainmenu-44/3968-il-mondo-visto-da-disco-club-la-classifica-dei-rompipalle.html) con un cliente "E' migliorato, se continua così perde il titolo, non fa quasi più nessuna delle cose solite: entra una o al massimo due volte e solo al mattino, quindi prima di pranzo e così non mangia più in negozio focaccia, gelato o panino, non mi si piazza più davanti a guardare i cd che sto mettendo apposto, ogni tanto compra e, soprattutto, non tira più fuori il suo fazzoletto dal colore indecifrabile".
Ed ecco oggi la punizione. Entra, si piazza dall'altra parte del banco, sbircia i cd che sto prezzando ed ecco il fattaccio: mette la mano in tasca e tira fuori il fazzoletto, QUEL FAZZOLETTO, lo stesso da anni e mai lavato e il colore lo denuncia, lo apre e via una mega soffiata a non più di 40 cm dalla mia faccia!

Diario del 21 marzo
Qualche tempo fa un signore sui quarantacinque anni mi ha chiesto se avevo un cd di Gianni Togni, "No", "Me lo può procurare? Devo regalarlo a mia moglie", "Va bene"; infatti dopo pochi giorni mi arriva una raccolta del cantante. Avviso il cliente, ma (non so se nel frattempo è stato abbandonato dalla moglie) quello non si fa più vivo. Dopo un mesetto, mi rassegno e inserisco il cd negli scaffali della musica italiana.
Passa ancora un po' di tempo, una mattina entra un altro uomo di mezza età, si aggira per il negozio e infine mi chiede "Ha niente di Gianni Togni?". "Toulì, ghe semmu", penso e gli faccio vedere il best. "Ah, bene, sa perché glielo chiedo? Gianni è fuori dal negozio", "Gianni, chi?", "Ma, Togni! Non voleva entrare. Vista la vetrina, ha pensato che voi non aveste niente di suo"; bluffo "No, figuriamoci, tengo sempre una sua raccolta", "Allora lo faccio entrare". Così conosco Togni e devo dire che è un ragazzo simpatico e quasi timido; il problema è che quando se ne vanno il cd ritorna negli scaffali.
Questa mattina, ragazza "Scusi, so che è inutile, l'ho cercato da tutte le parti, ma non c'è niente da fare: è introvabile. Ad ogni modo ci provo. Ha un cd di Gianni Togni?". "E toulì, questa volta ci siamo veramente", mi lancio sull'espositore, estraggo il cd e lo mostro fiero alla ragazza "Non ci posso credere, lo cerco da anni; dunque, Luna c'è", (e ci mancherebbe che non ci fosse, penso), ma sento lei bisbigliare "Manca Giulia, però", (ahia, sta a vedere che non lo prende) ma mi rincuoro subito perché lei prosegue "Va be', sono già contenta di averlo trovato". Prendo il cd e mi avvio verso la cassa, lei invece va verso la porta e "Grazie, ci penso un attimo" e se ne va.
Il cd torna nello scaffale.

Diario del 22 marzo
Oggi è stata una giornata con tante piccole richieste strane. Hanno incominciato due ragazze; dopo aver girato un po' per il negozio, si avvicinano all'uscita alquanto perplesse; "Avete bisogno di aiuto?", "Scusi, ma avete solo dischi vecchi?", "Mah, dipende da quello che intendi, cosa cerchi?", "L'ultimo di Bon Jovi", "Veramente ho dischi molto più nuovi dell'ultimo di Bon Jovi. Ad ogni modo, sì, ce l'ho", "Me lo tiene? passo domani".
Dopo tocca a un quarantenne, "Mi vergogno a farle questa richiesta,è per mia figlia", mi sembra un tipo spiritoso, allora lo interrompo senza aspettare la domanda "No, non ce l'ho", e lui, tranquillo, "Lo immaginavo si tratta di una compilation, DJ Zone".
Si presenta poi un personaggio pittoresco, vestito similgitano, con in mano uno strana scatola che fa da casa a un canarino; mi chiede con accento calabrese "Mi sa dire dove è la Ues Uniòn?", "La cosa?", "La Ues Uniòn – ribadisce, quasi incavolato – quella dove si fanno i trasferimenti di denari in Bangla Desh".
Ecco un anziano, sorridendo mi chiede "Bocelli è fuori target per lei?", già rassegnato alla risposta. Oggi mi sembra di essere Marzullo "Si faccia una domanda e si dia una risposta".
Conclude una signora centroamericana, maniaca della Streisand; sono anni che mi chiede solo quella. Il problema è che quando mi ordina i dischi, non sempre viene a ritirali, oppure lo fa dopo mesi. Entra e chiede "Da che parte devo andare per trovare i dischi di Barbra Streisand?". D'istinto le indico la porta dalla quale è entrata, poi mi salvo dalla figura da maleducato aggiungendo "Dietro l'angolo c'è il reparto usato. Provi lì".
Un ultimo episodio. A metà giornata mi telefona un amico che lavora in un grosso negozio del centro (tra l'altro mio concorrente vendendo anche dischi), mi chiede di cercargli tre titoli della serie televisiva Glee; con un po' di fatica, glieli trovo e ordino, con in aggiunta uno natalizio. Poso il telefono ma dopo un minuto squilla di nuovo "Ma mi hai messo tre o quattro cd?", "Quattro", "Ma non erano tre?", "E quello natalizio te lo sei dimenticato?", "Ah, scusa; adesso non mi scriverai mica sul diario?", "Te lo meriteresti". Altri cinque minuti, suona il telefono, è di nuovo lui, "Scusa, hai già spedito l'ordine? Perchè erano per un mio amico e mi ha detto che li ha già ordinati via internet", "Per fortuna non ho ancora schiacciato il tasto invia, però adesso finisci davvero sul diario", "Nooo, abbi pietà per un povero anziano". Infatti: detto, fatto.

Diario del 23 marzo
Il sabato sta diventando una giornata da "trasferta", infatti come quello scorso non riserva in negozio niente di particolare. Ricordiamo solo una telefonata di Massimo, mega fan di Elvis e che gareggia con Angelo (vedi il diario del 19 febbraio) a chi dice più spesso il mio nome, "Ciao Gian, come va Gian, senti Gian devo venire a ritirare il doppio Aloha From Hawaii, me lo hai messo via Gian? Domani sei aperto Gian", "Domani? E perché?", "E' la domenica delle palme Gian, pensavo fossi aperto Gian", "Massi, le palme sono benedette, i dischi maledetti, sei bello che matto se pensi che tenga aperto".
In negozio l'unica cosa che si è registrata è il ritorno di David di Rapallo, è una vera furia: parla con tutti, si comporta come se fosse uno del negozio, da del tu a chiunque dai quindici agli ottant'anni. Quando vede U Megu gli si avvicina e, per scherzo, gli dice "Adesso andiamo insieme alla Maddalena" e quello anche questa volta fugge nel reparto usato.
Alle 19 chiudiamo, io e David, e mentre va alla stazione mi accompagna all'autobus. Ed ecco qui sull'autobus la degna chiusura della settimana.
Salgo e sento una musica ad alto volume: è un ragazzino equadoriano che sente hip-hop latino americano sul tablet e, senza cuffie, ce lo fa sentire a tutti. Mi si affianca un anziano marittimo in pensione e mi guarda con un certo disgusto (non per me, per il ragazzino); gli butto lì "Stasera abbiamo musica", "Musica? Io lo chiamo rumore. E a me la musica piace. Ma mi piace sentirla sul posto, quando navigavo ho avuto la fortuna di sentire i negri a New Orleans suonare il loro jazz, il dixieland, il gospel, è tutta un'altra cosa, loro hanno una musicalità che a noi manca. E nei Caraibi grandi e piccoli musicisti si esibiscono in gruppo all'aperto percuotendo latte, subito è fastidioso ma poi rimani incantato dal ritmo. E la stessa cosa mi capitava in Giappone: il suono dei loro tamburi mi affascinava e sarei stato delle ore a sentirlo". Per fortuna invece il 49 è arrivato in via Burlando e il navigante scende. "Perché per fortuna? In fondo erano discorsi interessanti" direte voi. E' vero, è quello che ho pensato anch'io quattro giorni fa, quando lui, vedendo sulla mia borsa la scritta Disco Club, aveva attaccato discorso, dicendo parola per parola quello che mi ha ripetuto oggi. "E va be' – direte ancora voi – è un vecchietto attaccato ai suoi ricordi", anche questo è vero, ma si da il caso che tra cinque anni io avrò esattamente la stessa età che ha lui oggi: ragazzi, se vi ripeterò qualcosa dopo pochi giorni parola per parola, ditemelo, non abbiate pietà, così capirò che è l'ora di ritirarmi.

Diario del 25 marzo
Eccoci di nuovo in negozio a incominciare una nuova settimana e subito una richiesta sorprendente: "Scusi, so che sarà difficile, ma mi piacciono i cori russi e non trovo niente; per caso avete qualcosa?", chiede un anziano signore (mi scoccia ogni volta usare l'espressione "anziano", perché sono più o meno miei coetanei, ma come altro posso definire una persona tra i 60 e i 70 anni?). La settimana scorsa, nelle novità dell'Audioglobe, avevo visto un cofanetto di cori dell'Armata Rossa. Io, mentre facevo l'ordine telefonico, per scherzo ho detto ad Andrea (il mio referente per la ditta fiorentina), "Quasi, quasi, potrei ordinarlo, ogni tanto qualcuno mi chiede i cori russi", lui mi ha preso sul serio e, tra i Low, i Suede e Steven Wilson, mi sono trovato nel pacco il disco dei russi. Dopo aver maledetto Andrea, non ho trovato niente di meglio che sbatterlo in vetrina ed ora ecco che questo signore me lo richiede; "Ho solo quello esposto fuori", "Ah, non ho nemmeno guardato la vetrina", effettivamente era già così sorpreso di aver trovato qualcosa che non si sarebbe mai aspettato di vederlo addirittura in vetrina, non sapeva di essere entrato in un negozio filo bolscevico. Glielo prendo e "E' un cofanetto con quattro cd, ma costa solo ventuno euro", lo esamina, guarda i titoli e infine mi chiede "Non può venderlo separato?". Siamo alle solite penso, come può pensare che gli possa dare solo una parte del cofanetto, non posso mica farlo a pezzi, è la solita scusa per non comprarlo, e invece "E va bene, è bello, me lo dia". Ritiro i cattivi pensieri su di lui e le maledizioni su Andrea, e libero la vetrina dei cori russi.
Altra richiesta strampalata, "Ha il cd di Ielo, Como ama una mujer? Mi serve per un regalo", "E chi è questo Ielo" penso e, in cerca di aiuto, guardo l'amico con cui stavo parlando, ma anche lui non sembra molto ferrato sull'argomento Ielo. Allora chiedo al cliente "Ma come si scrive?", e lui, tutto contento "La chiamo così confidenzialmente, JeLo, Jennifer Lopez!", "Ah beh, sì beh" glielo trovo nel database olandese e glielo ordino.

Diario del 26 marzo
Mi sa che Walter ha cambiato interesse; ve lo ricordate? E' quello dei 38 vinili di The Piper dei Pink. Ora sembra essersi spostato sugli U2. Sabato è venuto nel pomeriggio "Non hai niente degli U2?", "Hai la casella lì davanti", "Non la vedo", esco fuori dal banco e gli mostro i cd, ne manca qualcuno, ma ci sono tutti i primi e l'ultimo, No Line on the Horizon; "Li ho tutti" mi dice, ma, passando vicino alla vetrinetta dei fuori misura, vede l'edizione limitata dell'ultimo, "Questo mi manca, dammelo". Oggi ritorna "Non hai niente degli U2?", questa volta esco direttamente a mostrarglieli; "Ecco, mi manca questo, lo compro". Indovinato cosa era? L'edizione normale di No Line on the Horizon.
Telefonata. E' Gianni di Cogoleto, anzi, da quando è andato in pensione, di Sciarborasca. "Gian, mi dici cosa ti è arrivato". Gli faccio la lista delle novità, quando arrivo a JJ Grey & Mofro lui mi dice "Sì, mettimelo via", "Noooo" si alza un urlo davanti a me, è Gabriele "Lo voglio io, dove lo avevi nascosto?", "Era lì, nella scatola davanti ai tuoi occhi"; intanto vado avanti con la telefonata "Gianni, domani arriva un pacco dall'Olanda, ti leggo quello che ti arriva: i Parson Red Heads...", altro urlo "Noooo, questo te l'ho ordinata anch'io", "Sì, ma lui lo ha fatto prima". A telefonata conclusa, Gabriele torna alla carica "Ma guarda quanti cd gli hai messo via, quello toglilo, dallo a me!", ci manca che sbatta i piedi come l'ingegnere della classica (vedi diario del 14 marzo) e siamo a una crisi (quasi) isterica. Ma la moglie di Gabriele a Natale mi ha regalato un mezzo molto efficace: il megafono. Un urlo con quello e ritorna la pace.

