Ma non è solo l’originale modo di cantare a rendere questo disco immortale. I testi esprimono una malinconia non stereotipata che non scade mai nell’autocommiserazione, ma al contrario riescono, nella loro essenzialità, a creare un’atmosfera che rimanda ad amori lontani e disperati, ad addii falliti e a strazianti speranze. Anche l’interpretazione e la scelta delle cover, Hallelujah e Lilac Wine in particolare, sono talmente efficaci da oscurare le pur illustri versioni originali. C’è poi una canzone che da sola vale l’intera opera, Lover, you should’ve come over: uno di quei pezzi nei quali il testo iper romantico e il sentimento che pervade la sua voce, fanno venir voglia di buttar via tutti i dischi che si possiedono per riascoltarla all’infinito. (Giacomo Calamari)
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Rock
JEFF BUCKLEY - Grace (Columbia 1994)
JEFF BUCKLEY - Grace (Columbia 1994) Hot
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