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Sanremo 2026 - Quarta serata Sanremo 2026 - Quarta serata

festival-di-sanremo-2026-coverSanremo 2026 – Quarta Serata

Ed eccoci giunti alla temutissima serata delle cover. La notte in cui tutto può accadere e quella in cui di solito non succede una mazza.
Partiamo dalla conduzione, che comincia a mostrare pericolosamente la corda. Carlo Conti fila abbastanza spedito, ma chiama continuamente gli applausi del pubblico, invoca standing ovation, minaccia di scambiare la platea con la galleria. Perché tanto astio? E' come se percepisse la mancanza di entusiasmo intorno al Festival e non gli andasse giù. Al grido di: 'Siamo in Liguria, cazzo vi credete?' quest'anno hanno lesinato pure con i fiori, dandoli solo agli ospiti.
La Pausini, dopo aver mantenuto una certa misura nelle prime due serate, è andata via via peggiorando: interviene sempre, parla continuamente. E stasera ci regala pure un mega medley strillato iniziale.
Gli ospiti: pochi, relativamente. Max Pezzali re del playback dalla solita nave, Gabbani dalla piazza, Bianca Balti coi capelli alla Valentina, Vincenzo Schettini (nonostante le recenti polemiche). La linea comica è affidata ad Alessandro Siani, che mi rifiuto di commentare.
E passiamo agli artisti in gara, che in gara non sono perché tanto questa serata non conta nella classifica generale. Bel pacco, eh?


1. Elettra Lamborghini con Las Ketchup – Aserejé: avevo grandi aspettative, solo in parte disattese. Le Las Ketchup potevano essere loro come no, tanto non avrebbe fatto grande differenza. La buttano subito in caciara, senza grandi coreografie, tra l'entusiasmo delle tipe in prima fila che si scatenano con il noto balletto. Elettra sarà riuscita a riposare?
2. Eddie Brock con Fabrizio Moro – Portami via. Non ho grandi simpatie per nessuno dei due (Moro azzimatissimo e piacione, Brock con il suo faccione romano alla Bobby Solo) né per la canzone. Tra uno strillo e l'altro mi sembra abbiano raggiunto il risultato prefisso.
3. Mara Sattei con Mecna – L'ultimo bacio: Mara fa Carmen Consoli con intervento rappato (e cantato) di Mecna, che presumibilmente mette un piede nella porta per l'anno prossimo. Non è che la canti male, ma senza il caratteristico stile a singulti della Consoli suona un po' incolore.
4. Patty Pravo con Timofej Andrijashenko – Ti lascio una canzone. Patty sceglie (forse saggiamente) di non duettare con un altro cantante, ma con un ballerino classico. Purtroppo il pezzo di Paoli non sembra troppo indicato al suo stile vocale (perlomeno a quello attuale).
5. Levante con Gaia – I maschi: scelta bizzarra, che evita per un soffio l'effetto karaoke grazie alla personalità vocale di Levante. Ad un certo punto (scandalo sanremese n.1) scatta la scena lesbo, tra la disperazione della regia Rai.

6. Malika Ayane con Claudio Santamaria – Mi sei scoppiato dentro il cuore. Speravo che Santamaria recitasse qualcosa, invece purtroppo canta. Entrambi sfoggiano guanti di pelle da serial killer e una determinazione degna di miglior causa. Malika mi è simpatica, ma il paragone con Mina non è lusinghiero.

7. Bambole di Pezza con Cristina D'Avena – Occhi di gatto. Un BELLISSIMO medley tra Occhi di Gatto e Whole Lotta Love dei Led Zeppelin, con Cristina D'Avena vestita sadomaso. Hanno portato il rock a Sanremo, eh. Incredibile. Che a qualcuno piaccia 'sta roba, intendo.