Diario del 27 marzo
Giornata di tanti discorsi. Incominciano al mattino due amici che, parlando dei tanti decessi avvenuti negli ultimi tempi nel mondo del rock, partono dalle solite leggende sui morti che sarebbero ancora vivi e i vivi che invece sono morti: "Jim Morrison è vivo e invece è morto Paul McCartney", dice uno e l'altro ribatte "Elvis Presley è vivo e Dylan è morto il 29 luglio 1966 nell'incidente motociclistico", entrambi sono convinti che Michael Jackson sia ancora vivo e infine il primo esce con "Anche Lennon sarebbe ancora vivo, Mark David Chapman ha sbagliato mira: voleva colpire Yoko Ono", l'altro non si tira indietro, uscendo dal mondo della musica, spara "Anche Lee Oswald ha sbagliato mira: voleva colpire Jacqueline".
Usciti loro, sempre col loro duello necroforo, entra Marco S., mio vecchio cliente dei tempi di Disco Club di Santa Margherita. All'epoca aveva quindici anni, ora una trentina di più e vive a Melbourne. Mentre chiacchieramo entra Angelo "Gian, hai ancora il vinile di Hendrix? Non lo hai più Gian? Quando ti arriva Gian? Per la settimana prossima, Gian? Mi avvisi tu, Gian?". Quando se ne va, Marco mi dice "Ma è quello di cui parlavi nel diario? Ha sparato dieci Gian in un minuto". Fa piacere sapere che i vecchi clienti ti seguono anche dall'Australia.
Nel primo pomeriggio si presenta la compagnia più giovane del negozio, in quattro fanno esattamente la mia età (sob, la mia età), mentre sono davanti al banco il più chiacchierone, Gianmaria, dice "Lo sapevate che quel grande di Jimi Hendrix ha suonato con Jack White?", lo guardiamo perplessi, lui si accorge della gaffe "Noo, ho sbagliato volevo dire Jimmy Page", ma Andrea e Nicolò non lo mollano "Stasera Gian ti mette sul Diario".
Grande finale serale, una mega compagnia che passa dal rugby, con Marco G. che ci rivela tutti i segreti della palla ovale, dalle tattiche sul campo alle notizie personali sugli atleti, ai Beatles, con Dario che sostiene "Non è che i quattro da solisti abbiano fatto grandi cose, lo stesso John Lennon ne ha azzeccato solo uno, il primo di McCartney era scadente, George Harrison, che si riteneva limitato nel gruppo, da solo ha fatto ben poco. Ringo? Lasciamo perdere". Quando entra finalmente una donna, Paola, il discorso, non so come, finisce sulle pensioni e dopo i soliti insulti alla Fornero, Cocconut sbotta "Quello che mi da fastidio è che voi andiate in pensione prima, se parità deve essere, parità sia: non dico che non sia giusto che voi andiate in pensione a sessantadue anni, ma allora dobbiamo andarci anche noi, tra l'altro voi vivete di più, in un palazzo se c'è un vedovo ci sono otto vedove", entra nell'agone anche il pluriespulso Carletto "...e si ringalluzziscono anche".
David (si dice Devid) di Rapallo, che anche oggi è venuto a trovarmi e che chiude con me il negozio, incomincia ad apprezzare la cura Disco Club, "Sono più matti di me".

Diario del 28 marzo
Pioggia, freddo, pioggia, freddo, pioggia e i clienti al pomeriggio spariscono. Niente diario? No, ci pensa Paolo di La Spezia a salvarlo. Entra con un borsone, ma dentro c'è solo una musicassetta, "Non è un po' grossa la borsa?" cèlio (lo so, è un termine un po' desueto), "C'era dentro un registratore a cassette, l'ho portato ad aggiustare, bisogna conservarle le cassette, ormai non se ne trovano più; questo l'ho comprato nel 1980, e adesso mi attorciglia i nastri, ti faccio vedere con una banconota", tira fuori "la banconota" da dieci euro e la piega per lungo "Ecco vedi mi riduce il nastro così e se non lo stoppo va avanti all'infinito. Adesso vado a prendere il treno"; "Ci vediamo, cosa fai a Pasqua?", non l'avessi mai detto, quello parte con "E cosa vuoi che faccia, piove sempre e, anche se non piovesse, cosa vado a fare in campagna dalle mie parti, a vedere le piante tagliate?, "Le cosa?", "Ma non lo sai cosa fanno gli amministratori della mia città?", "Boh, no", "Tagliano i platani perché dicono che hanno un tumore, buttano giù i pini marittimi perché sono attaccati da un insetto fitofago, poi quando il terreno frana se la prendono con l'acqua bastarda, mentre sono gli uomini delinquenti. Ciao". Al Doria ho studiato il greco, ma al momento quel fitofago mi spiazza: che vor di'? Mi salva google, "mangiatore di piante": ma allora Paolo era preoccupato per le piante (che in tutti i casi non avevano chance) o per gli insetti che senza le piante non sanno più cosa mangiare?

Diario del 29 marzo
Entra un ragazzo, "Posso fare un giro, venivo qui più di vent'anni fa, quando fuori c'erano i Demon Eyes. Te li ricordi?"; e come faccio a dimenticarli, una volta uno di loro ha smontato la sua moto davanti alla vetrina e quando ho mugugnato, mi ha guardato come a dire "Questo è scemo, se non funziona cosa devo fare?". L'ex metallaro continua "Da te ho comprato un disco ormai introvabile, Fronte sul (sul!!!!) palco di Vasco", "Ma, veramente si dovrebbe trovare", "No, no, te lo dico io, non si trova più", "Se lo dici tu...", quello incontenibile "E te lo ricordi Pino? Una volta siamo andati a vedere un concerto a Milano e lui mi ha salvato dai Demon Eyes bresciani, che mi stavano facendo volare sopra le loro teste come un fuscello e...", viene interrotto da un nuovo entrato, "Ce l'hai il disco di La Toya Jackson? La sorellina di Michael", "Veramente era un po' più vecchia di lui; no, non ho niente", "Porca miseria, lo sapevo che non l'avrei più trovato; ce l'avevo, ma i miei colleghi me l'hanno rotto in piazza De Ferrari". Non so che mestiere faccia questo mio cliente e come mai si ricordi con tanta precisione che il fattaccio è avvenuto in piazza De Ferrari, ma sono assolutamente solidale con i suoi colleghi.

Diario del 30 marzo
La bufera che questa mattina si abbatte su Genova non ferma, per fortuna, i clienti. Il primo arriva da Savona. Ogni volta che viene mi dice "A me la musica piace, ma non capisco niente"; anche oggi compra due cd di Miles Davis per completare la discografia del trombettista e ripete "L'ultimo disco di Miles che ho comprato mi è piaciuto tantissimo, eppure ha una brutta critica; te l'ho già detto, io non capisco niente di musica; pensa, mi si è rotta una cassa e io non me ne sono accorto, me lo ha dovuto dire un amico".
Immancabile al sabato mattina l'uomo Del Monte e anche questa volta colpisce. Mentre è davanti al banco, io apro la porta laterale della vetrina e lui vede attaccato alla parete il nuovo cd di Antonio Sanchez "Ah, hai anche il disco di Sanchez?", "Sì, lo vuoi?", tergiversa "Mah..." e dopo un po' "Potresti ordinarmelo", "Scusa, è qui in vetrina!", "Sì, ma potresti ordinarmelo?". Mi ero dimenticato di chi avevo davanti; sapete perché non vuole quello in vetrina? Perché, per esporlo, devo fare un piccolo taglio nel cellophane per inserire la calamita che lo tiene attaccato alla parete metallica: insomma il sigillo viene sverginato per circa due centimetri! Non so se gliene ordinerò un'altra copia.
Il cliente successivo è Gregorio di Novi Ligure; al telefono mi chiede "Mi guardi se si trova questo cd? Non capisco come si pronunzi, quindi ti dico come si scrive, allora v di verona, n di napoli, k come kappa, e poi nown Mortal Orchestra", "Sarebbe a dire Vnknown?"; questa volta non mi dimentico di chi ho dall'altra parte del telefono e sul database olandese digito Unknown Mortal Orchestra, "Sì, ci sono due cd" e lui, meravigliato, "Ma come hai fatto a trovarli? Come si fa a pronunciarlo?", "Se metti la u di Udine al posto della v di Verona, forse più o meno ci riesci anche tu".
Buona Pasqua a tutti

 http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=saG7EELIfMM

Diario del 2 aprile.
Quello che è successo oggi potrebbe essere definito uno scherzo del primo aprile ritardato (forse perché ieri eravamo chiusi). A dire il vero ieri ci aveva già provato David (si legge Devid) di Rapallo; infatti quando stamane sono arrivato in negozio ho visto quindici telefonate perse sul display del telefono: possibile che così tante persone mi avessero cercato in negozio nel giorno di Pasquetta? No, in realtà il numero era sempre lo stesso e, dopo una rapida ricerca, ho potuto accertare che era quello di David (si legge Devid) di Rapallo.
Poco dopo, mentre sto parlando con Dario della triste situazione del negozio dove lavora, entra un cliente, "Ce l'hai ancora la deluxe edition dell'ultimo di Bowie?", "Certo, eccolo", "L'hai sentito tu?". "No, non ancora", "Sentilo, è bello, non come l'ultimo che ha fatto, ciao". "Ci mancava Bowie – dice Dario – la nostra teoria funziona". Effettivamente è da un po' che io e Dario abbiamo notato che, ogni volta che esce un nuovo disco di qualche mostro sacro del rock, i fans ripetono sempre la stessa frase "Questo è bello, non come l'ultimo". Lo avevamo appurato con Springsteen, Rolling Stones, Clapton, McCartney, etc, e adesso si aggiunge anche Bowie. "Sai cosa ti dico Dario? Questa storia mi ricorda quella di Capodanno". E gli spiego che ai primi giorni dell'anno, quando entra un cliente alla mia domanda "Com'è andata?", la risposta è sempre "Bene, quest'anno mi sono divertito e ho mangiato bene, non come l'anno scorso"; il problema è che l'anno successivo alla stessa domanda, la risposta è identica. "Vedi Dario, incomincio a pensare che il problema sia simile: a Capodanno è obbligatorio divertirsi e ci vuole tutto un anno per rendersi conto che in realtà l'ultima volta era stata una noia; e per le nuove uscite dei boss, ci si sente obbligati a comprarle (per mia fortuna), per poi dire qualche anno dopo che era una boiata tremenda. Del resto avrai fatto caso anche tu alla Fnac che dopo due mesi non si vende più una copia di questi dischi", "Oeh, di Wrecking Ball per esempio non se ne vende uno da mesi", "Certo, una volta che l'hanno comprato i soliti fans, è finita, ti rimangono nei cassetti" concludo io.
Siamo interrotti da un giovane cliente che si avvicina alla casa, "Scusi, avete mica l'ultimo di Bruce?", interdetto chiedo, speranzoso di essere smentito e che si tratti di Cockburn o di Jack Bruce, "Ma, Bruce, chi?", "Come? Springsteen!".
Sob.

