Ho nostalgia del .78, quando essere sfigati, frustrati, secchioni, inetti a vivere era più dolce e più facile. (...) Questi ti svuotano. Ti deridono. Ti dicono in faccia che sei una nullità se non sei come loro, se non pensi anche tu come hanno detto loro di pensare.
Ve lo dico subito: questo è uno dei miei "libri dell'anno". Impietoso ma poetico, sarcastico ma nostalgico, politicamente scorretto ma colto, il confronto tra la realtà del 78 e la pseudorealtà del 2008 dell'isolazionista Labranca è un must per chi ha fatto medie/superiori negli anni 70, ma anche un bel romanzo che ci racconta la nostra società e la nostra vita meglio di molti saggi e libri di docufiction. Si sorride molto (spesso con amarezza), si ricorda, ci si identifica, ci si indigna, ci si commuove. A molti dei miei amici blogger verrà la pelle d'oca leggendo certe citazioni, certi ricordi, certe frasi. La trama è qui , i personaggi sono questi. Correte a comprare questo libro, soprattutto se siete in quella fase della vita in cui tutto quanto è successo prima dei 25 inizia ad assumere il tratto disciolto dei macchiaioli, la vibrazione luminosa e soffusa della bellezza remota. (Franco Zaio)
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