8. Dargen D'Amico con Pupo e Fabrizio Bosso – Su di noi. Contrariamente alle aspettative basse Dargen D'Amico si spara un rap pacifista e antimilitarista à la Boris Vian, con Bosso alla tromba e Pupo a cantare 'Su di noi' come fosse un sample. Che Pupo sia amicone di Putin è solo un dettaglio, immagino.

9. Tommaso Paradiso con gli Stadio – L'ultima luna. Curreri non lo sopportavo quando aveva la voce, figurarsi ora. C'è da dire che se qualcuno è titolato a fare una cover di Dalla sono loro, quindi non posso dirgli proprio niente. Tommaso Paradiso mi sta talmente sul cazzo che comincia a essermi quasi simpatico, tipo villain della Marvel. E comunque canta meglio Dalla della roba sua (non che ci volesse molto, eh).

10. Michele Bravi con Fiorella Mannoia – Domani è un altro giorno. La canzone è bella, loro la eseguono con i loro stili caratteristici (corno da nebbia per Fiorella, paperino sfiatato per Bravi), stonando spesso. Peccato. Michele elegantissimo, in nero con fiocco da poeta.

11. Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band – Vita. Galeffi, Fudasca e soci vengono subito nullificati dalla comparsa a sorpresa di Morandi senior in persona, decisamente giù di voce. Questo si chiama barare, e comunque la cover è venuta una mezza merda. E ha ancora il coraggio di lamentarsi perché la gente continua a paragonarlo al padre. Vergogna.

12. Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas – Il mondo. Look retro-elegante stile 'Una Rotonda sul Mare' per il trio. Brunori si impegna ma non sembra avere l'autorità vocale per rendere giustizia al brano. Carine le armonie vocali. Simpatici, ma niente di più.

13. Fulminacci con Francesca Fagnani – Parole Parole. Una delle scelte più strampalate della serata, con la Fagnani a fare la parte di Alberto Lupo e Fulminacci non molto efficace. Si saranno divertiti, almeno.

14. Lda & Aka 7even con Tullio De Piscopo – Andamento lento. A sorpresa una delle cover migliori: il neoottantenne Tullio canta, picchia sui tamburi e istiga la folla - LDA e Aka 7even fanno il loro. Alla fine, con la caratteristica umiltà che lo contraddistingue, De Piscopo regala le bacchette a Carlo Conti.

15. Raf con The Kolors – The riddle. Stash fa il cosplay di Michael Jackson, Raf è in bianco. Intorno una riga di tamburini a caso. Gli altri due Kolors si vedono appena. C'è davvero nostalgia di Nik Kershaw? Boh.

16. J-Ax con Ligera County Fam – E la vita, la vita. J-Ax cala l'asso portando sul palco Ale e Franz, Paolo Rossi, Paolo Jannacci e addirittura Cochi. Il risultato è sullo sgangherato andante, ma è il pensiero che conta.

17. Ditonellapiaga con TonyPitony – The lady is a tramp. Chi pensava che TonyPitony avrebbe esordito a Sanremo urlando **, ** e anche **** sarà rimasto deluso. Sono stati molto bravi e pure simpa, c'è poco da polemizzare. Alla fine Siani mette a Carlo Conti la maschera di Tony, ardita metafora dell'appiattimento generale di questa edizione.

18. Enrico Nigiotti con Alfa – En e Xanax. Nigiotti e Alfa fanno Bersani, senza grandi sussulti ma anche senza scivoloni. A un certo punto Alfa legge il bugiardino rappando. Vabbè.

19. Serena Brancale con Gregory Porter e Delia – Besame Mucho. Scelta del brano veramente da terza età, ma sull'esecuzione vocale non c'è proprio niente da dire. Arrangiamento mega classico, Gregory Porter smagliante, Delia non so chi sia ma canta pure lei a bomba.