 http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=8DNwaojAJ18

Diario del 3 aprile
Ecco oggi una new entry: un artigiano ebanista. Come faccio a sapere il suo mestiere? Appena entrato il simpatico vecchietto si è così presentato, aggiungendo "Il governo adesso parla di aiutare gli artigiani, ma ormai è tardi, hanno chiuso quasi tutti, siamo diventati noi stessi un oggetto di antiquariato". Finita questa disquisizione, passa alla richiesta musicale, "Ce l'ha quel disco di Murolo che fa nannana nannani nannana" e lo dice proprio così senza nessuna intonazione, potrebbe essere qualsiasi cosa da Obladi Oblada dei Beatles a una ninna nanna cantata da Maria Carta. Mi dispiace dirgli che non si capiva proprio cosa volesse e mi limito a "Non ho questo tipo di musica, provi da Feltrinelli".
E non è l'unico che oggi mando dal negozio di Inge. In chiusura infatti si presenta un altro potenziale cliente, questo molto più giovane, "Avete l'ultimo cd dei Modà?", "No", tergiversa un po' e poi "E qualche altro...", "No, non ho niente". "Ma, no, volevo dire" è sempre più titubante, poi si decide "volevo dire un altro negozio di dischi". Anche questo lo giro alla Feltrinelli, il problema è che non sa dove sia il negozio e quando gli dico che si trova in via Roccatagliata Ceccardi mi guarda con l'occhio un po' spento (o disperato?) e se ne esce con "Ho visto che in via Fieschi la Ricordi non c'è più", "No, appunto, è stata assorbita dalla Feltrinelli", "Ah - si ringalluzzisce speranzoso - quindi sempre nello stesso posto", ma come, è appena passato da via Fieschi e ha visto che non c'è nessun negozio di dischi, ribadisco "No è in via Roccatagliata Ceccardi, all'ultimo piano della Feltrinelli", "Sì, va be' – insiste – ma sempre nello stesso palazzo?". Mi rassegno e con l'aiuto di un cliente gli faccio una piantina, "Vedi, devi fare tutta via S.Vincenzo, arrivato in via Venti attraversi dal Ponte Monumentale, poi prosegui verso l'alto fino alla Mondadori, quando arrivi lì all'angolo giri a sinistra e ci picchi dentro". Mi sbrigo a chiudere per paura che torni indietro a dirmi che non l'ha trovata.

Diario del 4 aprile
Facciamo un passo indietro: ieri mi sono arrivate tre copie del nuovo cd di Salmo (fino ad ora non sapevo nemmeno che fosse nato), le ho prese perché qualche ragazzino me lo aveva chiesto e non sapeva come trovarlo. Le ho vendute subito e mentre un cliente stava prendendo l'ultima, sono entrati altri tre under 18 "Ce l'ha, vedi che ce l'ha!" esclama felice uno indicando il disco di Salmo sul banco, lo devo scoraggiare subito "E' l'ultima copia", "Nooo" all'unisono tutti e tre; porca miseria, ho perso tre vendite.
Questa mattina, gita scolastica (medie inferiori), probabilmente avviata al Museo di Storia Naturale, non lontano dal negozio, sosta prolungata davanti alla vetrina, sta a vedere che ci hanno già inseriti nelle specie in via di estinzione; allungo le orecchie per sentire se l'insegnante tiene per caso una disquisizione sui negozi di dischi del secolo scorso e i clienti mummificati che li frequentano, quando tre ragazzotti entrano, fanno un giro e si fermano vicino al banco, uno dice agli altri a bassa voce "Non ce l'hanno, ci sono solo dischi vecchi" (o per vecchi? Non ho capito bene). Guardo l'abbigliamento e l'aspetto dei tre e penso "sta a vedere che anche questi vogliono...", ma il più vicino alla cassa trova il coraggio di fare la domanda "Avete il nuovo cd di Salmo", toulì cosa vi avevo detto "Finito ieri", "Nooo"all'unisono tutti e tre; porca miseria, ho perso tre vendite.

Diario del 5 aprile
Giornata movimentata, all'inizio telefonicamente; squilla il telefono "Ciao, sono Alessandro da Alessandria, scusa, ma siccome devo venire a Genova, mi devo portare l'ombrello?".
Subito dopo il telefonino: "Discocluub", qualche momento di silenzio, poi "Scusi, ma con chi parlo?", "Signora l'ho appena detto, Disco Club", "Ah, ma io non l'ho chiamata", "Beh, io ho risposto perché suonava", "E...allora...cosa facciamo?", "Io direi di posare, cosa ne dice signora?". "Sì, buongiorno". Pochi minuti dopo i Firekites rincominciano a suonare (è la mia suoneria), "Discocluuub", "Ma dinuovo!!!" e mi sbatte giù il telefono. Insomma, il mio negozio è stato definito, a causa del mio modo di rispondere, l'unico con lo scazzo alla risposta; adesso è diventato l'unico al mondo ad essere un importunatore di risposta.
E rieccoci al telefono, "Pronto sono Gregorio di Novi Ligure, devo venire a Genova per delle commissioni, mi puoi dire se piove?", "Pioviggina", Qui piove forte, e c'è vento?", "In negozio no", "Stupid, fuori", "Aspetta mando un cliente a vedere, eccolo, mi dicono di no", "Ah, bene, ciao".
Altro squillo, "Ciao, sono Fabio, quello di Michael Schenker, è uscito niente di Michael?", "No", "Quando esce qualcosa, mi telefoni?", "Certo", come no, lo sapessi il suo numero.
Messaggio email: Paolo di Bargagli, classifica dei miei preferiti del 2012 per il disco dell'anno; forse voleva dire 2013, ma è un po' in anticipo, apro l'allegato: Bruce Springsteen - WRECKING BALL - Aerosmith - MUSIC FROM ANOTHER DIMENSION! - Ian Anderson - THICK AS A BRICK 2 - Chris Robinson - BIG MOON RITUAL - Chris Robinson - THE MAGIC DOOR - Francesco De Gregori - SULLA STRADA - Mark Knopfler – PRIVATERING - Led Zeppelin - CELEBRATION DAY. No, si riferisce proprio all'anno scorso, probabilmente gli hanno fatto un pesce d'aprile e gli hanno fatto credere che l'anno incomincia il primo aprile.
Di nuovo telefono: "Scusi, è arrivato il nuovo cd di Salmo?"; dilemma, sarà una telefonata vera o qualcuno mi prende in giro per quello che ho scritto ieri sera? Mi mantengo sul generico, "Arriva verso mezzogiorno", "Allora passo stasera". Telefonata vera?
Poso, ma squilla di nuovo, decido che per oggi non risponderò più, in questa maniera posso servire Andrea che è appena entrato. Vede dietro il banco il vinile del nuovo di Bowie, "E' il mio?", "No, il tuo l'abbiamo ordinato in Italia, questo è per un altro cliente che l'ha ordinato in Olanda", le mie parole lo preoccupano visibilmente "Ma in Italia è diverso?", lo guardo di sbieco e gli butto lì "Sì, canta in italiano", "E quando arriva?", "Martedì prossimo", contrariato "Allora la settimana prossima non c'è?", esco dal banco e lo accompagno gentilmente alla porta.
Grande chiusura pomeridiana. Arrivano Pier, Cocconut, Enrico il Matematico e Paolo di Bargagli, mi rivolgo a quest'ultimo "Cosa mi mandi? La classifica in ritardo di un anno?", "Ma io te l'ho spedita ai primi di gennaio" (evidentemente le linee telefoniche a Bargagli non sono molto veloci). Il discorso, come sempre quando c'è Paolo (pesa circa 140 chili), finisce sul cibo ed ecco la sorprendente rivelazione del Matematico "Io mi alzo alle quattro del mattino per mangiare", "E poi cosa fai, torni a letto?", "No, mangio abbondantemente e quindi ho tutto il giorno per smaltire", "E quando rimangi?", "Di nuovo alle quattro", "Del pomeriggio?", "No, sei matto, del mattino dopo, mangio una volta al giorno", crampi allo stomaco solo al pensiero.
Per tornare alla musica, giornata trionfale per Salmo: ne ho venduti tre, prenotati due vecchi e come ultimo cliente è arrivato il ragazzo che mi aveva telefonato al mattino; sì, la telefonata era vera.

Diario del 6 aprile
Ieri mi sono dilungato un po' troppo, recupero oggi con una puntata sintetica.
Incomincia con tre bambinetti, si aggirano per il negozio senza trovare quello che cercano, allora si avvicinano alla cassa, "Scusi ha il cd grande dei Fenomeni?". Li porto fuori (state tranquilli, non è una punizione), per far vedere in vetrina quello che loro chiamano "il cd grande" (ovviamente il vinile), "E' questo?", esultanti confermano "Sì, ci suona il papà di un nostro compagno di classe.
Dopo tre giovanissimi tre anziani.
La prima: "Ha il disco di Pietro Galassi?", "....? Non lo conosco", "E' tipo Franca Lai, ma non in dialetto. Allora mi fa vedere il disco di Dalida in vetrina?". Prendo il cofanetto di quattro cd, assolutamente indivisibili, ma la signora (esattamente come mi è successo pochi giorni fa) cosa mi chiede? "Può darmene uno solo?".
Secondo: entra e mi chiede "E' lei Discotti?", "No, sono Balduzzi", "Ma dov'è quello che vende amplificatori?". Ah be', tutti qui capitano "Forse sta cercando Diskotic?", "Dis, cosa?", "Diskotic, è più avanti sempre da questo lato", "Ma io non l'ho visto", solita solfa, mi tocca uscire e indicargli la strada. Chiederò la qualifica di Cicerone di via S. Vincenzo.
Terza: altra informazione su negozi miei vicini, questa volta telefonica. E' una signora, "Scusi è lei quel piccolo negozio che vende dvd di film?", "No, quello è Studio Uno, di fronte a me", "Ma lei, è sulla riva destra o su quella sinistra", m'illudo di essermi trasferito a Parigi "Rive gauche".

Diario del 8 aprile
Questa mattina arrivo in negozio alle 8,03, devo correre in banca per fare il bonifico agli olandesi, altrimenti quelli non spediscono i dischi (chissà come mai non si fidano di noi italiani: vogliono prima le "palanche"). Alle 8,20 in punto sono nel vano davanti alle porte girevoli del Monte dei Paschi, oltre a me c'è solo un cliente impegnato con un prelievo alla vicina macchina del bancomat, la porta è ancora chiusa; all'improvviso con la coda dell'occhio vedo una figura che letteralmente fugge via, è l'altro cliente; negli ultimi tempi la macchina è stata sabotata per due volte, insospettito mi giro per controllare, ma in quel momento mi colpisce il naso il motivo della fuga: quel piccolo locale si era trasformato in un' (anti)camera a gas. Faccio segnali all'interno perché si sbrighino ad aprire, un po' perché non so fino a che punto riuscirò a trattenere il respiro, un po' perché ho paura che entri un altro cliente e mi sospetti dell'infestamento. Venti secondi di terrore, poi le porte si aprono ed entro maledicendo il cliente e quello che ha mangiato per colazione.
Al ritorno in negozio, mi aspetta un ragazzo che chiede "Avete delle compilation di musica celtica?", "Ho finito un cofanetto con cinque cd, se vuoi te lo ordino", "Ma cosa contiene?", glielo faccio vedere su internet e lui "Quante canzoni ci sono?", "Non c'è scritto", " Sì, però vedo che dura circa cinque ore" e continua "ha una calcolatrice?"; non capisco, ma gliela passo, "A tre minuti di media l'uno, sono circa trenta pezzi", ci mancava anche la musica a misura di calcolatrice "Veramente cinque ore=trecento minuti:tre=cento", "Ma...ho fatto il conto con la calcolatrice", "Sbagliato".
Si finisce il pomeriggio con un rientro; sì, martedì scorso era incorso nel cartellino rosso un assiduo: il geometra Roby. Oggi lo vedo che si affaccia sulla porta e mi chiede "Scusa, quante giornate mi hai dato di squalifica, nel bollettino non l'ho letto".

Diario del 9 aprile
Una vendita da mezz'ora, sì proprio così, tanto ci ho impiegato oggi per vendere un cd. Verso le 17,00 è entrata in negozio un'anziana signora con in mano un bigliettino, "Per piacere mi dice se ha questo disco?", mi passa il biglietto sul quale è scritto: Depeche Mode, Delta Machine (Deluxe Edition). "Sì, ce l'ho", "E' sicuro, proprio come c'è scritto?", "Sì, signora, proprio come c'è scritto"; prende il telefonino, "Scusi un attimo, chiamo mia nuora e poi torno"; torna infatti e mi rifila il telefonino, "Parli un po' lei con mia nuora, il cd è per lei", ed ecco la nuora, "Scusi, ma mia suocera fa un casotto con l'inglese; è sicuro di avere proprio la versione doppia di Delta Machine", "Sì, sono sicuro", "Allora me lo tenga da parte, che adesso scendo io". Non so da dove scenda, ma l'anziana suocera mi dice, "Aspetto fuori, poi ritorno con mia nuora", a questo punto sono le 17,15. Dopo qualche minuto infatti rientrano. A dire il vero la nuora mi sembra un po' vecchiotta, per fortuna la signora precisa, "E' venuta la mia consuocera, mia nuora non poteva", meno male (nel senso che quella che ho davanti non è la nuora), ma per comprare un cd si sono mosse in tre! Adesso tocca alla consuocera, "Mi fa vedere il cd?", Eccolo", lei lo soppesa e cerca di leggere quello che c'è scritto, lo confronta col famoso bigliettino e, parlando con la consuocera "Ma, siamo sicuri che sia questo, io non vedo sulla copertina la scritta deluxe", poi si rivolge a me "E' sicuro che sia quello che vuole mia figlia, quello doppio deluxe", sono un po' stanco, ma resisto, "Sì signora, sono sicuro". Incredibile, ormai si rassegna a comprarlo e allora mi dice "Mi fa un pacchetto?". E no, questo no, magari mi tengono altri dieci minuti perché il pacchetto non va bene, "No, mi dispiace". Finalmente se ne vanno col disco. Sono le 17,30.

Diario del 10 aprile
Aprile dolce dormire è un antico proverbio popolare e sembra veramente adeguato ai clienti presentatisi questa mattina in negozio.
Incomincia Angelo, vede il cd delle Brigitte sul banco e dice a Guspe "Io l'ho comprato, sono due ragazze francesi", "Che musica fanno?" chiede l'altro, la risposta è lapalissiana "Sono un duo".
Con i numeri oggi i ragazzi sono in gran forma. Ecco Eros, "Mi ordini il nuovo degli Alkaline Trio? Sono più rumorosi dei soliti che sento, ma mi piacciono" e conclude anche lui alla La Palice "sono in tre".
Non poteva mancare il pluriespulso, anche lui rivolto a Guspe, "Ieri ho ordinato il cofanetto in vinile dei.....come si chiamano....quelli di Rick Robertson", "Rick Robertson? Sarà Robbie Robertson, la Band?", "Ma no, quelli...", non riesce ad andare avanti. Ovviamente io sapevo cosa aveva ordinato, ma volevo vedere se lo sapeva anche lui, "Besugo, è Roky Erickson e ti ho ordinato il cofanetto dei 13th Floor Elevators. Non sai manco quello che ordini"; "Sì, ma dormo ancora".
Anche Bozza non scherza entra col fazzoletto in mano, "E' l'allergia, piango con gli occhi", "?!?!?".
Ah, una cosa, li ho chiamati ragazzi, in realtà tutti e tre sono oltre i sessanta.
Concludiamo con un addormentato telefonico. Marco mi chiama al mattino, "Sono arrivati i cd degli Ozric Tentacles?", "No, ti avevo detto giovedì", "Allora ti chiamo domani pomeriggio". Questo al mattino. Quando rientro al pomeriggio vedo cinque telefonate perse, tutte con lo stesso numero, tra le 12,40 e le 14,50: mi sto chiedendo chi è questo rompi, quando il telefono squilla di nuovo, "Sono Marco, sono arrivati i cd degli Ozric?", "Scusami, ma ti ho detto domani!", "Ma perché, quando ti ho chiamato?", "Questa mattina", "Accidenti, mi sembrava che fosse ieri". In quanto a dormire, questo batte tutti.

Diario del 11 aprile
Giornata dolce. Entra un cliente con un sacchetto di Tagliafico, "Cosa ti sei comprato golosone?", "I baci di dama, li fanno buonissimi", "Lo so e, visto che dici che mi segui sempre nelle storie del Mondo visto da Disco Club, dovresti sapere perché", "E quando ne hai parlato?", "Due anni fa, era intitolata La trave infame", "E belin, ti leggo, ma mica studio a memoria quello che scrivi", "Va be', te la riassumo". A metà anni '80 c'era un cliente abituale che già ci aveva "imbarcato di legna verde", come era solito dire Stefano (il mio collaboratore dell'epoca), sostenendo di essere professore di sanscrito all'Università di Napoli (ovviamente una bufala), e che ora spesso ci portava dei buonissimi baci di dama, che diceva di fare lui; a dire il vero ne dubitavamo, ma ci faceva comodo crederci, almeno fino al giorno in cui nel sacchetto abbiamo trovato lo scontrino della pasticceria Tagliafico. Ce ne siamo ben guardati dal farglielo notare e siamo andati avanti a mangiare dolcetti per un bel po', cioè fino al momento del fattaccio, ma per saper cosa è successo quel giorno vatti a leggere la storia http://www.discoclub65.it/il-mondo-visto-da-disco-club/archivio-mainmenu-44/4212-il-mondo-visto-da-disco-club-la-trave-infame.html .

Diario del 12 aprile
Ecco che torna l'ex giovane metallaro (ex giovane ed ex metallaro), quello che è rispuntato in negozio dopo una decina di anni di assenza, "Hai più visto nessuno dei vecchi rockers?", "Sì, ogni tanto qualcuno passa", "Pino Sanbabila è più venuto?".
A questo punto dobbiamo descrivere il personaggio di cui mi chiede notizie: Pino era sicuramente uno dei più casinisti tra i metallari che per anni hanno occupato lo spazio davanti al negozio, un vulcano di idee per fare casotto lì fuori per la mia disperazione. Lanciava la pietra nello stagno, ma poi spesso si ritirava; una volta, addirittura, ha pensato di organizzare una partitella di calcio a cinque davanti alla vetrina con come porta il mio ingresso; quella volta m'infuriai e lui lasciò in prima fila a litigare con me due skinhead. Ed eccolo, dopo molti anni, entrare in negozio con la mogliettina, non saluta (pensa che io non lo abbia riconosciuto) e fa un giro in negozio. Caso vuole che io debba prendere un rimpiazzo proprio nel mobile dove si è fermato, "Scusa Pino, ti sposti un attimo?"; le mie parole lo colpiscono, mi guarda a bocca aperta e poi mi salta addosso (tranquilli, non per picchiarmi) ad abbracciarmi "Grande! Ti ricordi di me", "Come faccio a dimenticarti, mi hai rotto le palle per dieci anni"; ride e, rivolto alla moglie, "Ne abbiamo fatte di tutti i colori qua fuori, non so come abbia potuto sopportarci", e a me, "Sei un grande!". Da quel giorno, ogni tanto, passa a salutarmi e abbracciandomi e baciandomi lancia il solito "Grande, come stai?". Peccato che non siamo due bevitori, altrimenti potremmo sederci fuori nei tavolini del bar e, come due vecchi amici, passare il pomeriggio a raccontarci "Ti ricordi quella volta che....".
http://www.discoclub65.it/il-mondo-visto-da-disco-club/archivio-mainmenu-44/4335-il-mondo-visto-da-disco-club-i-metallari.html

Diario del 13 aprile
Giornata di stancacervelli. Squilla il telefono, leggo sul display "Ottavio", il rompipalle telefonico per eccellenza, non rispondo; poco dopo risquilla "Otta2": è sempre lui, per evitare che mi rompa ho memorizzato il numero del suo telefonino, ma lui astuto come un volpino mi ha chiamato con un altro numero, fregato per quella volta, ma memorizzato anche questo numero. Subito dopo ancora il telefono: è un altro numero, ma non mi tiro il rischio di rispondere, se per caso è ancora lui, mi tocca memorizzare anche questo e, continuando così, finisco la memoria del cordless. Ma non si da per vinto e dopo un'oretta me lo vedo piombare in negozio, mi saluta, ma per fortuna trova subito qualcuno a cui fare una testa tanta; l'argomento è la situazione discografica genovese, "Ce li hanno fatti chiudere tutti i negozi, ne avevamo tanti, ormai non rimane che Disco Club", e rivolto a me "Mi raccomando Gian non chiudere anche tu" (non sono superstizioso, ma la tentazione di una toccatina mi viene), poi torna al suo interlocutore, "Guarda come hanno ridotto la Fennec", "La Fennec???", "Sì, dove lavora Dario, in via XX", "Ah, beh".
Quando rimango solo, il telefono squilla all'esterno, davanti alla vetrina risponde un signore, "No, non puoi continuare a vivere così, vivi la tua vita serena; no, non succede nulla, non succede nulla, vivi serena; non puoi continuare così, stai serena....vivi serena....stai serena...", e via così per almeno cinque minuti. Non so se dall'altra parte della linea "serena" abbia resistito, io sono al limite, ma mi salva il mio telefono, che torna a squillare. Salvo è una parola grossa, infatti ecco la signora C. "Buongiorno, sono la signora C., si ricorda di me?" - vorrei dirle di sì, ma lei continua - "Le ho già ordinato dei cd l'estate scorsa, che io poi sono venuta a ritirare in autunno, perché in estate sono stata fuori, ma glielo avevo detto, infatti quando sono tornata, appena ho potuto sono venuta a ritirarli" - cerco ancora d'intervenire, ma con scarso successo – "Le dicevo, anche questa volta mi servirebbero dei cd; sa che mi sono innamorata di Bollani", - vorrei dire sì, ma inutilmente, non mi resta che sedermi e fare segni ai clienti che nel frattempo sono entrati di avere un momento di pazienza – "E' grazie a Bollani che mi sono avvicinata alla musica seria, prima non approfondivo, con lui ho scoperto il jazz, la musica anni trenta, la musica classica, a proposito da quando...", poso un attimo il cordless e intanto servo un cliente che dà segni d'impazienza, vediamo se ha finito, "...duetti con musica di Ravel e allora vorrei ordinare" – alè, ci siamo – "ma prima vorrei dirle.." - nooooo – "che devo andare via per qualche giorno a trovare mio figlio, a proposito, lo sa che ho fatto diventare fans di Bollani anche i miei figli.....", altri cinque minuti di supplizio, ormai sto scivolando sotto lo sgabello con i clienti che, a guardarmi, se la ridono, e finalmente arriviamo al dunque; "Buongiorno signora".
A risollevarmi un po' e a farmi tornare seduto ci pensa una cliente che entra col marito e mi dice "Dammi l'ultimo cd di Enrichetto", Enrichetto?, "Sì, ormai lo chiamo così – e ridendo contenta, spiega – Eric Clapton"; il marito invece compra l'inedito di Hendrix, e lei "Sai come lo chiamo quello?", ci provo "Gimmetto?", "Ma no, lo strimpellatore!".
E subito dopo un altro bonaccione, che mi sembra di conoscere già, ma non ricordo proprio chi sia, si avvicina e "Ciao carissimo, mi sa che ho sbagliato negozio, volevo qualche disco di Julio Iglesias, ma non ne ho visti", "Eh sì, tengo più musica inglese", e lui, mordendosi le mani ed arrossendo un po', conclude "Anche Julio ha cantato in inglese".