20. Sayf con Alex Britti e Mario Biondi – Hit the Road Jack. Sayf è in mezzo a Mario Biondi e Alex Britti vestiti tipo i Blues Brothers. Più che cantare fa l'MC, presenta la band, suona la tromba, cerca di coinvolgere Bucci, ecc. Anche divertente, ma un po' sagra del frisciolo.

21. Francesco Renga con Giusy Ferreri – Ragazzo solo, ragazza sola. Renga già lo patisco, in coppia con Giusy 'ho una lisca in gola' Ferreri diventa letale. Il fatto che cantino 'Space Oddity' in italiano (con l'abominevole testo di Mogol spacciato per chissà che capolavoro, completa il quadro sconsolante) Renga ovviamente lo pronuncia BAUI, tanto per gradire. Chiletti, digli qualcosa tu.

22. Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma – Quello che le donne non dicono. Un po' Callas con mega coda, un po' Frida Khalo senza monociglio. Un'interpretazione così intensa sbilancia un pochino il brano, che diventa forse troppo drammatico. Comunque suggestivo.

23. Samurai Jay con Belén Rodriguez e Roy Paci – Baila Morena. Un po' a sorpresa, non male. Volendo è l'altra faccia della medaglia della 'Hit the Road Jack' di Sayf, in quella che potremmo chiamare 'la guerra delle treccine', o 'la disfida del What You Say'. Se il Sammargheritese ha fatto una roba tipo festa della parrocchia, Samurai Jay si prende molto più sul serio. Se il primo suonava la tromba, il secondo ha Roy Paci. Se il primo ha la mamma, il secondo ha Belen (che si rivela meno drammatica del previsto). Mi spiace, ma do il punto a Samurai Jay.

24. Sal Da Vinci con Michele Zarrillo – Cinque giorni. Sal Da Vinci vestito da Don Diego De La Vega si accompagna a un Michele Zarrillo visibilmente bisognoso di un esorcismo. Senza parole.

25. Fedez & Masini con Hauser – Meravigliosa Creatura. Seconda cover della Nannini in serata. Masini urla da par suo, Fedez rappa la solita roba e Hauser suona il violoncello. Non molto altro da segnalare.

26. Ermal Meta con Dardust – Golden Hour. Devo confessarvi che non ho mai sentito l'originale (di tale JVKE) ma Ermal per una volta mi ha convinto. Credo di averlo sottovalutato, vocalmente. Dardust lo accompagna al piano.

27. Nayt con Joan Thiele – La canzone dell'amore perduto. E anche quest'anno c'è l'immancabile cover di De Andrè (pardon, Faber). Joan Thiele è pettinata da regina degli elfi con stelle filanti ai polsi, e la versione è talmente innocua da non suscitare neanche lo sdegno dei più zeloti.

28. Luchè con Gianluca Grignani – Falco a metà. Luchè rappa (abbastanza fuori tempo, mi pare), Grignani appesantito e tutto coperto di pelle nera, canta abbastanza bene (finale urlato a parte). Sembra un po' lo zio tossico di Nigiotti. In uscita lancia una battutina alla Pausini, con la quale ci sono stati dissapori (Scandalo Sanremese n.2)

29. Chiello con il maestro Saverio Cigarini – Mi sono innamorato di te. Il povero Chiello, disertato da Morgan (che probabilmente l'ha convinto a fare il pezzo di Tenco e poi l'ha lasciato nelle canne) fa una roba addormentata tipo Chet Baker, ma da morto. Peccato.

30. Leo Gassmann con Aiello – Era già tutto previsto. Ultimissimi, si esibiscono di fronte ad un pubblico comprensibilmente stremato. Leo sussurra roco e ammiccante come al solito, Aiello (grande ritorno) è più misurato del solito. Il risultato non è dei migliori.

I vincitori (morali e non) della serata sono Ditonellapiaga e TonyPytoni, premiati da Bucci in una scena che definire surreale è dir poco.
Ci vediamo domani per la finale! Chi vincerà?

 

 

 

 

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