Diario del 14 aprile
"Ma come? Oggi è domenica", tranquilli non ero in negozio, ma ieri parlavo di stancacervelli e me ne sono dimenticato uno storico: Paperoga.
Il re degli stancacervelli tra i metallari anni '80 era sicuramente Paperoga; me lo ha ricordato un ex metallaro venuto a trovarmi ieri, parlando di un episodio avvenuto ormai venticinque anni fa. Quel giorno qualcuno prese degli adesivi (all'epoca si usavano) dal banco e ce li attaccò sulla vetrina; quando ce ne accorgemmo Stefano uscì per toglierli, uscendo guardò chi c'era fuori: una dozzina di "chiodi" neri, tra essi Paperoga, senza incertezze Ste lo indica "Sei stato tu", "No, ma cosa dici, io non ho fatto niente", starnazza quello; dall'interno lo sento, anch'io sono certo che il colpevole sia lui, esco e lo ucciderei volentieri, ma mi limito ad investirlo con male parole, lui continua a negare "Ma sei matto, figurati". Cerco consenso tra gli astanti, ma nessuno parla e un minimo d'incertezza mi rimane. A togliermela ci pensa dopo tanti anni proprio uno di quei metallari "omertosi", quello che è venuto a trovarmi ieri, che, dopo aver ricordato l'episodio, mi dice, "Sai quel giorno, ad attaccarti gli adesivi è stato proprio Paperoga!". A distanza di anni lo uccido su youtube.

Diario del 15 aprile
Giornata di (quasi) riposo, purtroppo. Quando piove i negozianti dicono "Con quest'acqua la gente se ne sta a casa", dopo un periodo di grandi piogge arriva una splendida giornata di sole e allora "Con questa giornata chi vuoi che abbia voglia di chiudersi in un negozio". A dire il vero gli abitudinari non mancano: u megu, in trepida attesa di un nuovo libro calcistico "Veloce 1910-2010 - Cent'anni e non sentirli" (non parla di un campione di atletica leggera centenario, ma del F.B.C.Veloce 1910 squadra calcistica di Savona), David-si-dice-devid di Rapallo, Guspe, il Pluriespulso, insomma tutta la solita fauna discoclubiana.
Qualche nuovo entra, ad esempio un signore accompagnato da moglie; incomincia bene "Pensi, io sono di Genova e in trentacinque anni che compro dischi non ero mai entrato qui dentro", prosegue meglio "Ha l'ultimo cd di Nek?", "Non l'ho ordinato, ma credo che esca domani", "Allora torniamo domani", ribadisco "Non l'ho ordinato, tengo più rock straniero", "Ah, anch'io preferisco la musica rock, ma è per mio figlio"; ma come, una volta il padre chiedeva Claudio Villa e il figlio i Pink Floyd, adesso il padre (ex figlio) sempre i Pink Floyd e il figlio Nek! Continua poi "Certo che i vinili erano tutta un'altra cosa, vorrei sempre tirare fuori il mio giradischi stroboscopico: era tutto un altro suono, non c'è confronto". Ma il finale contraddice quello appena detto, mi mostra il telefonino "Vede, qui dentro ho 16 giga di musica, me lo porto sempre dietro, lo attacco anche in macchina, non mi serve più comprare dischi". Adesso capisco perché non era mai entrato in 35 anni.
Subito dopo una signora "Compra mica vinili usati?", "Io no, deve andare nel negozio dietro l'angolo", "Sa se acquistano anche 78 giri?", "Sicuramente no", "Allora è inutile che ci vada".
A concludere una giornata noiosa un altro cliente di mezza età. Gira per un bel po' in negozio guardando solo il reparto jazz, alla fine si presenta alla cassa, "Scusi, ma jazz non ne ha?", io interdetto "E' là in fondo, dove stava guardando", "Sì, ma io cerco quello acustico, non quello cantato", "?!?!?".

Diario del 16 aprile
Oggi abbiamo avuto una visita importante. Alla riapertura pomeridiana entra un signore che mi si avvicina e mi porge il suo biglietto da visita, mostrandomi contestualmente un foglio con una lista scritta a mano. Ci siamo, penso, è il solito che vuole propormi qualche contratto, ma non è così. "Sono l'avvocato B..., mi conoscerà, sono conosciuto", lo guardo, ma la sua faccia non mi dice niente, qualcosa mi dice la tanfata di grappa ammazzacaffè che mi colpisce, mi indica la lista, "Questi sono dei miei vinili, tutti originali, prime stampe, che vendo; mi hanno indicato il vostro negozio, due li ho già venduti e..", a fatica lo stoppo, "Deve andare nel negozio dell'usato dietro l'angolo". Si gira e se ne va, senza nemmeno salutare.
Per me sarebbe finita così, ma dopo pochi minuti arriva dal retro Fabio, "Ma chi mi hai mandato? Lo conosci?", "Veramente me l'ha chiesto anche lui, ma io non l'ho mai visto", "E' un maleducato e un incompetente, che pensa di sapere tutto di vinili rari e invece non sa niente", anche lui si gira e se ne va furioso. Fabio è un po' permaloso e penso che se la sia presa eccessivamente per una qualche frase del "famoso" avvocato B...Subito dopo però entra un cliente che era presente allo scontro, "Che personaggio gli hai mandato: ne sta dicendo di tutte contro i genovesi". Contro i genovesi? E perché? Me lo spiega Fabio con un secondo rientro: appena arrivato voleva fare lui il prezzo al quale avrei dovuto comprargli i dischi, senza nemmeno farmeli vedere, gli dico di portarmeli e di lasciarmeli per poterli valutare e lui "E sì che mi fido di voi genovesi. Dobbiamo venire noi da Firenze a insegnarvi le cose. Voi non ci sapete fare, per questo hanno chiuso tutti i negozi qui, non come in Toscana"; è andato via e poi è tornato con una quindicina di vinili, cose buone, ma non esaltanti e uno con la copertina ammuffita, glielo faccio presente, "Ma dove li tenevi? In cantina?", "In cantinaaa? Ma cosa dici, li terrete voi in cantina", "Resta il fatto che puzza di muffa", "Ma cooosaa diciii?" sbraita; "Ad ogni modo posso darti 150,00 €", "Centocinquantaaa? Sempre uguali voi genovesi, volete sempre guadagnarci", "Ma scusa, se ce l'hai tanto con i genovesi, perché sei venuto qui?", "Io mi adatto a tutto, anche a voi", "Ma sei mica un po' razzista?", "IO SONO FASCISTA, vi tromberei tutti voi genovesi" e finalmente se ne va coi suoi rarissimi dischi.
Ecco chi era questa persona importante: la reincarnazione di Dante con le sembianza del Conte Uguccione!

Diario del 17 aprile
Elvis Über Alles. Arriva un cliente sui quaranta, un po' bullo, di quelli "so tutto io", anche se a dire il vero all'inizio dice proprio il contrario "Vorrei il disco di un cantante italiano che non so chi sia e normalmente mi vergognerei a comprare, ma ho sentito una canzone che mi piace tanto; si chiama..." fa finta di non saperlo per far vedere che lui proprio non lo conosce, ma un attimo dopo "Mi sembra Cremonini, esiste?", "Esiste, ma non ce l'ho", "E' lo stesso; Elvis dove lo tieni? Ho quasi tutto, vediamo se trovo qualcosa", "E' dove sei tu, ma mi è rimasto poco". Per quanto sia poco, riesce a trovare due cd che non ha: Golden Records vol.3 e vol.5 (come fanno a mancargli due normali raccolte, se ha quasi tutto?). "L'altra sera – mi dice – ho sentito Bocelli che cantava Love Me Tender", "Chissà che schifo" penso, ma per fortuna non lo dico, perché lui continua "I brividi, mi si sono rizzati i peli sulle braccia". Torna ai due cd, li guarda e "Secondo te quanti anni di differenza ci sono tra i due?", "Non lo so", "Si vede che ne sai poco di Elvis: ci sono almeno dieci anni di differenza tra le due foto di copertina", "Se lo dici tu", "E allora mi spieghi perché costano uguale?", "In che senso?", "Quello più vecchio deve costare meno", "?!?!?"; "Tra l'altro sto cercando la canzone con la quale Elvis chiudeva tutti i suoi concerti, doveva essere un Requiem di Mozart", io, sorpreso "Mozart?", "Si vede che di Elvis ne sai poco, sì una specie di musica sacra", "Se lo dici tu". Sceglie il volume 5, ma "Questo io ce l'avevo ed era doppio, come mai è singolo?", "A parte il fatto che se fosse doppio non costerebbe 8,90 €, io l'ho sempre avuto singolo", "Eh sì, si vede che di Elvis ne sai poco, a me lo aveva registrato Gianni Tassio ed erano due cd", "Se lo dici tu, che avevi tutto di Elvis meno i due Golden Records e il famoso Requiem di Mozart col quale Elvis chiudeva i concerti, ci credo. Ciao".
Subito dopo non poteva non entrare il maggiore elvisfan genovese, il pluriespulso Carletto, mi conforta dicendo che quel Golden Records è sempre stato singolo e che Elvis chiudeva i concerti con l'inno americano, ma poi mi cade sui Deep Purple. Un cliente mi chiede "Teaser" di Tommy Bolin e lui s'intromette "Ha fatto anche del rock'n'roll, prima di entrare nei Deep Purple, negli anni'50, suonava con Johnny Kidd & the Pirates", "Che cosa dici Carletto, è morto nel '76 ed era giovane", "No, ti sbagli era il più vecchio del gruppo, sono sicuro di quello che dico". E' la mia giornata, mi aspetto che anche lui mi dica "Si vede che dei Deep Purple ne sai poco", invece no "Guarda su wikipedia e vedrai". Infatti guardo, "Thomas Richard "Tommy" Bolin (August 1, 1951 – December 4, 1976)"; con lui ho più confidenza e quindi "Eh sì, era un vero genio a otto anni suonava già con Johnny Kidd, Carletto che cavolo dici ???".

Diario del 18 aprile
Meno due al Record Store Day, e si sente: la tensione aumenta. Intendiamoci non la mia, ma quella dei clienti; hanno paura di perdersi qualche rarità in uscita per la festa o, peggio ancora, che un altro habitué del negozio gliela freghi sotto il naso. E' quello che è successo al geometra Roberto (l'ultimo espulso, che ha ormai scontato la squalifica): ieri sera vede nello scaffale dietro il banco (messo da parte per Guspe) un vinile di Nick Drake, si allarma "Quello che cos'è? E' il solito con la copertina diversa?", "No, è una raccolta uscita solo in America", temendo già la risposta, fa la domanda "E' messo da parte?", io, un po' sadico, "Certo è di Guspe". Questa mattina arriva presto, "Gian, devo chiederti un piacere" - m'immagino già il seguito – "mi puoi ordinare QUEL disco?", faccio lo gnorri, "Quale?", "Quello di Drake, è messo da parte vero?", "Sì", "Me lo cerchi?". Lo faccio aspettare un po', poi lo cerco: Olanda, grossista, casa discografica, niente da fare. "E' un'edizione limitata per il Record Store Day, non è più ordinabile, chi ce l'ha, ce l'ha", "Lo immaginavo, ma..." - tergiversa – "quello è messo da parte?".
Ed eccolo, il più amato del negozio, il pluriespulso Carletto, sfidando insulti, bacchettate sulle mani e cartellini rossi, si avventa su tutto quel ben di Dio in vinile (7", 10", 12", lp) che vede dietro il banco, "Il cofanetto di Ringo è mio, vero? Ce l'hai anche per me See Emily Play dei Pink? E questo che cos'è? No, è arrivato anche il cofanetto dei 13th Floor Elevators! Belin, ma questo costa 180 euro, tienimelo da parte altrimenti non posso prendere le cose dello storday (lui lo chiama così: probabilmente pensa che sia la crasi di storditi day, giorno degli storditi collezionisti di dischi), anzi dammelo a credito, così stasera me lo guardo (notate bene, guardo, non sento)", "Ma stasera non dovevi andare a mangiare da tua mamma?", "No, ho cambiato idea, vado a casa" e, sfregandosi le mani, se ne va col suo paccone di dischi, seguito dalle mie solite raccomandazione in casi di questo genere, "Stai attento ad attraversare la strada, passa solo dove c'è il semaforo, aspetta il verde, che già ci vedi poco, e non ingozzarti, mi raccomando, chè il 27 è ancora lontano".
https://www.youtube.com/watch?v=Cche-h83qNQ

Diario del 19 aprile
Meno uno al Record Store Day. Arrivano vinili di Pink Floyd, Rolling Stones, David Bowie, Morrissey, Coldplay, Velvet Underground e cento altri, infatti la prima cosa che mi chiedono è "Avete il cd di Marianna Lanteri?", "Scusi, ma non la conosco. Chi è?", "E' una cantante di musica ballabile ed ha anche la sua orchestra!". Nel frattempo si aggira per il negozio un signore, che da l'impressione di volermi chiedere qualcosa, ma non si decide, allora glielo chiedo io, "Dica se le serve qualcosa", "No, no, facevo un giro" – ma rimane davanti al banco e infine si decide – "anzi una cosa volevo chiedergliela; ho trovato dei dischi, sa se a qualcuno interessano i 74 giri?", 74 giri????
Per fortuna subito dopo entra Babbo Natale (per la folta barba) Pio, lui almeno è un vero intenditore di musica, "Mi fai vedere l'ultimo numero di Jamboree, mi hanno detto che c'è un articolo sull'Equipe 84", glielo do, lo sfoglia e, dopo un po', "C'è scritto che è a pagina 68, ma in realtà non c'è niente", "Figurati, fai vedere", lui piccato "Guarda che fino a prova contraria so leggere", glielo strappo di mano (non voleva mollarlo) e lo apro a pagina 68, gli indico l'articolo sull'Equipe e "Secondo te questo cos'è?", lui spiritoso "Fino a poco fa sapevo leggere". Poi mi chiede il 7" di Guccini uscito per il RSD, "L'ho visto in vetrina", "Ce l'ho anche qui", glielo passo, lo scruta da tutti gli angoli, "Mi dai quello in vetrina?", "Tieni, ne ho un altro qui", altra ispezione minuziosa e altra bocciatura, "C'è un segnetto nell'angolo, dammi quello in vetrina", lo prendo, "E' l'ultimo, poi non ne ho più", se lo fa andare bene, faccio per prenderlo ma mi blocca un urlo "Non toccarlo!!!", lo prende con delicatezza per non lasciare le impronte digitali, se lo imbusta, lo paga e se ne va.
Concludiamo con una signora, "Vorrei l'ultimo di Mario Biondi", "Non ce l'ho", sorpresa "Non ce l'ha? Come mai?", non posso dirle che ha preso il posto di Pupo come il più odiato da Disco Club e quindi rimango nel vago "Di cantanti italiani ne ho pochi", "Dove lo posso trovare?", "Da Feltrinelli" (a proposito dovrò chiedere una percentuale a Inge per tutti i clienti che le mando), "Ma non ce ne sono altri più vicini?", "No", "Si lamentano, ma per forza poi la gente scarica, buonasera". Se ne va e mi lascia lì perplesso, c'è qualcosa nella sua frase che non mi quadra, ah ecco, ho capito, ha rovesciato i fattori: non è che la gente scarica perché i negozi sono chiusi, è che i negozi chiudono perché la gente scarica.

Diario del 20 aprile
Sesto Record Store Day, giornata mondiale del piccolo negozio di dischi, quindi si può ormai dire festa dei negozi di dischi, perchè i piccoli sono gli unici negozi ancora esistenti, le catene hanno chiuso praticamente tutte, e non solo in Italia. Quinta edizione per noi di Disco Club (e Disorder Drama) e dopo i ricordi scritti dei clienti, le foto col loro disco preferito e tanti concerti, quest'anno è toccato alla radio. Sì, la radio nella fattispecie Radio Gazzarra, la webradio di arciliguria, ha preso possesso per tutta la mattina di Disco Club, guidata al microfono da Ida Tiberio e, subentrato dalla panchina, da Danilo Di Termini (antico collaboratore, volato ormai alla Rai come coautore di Caterpillar), alla regia Rocco En Roco, e con tanti clienti coinvolti in chiacchiere e consigli discografici. Le due ore del programma potrete risentirle (se ne avrete il coraggio) sul podcast che presto sarà postato sul sito gazzarra.org (vi avviserò io quando sarà inserito).
A metà mattina chiama Radio Capital, per una breve intervista telefonica e a condurla un altro dei tanti ragazzi partita dalla "cantera" di Disco Club e arrivati molto in alto, Luca De Gennaro.
Per tutta la giornata una processione di vecchi clienti "Ti ho sentito a Radio Capital", "Ma ci sei ancora tu!?", "Resisti mi raccomando" e il sempre valido "Lotta dura, senza paura".
Per tornare al tenore solito del diario, devo riferirvi cosa è successo ieri: è clamorosamente rientrato il Conte Uguccione (vedi diario del 16 aprile). Nel tardo pomeriggio entra nel reparto usato, Fabio fa finta di non vederlo, passa un minuto, cinque, dieci, alla fine il Conte sbotta "Lasciamo perdere quello che è successo l'altro giorno, allora me li dai 230 euro per i miei vinili?", Fabio, sintetico, "No", "No? Ma se non li hai i soldi dillo subito, non farmi perdere tempo", Fabio, un po' più loquace, "I soldi li ho, ma non te li do". Non l'avesse mai detto Uguccione parte con una compilation di insulti nella migliore tradizione toscana, costringendo Fabio a cacciarlo fuori e, con l'aiuto della giovane Susanna, a chiudere la porta per evitare un altro rientro.

Diario del 22 aprile
Quelli che animano la mattinata non sono clienti, o quantomeno, se lo sono, io non li ho visti, li ho solo sentiti. Stavo parlando con Paolo, uno dei pochi clienti under 20, quando sentiamo in lontananza un allegro coro calcistico di questo tenore, "Giorgio Napolitano uomo di merda, giorgio Napolitano uomo di merda", quando la voce si avvicina le parole cambiano "A me scappa da cagar, a me scappa da cagar"; già temo che entri in negozio e mi chieda l'uso del bagno, ma per fortuna la voce e il suo disturbato (e disturbatore) proprietario svaniscono dentro il vicino Bar Verdi.
Subito dopo, compagnia di tre impiegati in pausa caffè, la conversazione cade sul clima, "Che tempo di merda":
Evidentemente a fine gennaio cadono i giorni della merla e al 22 aprile quelli della merda.
Pomeriggio, telefono, "Disco Cluuuub", anziano, "Ha i dischi di Ilaria Porceddu?", "No", "Ma almeno può ordinarli?", "Aspetti che guardo. Sì, uno", si agita, "Uno solo? Ma io ne voglio almeno tre", "Ma tre diversi non li ha fatti", "E me li dia uguali! Li devo regalare", poi continua "Mio nipote è suo cliente, conosce M...B...?", il nome mi ricorda qualcosa "Sì, mi sembra di sì", "Quando mi arrivano? Mi servono prima di tornare in Emilia; sa M...B... è mio nipote vero, mentre Ilaria è acquisita"e poi continua "Ma lei com'è?", "Come, come sono?", "Ma sì, altezza, eccetera", "1,83, spelacchiato...", m'interrompe "Allora ci siamo visti in casa di mio nipote!", "Non credo proprio, non ci sono mai stato", "Oh no, forse da..." e mi spara un altro nome, questo mai sentito, lo interrompo, "Ok, le mando un messaggio appena arrivano i compact disc della Porceddu", "I compact? Cosa sono? Il mio lettore cd li legge? ".
Concludiamo con un cliente (si fa per dire) di vecchia data, che compra (si da sempre per dire) quasi esclusivamente Emerson e Jethro; si aggira per un po' in negozio, poi si avvicina alla cassa, "Ma dove li tieni i cd di Emerson, Lake e Palmer? Nella K non li ho visti", "K???", "Sì, Keith". Adesso capisco perché da me ha sempre comprato poco, doveva essere cliente nei tempi passati della vecchia Ricordi dove i Jethro Tull erano nella T e i Led Zeppelin nella Z.

Diario del 23 aprile
Giornata di visite e sorprese. Per primo arriva il signor F..., quello che ieri mi ha chiesto il disco di Ilaria Porceddu; a dire il vero arriva con qualche giorno di anticipo, ma anche le due coppie del cd arrivano in anticipo e così gliele posso dare. Mi costringe a sentire anche un pezzo (ho l'accortezza di disinserire la diffusione esterna) e mi toglie una curiosità, "In che senso Ilaria è sua nipote acquisita?", "E' la compagna di mio nipote Attilio, se lo ricorda? E' quello dei Ragazzi Italiani", me li ricordo sì, i Take That nostrani. Ed ecco la sorpresa, "Adesso sono in pensione e mi sono trasferito sull'Appennino emiliano, ma per anni ho lavorato al San Martino", "San Martino? Ma allora conosce Carlino (per noi Carletto, il plurispulso)", "Certo, si è deciso ad andare in pensione o vuole morire al pronto soccorso?" (battuta involontaria, ma niente male). E' confermato, Carletto è il più popolare tra tutti noi: dal Mar Ligure agli Appennini lo conoscono tutti.
Invidioso di questa popolarità, si presenta U Megu, "Hai visto la borsa?", "Bravo, pulitissima". Vi spieghiamo l'antefatto. L'altro ieri U Megu è entrato furibondo, "La responsabile della Asl mi ha ripreso perché la borsa che uso per portarmi dietro le provette per i prelievi è sporca e non le va bene nemmeno il camice bianco che uso quando sono in studio, dice che ormai è grigio", "Effettivamente Miche' non è tanto pulita", "Mettila in lavatrice", gli consiglia mia moglie. Così fa, e il risultato è ottimo, torna quasi come nuova; "E il camice?" gli chiedo, "Beh, quello...", "Quello?", "L'ho messo in lavatrice", "E allora?", "L'ho messo insieme a dei boxer", mi spazientisco "Ho capito. E con questo?", "I boxer erano rossi e adesso il camice è rosa", "Ma porca miseria, cosa ci facevi coi boxer rossi?, Pensavi fosse capodanno o non te li sei più cambiati da quel giorno?".
Ed ecco la sorpresa finale. Arriva da Milano a trovarmi un vecchio cliente e ormai famoso speaker radiofonico e giornalista: Luca De Gennaro. Mi ha chiamato sabato da Radio Capital per il Record Store Day e adesso passa a trovarmi di persona e con una sorpresa: la sua collezione di Pop Records, la rivista che stampavamo in negozio a metà anni settanta e nella quale sono apparsi i primi scritti di un Luca non ancora maggiorenne, "Le ho trovate in un cassetto e te le ho portate, mi sembrava giusto, qui le ho comprate quasi 40 anni fa, e qui le riporto oggi: il ciclo è completo". Grazie Luca.

Diario del 24 aprile
Non credevo che potesse succedere. Avrei scommesso qualsiasi cifra che non sarebbe mai successo. Mi ha messo in crisi e fino all'ultimo (alle 19,05 quando ho chiuso) ho sperato che non succedesse. Adesso non so come dirvelo, non vorrei che qualcuno di voi ci rimanesse troppo male e magari non dormisse questa notte. Però devo farlo. Era dal 13 febbraio che ormai la cosa andava avanti e sembrava che potesse continuare all'infinito senza che succedesse quello che è successo oggi. E invece no. Vi prometto che non succederà più. Sapete cosa è successo? NON E' SUCCESSO NIENTE!!!

Diario del 26 aprile
Quando facevo le elementari nel mio paesiello di Cesino, la maestra ha detto ai miei genitori, "In casa non parlate assolutamente in genovese, altrimenti il bambino non impara bene l'italiano". Grazie a questo, quel bambino, oggi anziano, parla il genovese come un "gabibbo" e non parliamo come lo scrive. Perché questo preambolo? Perché oggi si presenta di prima mattina un anziano signore di un paesino vicino a Genova e mi si rivolge in dialetto stretto; ovviamente lo capisco, ma adesso sono in difficoltà a scriverlo, quindi scrivo in italiano tutto quello che non so scrivere in genovese, voi però pensate che è stato detto in dialetto: "Scià me scuse, vorieiva savei se u sa se qualcuno u l'accatta dischi vegi" (traduzione per i non genovesi: Mi scusi volevo sapere se sa se qualcuno compra dischi vecchi), "Dipende da cosa sono", e lui sempre in genovese, "Canzoni degli anni '60 e '70", "Sì, ma rock, italiani, jazz?", "Nu, nu, mi nu ghe capisciu un belin de quelle cansoìn, sun tutte zeneixi" (traduzione: No, no, io non ci capisco niente di quelle canzoni sono tutte genovesi).
Anche la seconda cliente non è proprio di primo pelo, "Devo fare un regalo alla mia badante che torna in Bulgaria; mi ha detto che le piace la musica di Castello, ma io penso che si sbagli e che voglia dire Castellina-Pasi. Ha i cd?", "No, non tengo il liscio", "E dove posso trovarlo?", "Ma, guardi, ormai di negozi di dischi a Genova ce ne sono rimasti pochi...", m'interrompe, "Ma no cosa ha capito, io voglio un cd non un disco!".
Il terzo è molto più giovane, ma già sulla buona strada, ha visto un cd in vetrina ed è curioso di sentirlo, allora mi chiede "Hai anche la stanza preascolto, vero?" e mi indica la porta sulla quale campeggia la scritta "privato".
Si ritorna all'età avanzata. Entra la signora che mi ha ordinato cinque (!!!!!) cofanetti di Richard Clayderman, è venuta a ritirare l'ultimo, ed esordisce con "Ma è vero che lei chiude?", "Io non ne so niente, se lei ne sa qualcosa me lo dica, così mi so regolare", "Le ho mandato una mia amica per ordinarle un'altra copia di Clayderman, ma mi ha detto che non può perché chiude, chissà dove è andata quella nescia (genovese, sta per stupidotta)".

Diario del 27 aprile
Quando arrivo alle 8,10 davanti al negozio e mi accingo a togliere il lucchetto, sbuca da dietro una colonna Nicola, è chiaramente contento, "Ce l'ho fatta, sono mesi che provo ad essere il primo cliente del sabato, ma sempre qualcuno mi fregava, oggi ho messo la sveglia prima e così posso tirare su la serranda con te". Più tardi al momento dell'acquisto, gli chiedo se vuole un sacchetto, "Sì, grazie, i tuoi sacchetti sono sempre utili", "Utili in che senso? Non mi dirai che anche tu li usi come Gianfranco (un altro cliente)""Perché, come li usa?", "Se li porta dietro quando accompagna il cane a fare i suoi bisogni: insomma Disco Club collabora a tenere la città pulita".
Immancabile al sabato arriva l'uomo Del Monte con le solite liste (a proposito si è modernizzato, non ha più i pizzini scritti, ma usa l'iPhone). Dopo quattro o cinque ordinazioni del suo genere, ecco che mi chiede due cd di Ozzy Osbourne; "Come mai?", gli chiedo, "Perché ci suona il figlio di Rick Wakeman" e lo dice con un certo ritegno, come a dire "Sì, lo so, sono proprio scemo". Il peggio viene dopo, "Guarda che questi due dischi li ho in negozio", li prendo e glieli porgo; li guarda e "Non ne hai altre copie?", "No, perché?", mi mostra un segnetto sulla scatola "Vedi, c'è una riga", "Va be', ti cambio la scatola", "No, vedi il nome del gruppo è attaccato sulla scatola e non sul libretto", "Sì, ma non è un adesivo, è un rimovibile – mi sto innervosendo – lo puoi anche staccare e, se ci tieni, attaccartelo sulla fronte", annaspa, ma insiste "Però, questo in alto è un adesivo" e mi indica una scritta di nessuna importanza, che la maggioranza dei clienti non vede l'ora di staccare dalla confezione, "Ordinamene un'altra copia". Lo faccio, solo con la speranza che, quello che arriverà, sia senza il rimovibile con il nome del gruppo, così sarebbe costretto a comprarli tutti e due.
Concludiamo con il mio omonimo Giancarlo. S'inizia con la solita gag "Ciao Gian, come va?", "Bene, e tu Gian?", poi "Ce l'hai l'ultimo dei Depeche?", "Sì", Mi fai sentire qualche pezzo? Mi scoccia comprarlo a scatola vuota", "?!?!?".

Diario del 29 aprile
Dopo un inizio mattinata piovoso, un timido raggio di sole invoglia a stare un po' fuori davanti alla vetrina e lì come in una gag si ripetono due episodi simili: un primo cliente (va be', insomma, si fa per dire) appena mi vede sulla porta mi dice "Fai tanto lo snob e poi metti in vetrina Bobby Solo", "Bobby Solo? Dove l'hai visto?", "Bravo, non sai nemmeno quello che hai in vetrina", "Te lo sei mica sognato?", "Eh sì, adesso sono cieco, eccolo lì" e mi indica la fila dei cantanti italiani, "Non so se sei cieco, ma un po' abbelinato direi di sì, quello è Bobby Soul e non Solo", "Bobby Soul? E chi è?", "Va be', ciao, io rientro".
Poco dopo entra Pio, uno dei tanti tuttologi musicali discoclubiani (anche la lunga barba bianca babbonatalesca contribuisce a dargli l'aspetto da sapientone), "Mi fai vedere quel cofanetto dei Can che hai in vetrina?", "I Can? In vetrina?", "Bravo non sai nemmeno quello che hai in vetrina" (come sopra), lo seguo fuori e mi indica un disco, "Allora: per prima cosa non è un cofanetto di cd, ma sono dei vinili, seconda, non ti sei chiesto come mai prima della parola Can ci sia Dead e dopo Dance?", "Dead-Can-Dance, cosa vuol dire?", "E' la versione in vinile dell'ultimo dei Dead Can Dance, non li conosci?", "Mai sentiti", rientro di nuovo lasciandomi dietro un "Ma che tuttologo dei miei stivali sei?".
Un attimo prima della chiusura mattutina, arriva il famoso pacco dall'Olanda, così, dopo mangiato, posso mandare la solita email "Arrivato il disco ordinato" a una trentina di clienti; quasi immediata arriva la risposta da parte di due di loro. Il primo "Ok passegero. Grazie", il secondo "Era l'ora!!". Quest'ultima mi sorprende perchè il disco in questione (gli Highwaymen) me lo aveva ordinato il 24 aprile e non mi sembra che cinque giorni (con in mezzo due di feste e un sabato) siano tanti: sono tentato di venderglielo subito a qualcun altro per punizione, ma l'autore del misfatto si presenta in negozio e si prostra "Scusa, scusa, non avevo capito che eri tu, pensavo fosse video club, dal quale aspetto da mesi un dvd", è perfino eccessivo nelle scuse e mi viene il dubbio che qualche cliente abituale gli abbia riferito delle punizioni corporali che infliggo ai dissidenti, ma lui si salva: non è ancora abituale. Per quanto riguarda l'altro, sto ancora aspettando che "passegi".
Telefono: "Ciao, sono Parodi (posso fare anche il cognome perchè l'elenco telefonico di Genova è pieno di questo nome), mi puoi ordinare un dvd?", "Dimmi", "E' della serie Rockpalast", Sì, quale vuoi?", "Uno della serie Rockpalast, "Va bene, ma quale?", "E' un dvd della serie Rockpalast", "QUALEEEE??", un po' si spaventa, ma alla fine capisce "Ian Hunter della serie Rockpalast", "Ok", "E poi vorrei ordinartene un altro", "Quale?", "E' della serie Rockpalast", noooo.

Diario del 30 aprile
Oggi è stata una giornata nella quale ho deluso molte richieste.
Incomincia un nuovo cliente, "Avete qualcosa di Willie Nile in negozio?", "No, ma mi sa che è quasi tutto fuori catalogo", un rapido controllo sul database olandese lo conferma e il cliente, deluso, "E' incredibile, è il miglior cantautore americano e non si riesce più a trovare niente", "Prova nell'usato, qua dietro l'angolo, secondo me hanno qualcosa", "Speriamo, sarei veramente contento, sono anni che cerco un disco in particolare. Dov'è il negozio?", "Esci e gira a sinistra". Infatti, esce e gira a destra.
Più tardi una signora della terza età (e mezzo) "Senta, ho una richiesta particolare, vorrei l'Adagio di Albinoni, però cantato da Albano", a questo nome (il secondo Alb) mi viene un brivido "No signora, non tengo musica classica.....e non tengo Albano" e lei, uscendo, "E lo so, la musica di qualità non si trova più".
Concludiamo con un idolo dei giovanissimi: Fedez. Fino ad oggi non sapevo nemmeno che esistesse, ma da oggi so che il giovane rapper cresciuto a Buccinasco è un beniamino delle giovani folle (quelle che fino a pochi mesi fa non avevano mai messo piede a Disco Club) e il suo nuovo cd, Sig. Brainwash - L'arte di accontentare, in soli venti giorni dalla sua uscita ha conquistato il disco d'oro con 30.000 copie vendute (una volta ne servivano un milione). Entra una signora con un foglietto spiegazzato "Guardi se ha questo, è per mio figlio", ed ecco per la prima volta leggo quel nome, Fedez; penso che ci sia un errore di scrittura "E' sicura che si chiami così?", "Sì, sì, lo ha scritto mio figlio", "Mi dispiace, non lo conosco", "Gli darò i soldi e che se lo vada a cercare lui" e se ne va.
Non è ancora fuori che squilla il telefono, sul display leggo il numero, inizia per 02 "Sarà il solito rompipalle che mi vuol fare abbonare a qualche compagnia telefonica o energetica" penso e invece, a sorpresa, "Scusi, sono disperata, qui a Milano non trovo da nessuna parte l'edizione deluxe dell'ultimo cd di Fedez, lei ce l'ha?".

Diario del 2 maggio
Oggi parliamo di una innovazione. Il cesso del negozio (notate bene: non "quel cesso di negozio"; e ditemi ancora perché "cesso" è considerato il modo volgare di "gabinetto", a sua volta ormai negletto a favore del francesismo "toilette" o dell'inglesismo "water closet", come se le funzioni che si svolgono lì dentro non fossero le stesse) è sempre stato molto ambito dai clienti per la sua estrema pulizia e ordine. Non tutti però lo lasciavano nella stessa condizione dopo l'uso; questo mi ha costretto a fare come in certi bar: tengo io le chiavi e le do solo su richiesta; da quel momento la situazione è nettamente migliorata (hanno paura di un mio controllo a restituzione della chiave avvenuta). Da oggi ecco la novità: per tenere compagnia a quelli che si ritirano lì, e a controllarli, ho messo Frank Zappa seduto sul suo personale cesso, anzi penso che metterò come sottofondo una sua canzone.

Diario del 3 maggio
Oggi parliamo di ripetitività.
Carletto, il pluriespulso, entra e "Cosa arriva oggi?", io "Perché? Deve arrivare qualcosa?, lui "Se non lo sai tu". Siamo interrotti dal telefono. E' Maurizio To, "Cosa arriva oggi?", io "Perché? Deve arrivare qualcosa?, lui "Se non lo sai tu". Sì, a volte siamo un po' ripetitivi, come è ripetitivo Mario, vecchio cliente al quale ho dedicato una puntata nel Mondo visto da Disco Club, "Gianni e Mario" . Da un po' di tempo si è fatto rivedere in negozio e ha preso l'abitudine di telefonare per sapere se è arrivato qualcosa del suo genere (sempre country-rock-sudista, come ai tempi dell'episodio di cui sopra). Non so perché, ma mi chiama al lunedì, io gli ripeto tutte le settimane "Mario al lunedì non mi arriva niente", e lui "Oh scusa, me lo hai già detto, ma mi sono dimenticato, ti chiamo in settimana". Sembra averlo capito, oggi squilla il telefono ed è lui, "Gian, è arrivato niente per me?", "No Mario", lui frettolosamente m'interrompe e "Scusa, scusa, Gian, mi sono dimenticato che oggi non è lunedì", "?!?!?.

Diario del 4 maggio
Oggi sono come Cenerentola, ho fatto una corsa perché non mi scadesse il tempo: entro mezzanotte dovevo tornare a casa per postare il diario del giorno, dopo la mezzanotte sarebbe diventato in automatico quello del 5 maggio e, a parte che è domenica, coinciderebbe col famoso "Ei fu siccome immobile stette la spoglia immemore orba di tanto spiro...". La causa del ritardo è stato l'invito dell'amico Beppe Gambetta per il suo Acoustic Night 13, ne è valso la pena, ma mi costringe a tagliare corto, solo una cosa veloce: entra un cliente, ha visto in vetrina una ristampa di Dave Edmunds "Cos'è quello?", "Il terzo di Edmunds", "E com'è?", io non l'ho sentito e siccome ho davanti il pluriespulso Carletto, fan di questo genere di musica, gli chiedo aiuto "Com'è il terzo di Edmunds?", e lui "Ne ha fatti tanti", "In che senso tanti, tanti terzi?", "Eh sì", "Ma cosa dici Carletto!". E' mezzanotte, buonanotte.

Diario del 6 maggio
Questa mattina in prossimità del negozio m'imbatto in un cliente, Davide; m'imbatto, nel senso che quasi ci scontriamo, lui sta smanettando sul suo iphone e mi vede all'ultimo, "Scusa, stavo cercando l'ultima puntata del Diario di Disco Club e non ti avevo visto". Insomma, sto diventando peggio di Beautiful.
In negozio un cliente, dopo aver comprato due cd, è attirato da un terzo, lo blocca però un problema "Come faccio a farli entrare in casa tutti, senza che mia moglie se ne accorga? Due mi stanno in tasca, ma tre no". A dire il vero il sesso femminile, oltre ad essere da sempre poco presente all'interno di Disco Club, è anche un ostacolo per le vendite: quando la clientela aveva un'età media più bassa, erano le madri a fare da Cerbero al ritorno a casa del figlio, adesso sulla porta col mattarello in mano, novelle Flo (la moglie di Andy Capp), sono le compagne. Innumerevoli sono i sotterfugi usati dai maschietti per introdurre l'amato disco in casa e nasconderlo in mezzo a quelli vecchi. Ad esempio Guspe (sempre lui, il mio dottore), da giovane quando portava a casa un vinile nuovo, aveva la cura di togliere il sigillo e di presentarlo poi come un prestito del migliore amico; il problema è che un giorno la sua mamma ha incontrato quella dell'amico e "Che gentile tuo figlio, impresta un sacco di dischi a Guspe", "Ma come? - fa l'altra – "mio figlio dice che è il tuo che gli impresta i dischi!". Inganno scoperto. Adesso che è felicemente sposato con prole, per non creare disturbo nelle relazioni familiari, i vinili, più ingombranti e difficili da nascondere, rimangono in negozio fino ad agosto, quando la moglie porta la bambina al paese natio e lascia Guspe solo; a quel punto finalmente mi libera lo scaffale dei dischi depositati lì per un anno e se li porta a casa.
Non parliamo degli scontrini, se per errore li metto nel sacchetto vengo redarguito "Non metterlo dentro, se lo becca mia moglie sono guai, anzi se ne hai uno da darmi da cinque euro sarebbe l'ideale".
Anche quando accompagnavano "quel bambinone che non cresce mai e va a comprarsi il suo giocattolino", le cose non andavano meglio: non entravano quasi mai, si piazzavano appena fuori dalla porta e dopo pochi minuti le sentivo batter il tempo col piede, ma non per seguire il ritmo della musica, ma per far capire che era l'ora di andare via. Parlo al passato, perché negli ultimi anni ho avuto un colpo di fortuna: hanno aperto una grossa profumeria vicino a noi e invariabilmente sento dire dalla dolce metà, mentre deposita da me il marito "Fai con calma, io ti aspetto nella profumeria qui accanto".
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Diario del 7 maggio
Giornata di richieste anomale.
"Ha il cd di Violetta?", "Scusi, ma chi è?", "E' una telenovela argentina, vorrei la colonna sonora".
"Mi dica, dove sono i dischi in genovese?", devio la richiesta, "Da Orlandini, in piazza Soziglia".
Una copia, più giovane dei precedenti; il marito "Mi dia l'ultimo di Masini", "Non ce l'ho", quasi contento (per il successo del suo idolo) "Ah, l'ha finito", "No, non l'ho proprio preso", sorpreso "E come mai?", giustificativo "Non ho molto di musica italiana", conclusivo "Ah"; a questo punto interviene la moglie, "Mah, e quelli vecchi di Masini?", "Nemmeno quelli". Delusi, se ne vanno.
Un trio gira per il negozio alla ricerca di qualcosa che non trova, infine "Dove sono i dischi in napoletano?", "Da nessuna parte"; anche questi, perplessi, ma senza obiezioni, se ne vanno.
Ed ora una signora più anziana di tutti i precedenti (a dire il vero nel frattempo avevo avuto un'altra richiesta di musica dialettale genovese, respinta nuovamente da Orlandini), titubante si avvicina alla cassa, "Toulì – penso,- adesso cosa mi chiede questa" e rivolto a lei, con poche speranze, "Mi dica signora, cerca qualcosa?", "Sì, non so se ce l'ha (e figurati, adesso mi chiederà Claudio Villa), vorrei l'ultimo che ha fatto, prima di morire (sta a vedere che vuole Califano).....Jimi Hendrix", sbalordito glielo vendo. Ovviamente con lo sconto.

Diario del 8 maggio
Oggi e domani, giorno del lutto cittadino, non mi sembra proprio il caso di parlare delle nostre frivolezze di fronte all'immane tragedia che ha colpito il cuore della nostra città, quindi il nostro diario si assenterà per qualche giorno da queste pagine.

Diario del 9 maggio
Serranda a tre quarti, impianto spento.

Diario del 10 maggio
The Show Must Go On, con questa frase il Pippone nazionale (Baudo), dopo aver annunciato in un suo spettacolo un qualche dramma con la lacrima negli occhi era solito passare in un attimo al sorriso e a presentare magari i Nuovi Angeli che cantavano Donna Felicità. A me questa frase non è mai piaciuta: lo Show si può anche fermare, è la vita che deve continuare. Continuiamo dunque e riprendiamo da dove eravamo rimasti con la vita del nostro negozio.
Entra un cliente con accento dell'est europa e mi chiede... indovinate,"Coro dell'Armata Rossa?", no... "Vorrei un cd con la canzone La Montanara". Ovviamente non ce l'ho, ma, appena esce, io e i tre cliente presenti ci mettiamo ad intonare ""La montanara, ohé!, si sente cantare, cantiam la montanara, e chi non la sa?".
Cliente di vecchia data anche se ancora giovane, a dire il vero un po' addormentato e che pensa di sapere tutto su prime stampe, edizioni limitate e altre rarità (secondo lui) di vinile; in realtà ci azzecca poco e infatti anche questa volta mi chiede cose del genere riguardanti l'appena trascorso Record Store Day, il fatto è che la sua domanda è posta in questi termini "Hai qualcosa del Reco Stay Door?".
Nell'intervallo, mentre sono a casa a mangiare squilla il telefonino del negozio; in genere non rispondo, questa volta faccio un'eccezione, m'incuriosisce sapere chi è questo rompipalle che mi disturba mentre sto infilando in bocca una fetta di salame di Sant'Olcese, "Discocluuub", "Ciao (senza scusarsi) sono Antonio (il temibile Uomo del Monte), mi sai dire dove lucidano i cd?". "I cd? Ma i lettori?", "No, no, proprio i cd, ne ho ordinato uno in Inghilterra e mi è arrivato rigato"; questa notizia mi fa passare il nervosismo (almeno in parte) per l'inopportuna chiamata: così impara a non prendere il disco di Ozzy solo perché c'era una riga nella plastica esterna.
Spiritosaggini: cliente che io non ricordo, ma che dice "Pensa il primo lp della mia vita me l'hai venduto tu: nel 1975, il doppio live dei Ten Years After". Sarà anche, ma negli ultimi anni direi di non avergli venduto niente; questa volta compra, "Quanto è?", "Ventitre euro", "L'età di Cristo", "No, solo 23, non 33", "Appunto, se è morto a 33, ne vrà avuto prima anche 23, no?" e poi, ridendo, continua "Ah, ah, ci sei cascato, lo faccio sempre, basta che il numero sia inferiore a 33". No, ormai sono sicuro, sono veramente tanti anni che non entrava, non avrei potuto dimenticare la sua spiritosaggine e la sua risata impastata di vino.
Dopo la nonna hendrixiana, ecco un'altra signora, non più giovane, che mi sorprende, "Ha per caso il dvd del film di cui ha la colonna sonora in vetrina?"; non mi ricordo di avere colonne sonore in vetrina e allora mi trascina fuori per farmi vedere il vinile di Rodriguez "Searching for Sugar Man", non solo, vedendomi ignorante al riguardo, mi racconta tutto, concludendo con "Lo cerco da due anni, è un documentario sulla vita del cantautore Sixto Rodriguez, ma non l'ho mai trovato"; mi regala qualche altra informazione e a questo punto non posso esimermi dal fare una ricerca per lei, e con successo, "Posso procurarglielo per la settimana prossima, il problema è che si trova solo in lingua inglese con sottotitoli in olandese", ma anche questa volta mi sorprende "Non ci sono problemi": è sicuramente molto più colta di me.

Diario del 11 maggio
A volte non è ben chiaro il meccanismo mentale che spinge una persona a scegliere un disco. Ne ho avuto la prova questa mattina. In ben tre occasioni sono stato chiamato fuori a dare spiegazioni su cd che erano in vetrina e i potenziali clienti non conoscevano. Due volte a spingere la curiosità è stata la copertina; il primo chiede "Cosa fa questo?", "E' un cantautore", "Pensi che potrebbe piacermi?", "Te lo faccio sentire"; rientriamo in negozio e lo metto su, non è convinto, ma per me il risultato è lo stesso: una giovane coppia che si aggirava in negozio in cerca di novità, lo sente e "Bello, lo compriamo". Il secondo, "Questi fanno prog?", "No", "Strano, la copertina è tipica del prog", "Ma loro non lo fanno", "Boh, sarà".
Il terzo invece è un cliente abituale del mercoledì, che oggi ha raddoppiato la visita settimanale, ad ingannarlo non è stata la copertina, ma il nome, "M'interessa un vinile che è in vetrina", "Quale?", "Quello degli Ostara", "Gli Ostara? E chi sono?", "Li hai messi in alto a destra", e dai, usciamo per la terza volta, mi indica il vinile e io (lo ammetto, un tantino stronzo) gli chiedo "Cosa farebbero questi Ostara?", la mia domanda lo spiazza e balbetta "Maa, noon soo...mi sembraava..", "Ma cosa ti sembrava, besugo, quelli sono i Big Star, il gruppo di Alex Chilton, non gli Ostara!".

Diario del 13 maggio
L'amico Filippo fa capolino sulla porta e dice "Faccio un salto nell'usato e poi torno"; dopo poco anch'io devo fare un giro dietro l'angolo e vedo, fuori dal negozio, Filippo e il suo migliore amico guardare con una faccia stralunata Christian (uno dei più assidui frequentatori del reparto). Quando torna da me gli chiedo, "Cosa vi raccontava Christian di così sconvolgente?", "Non ci crederai, ma ha comprato un ratto", "Un che?", "Un ratto", "Un ratto???", "Sì", "Ma, nel senso di pantegana?", "Esatto", "Comprato?", "Sì", "E non poteva prenderselo nel Bisagno, c'è pieno", "E' entrato in un negozio dove ce n'erano anche altri, e questo ratto si è alzato sulle zampette e lo ha puntato: amore a prima vista. Lo ha pagato 6,50 € e se lo è portato a casa", "Lo tiene in gabbia?", "No, no, libero e se lo porta anche a letto", " O segnù; e non ha paura delle malattie?", "Ha detto che lo ha fatto visitare ed è sano come un pesce", "Insomma un pesce ratto".
L'ultimo cliente della giornata entra in un momento di affollamento, gli tocca aspettare un bel po'; infine tocca a lui "Vorrei l'ultimo di Mario Biondi", "Non ce l'ho", "Finito?", "No, non preso". La cosa sembra colpirlo profondamente, sembra addolorato, sta a vedere che è un parente del Barry White bianco; per fortuna no, ma mentre si avvia verso l'uscita, mi dice "Ci sono rimasto male".
Oggi il diario compie un trimestre. Novanta giorni, che, tolte le feste, diventano settantacinque. Io non ho la fantasia di Simenon, quello che scrivo è tutto veramente successo in negozio, ho paura però d'incominciare a ripetermi o scrivere cose banali. Che sia l'ora di far scorrere i titoli di coda e concludere con il classico The End?

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