Mettendo insieme una manciata di elementi ben riconoscibili (gli arpeggi dei Byrds, la natura agrodolce di gruppi come Big Star, un orecchio attento agli spigoli di certi suoni più “estremi”), i Teenage Fanclub riescono a fonderli in un tutt’uno personale e di forte impatto. Questa ispirazione complessa ha portato il gruppo a guadagnare negli anni i plausi entusiasti di una comunità agguerritissima di fan che conta tra le sue fila anche nomi di assoluto rilievo (Nick Hornby, Kurt Cobain, i Sonic Youth). L’apice della oramai ultradecennale carriera del gruppo è costituito (ma si potrebbe discutere) dalle cristalline composizioni di “Grand Prix”; un disco capace di cullare l’ascoltatore senza mai perdere tensione e consistenza. Canzoni come Neil Jung, About You e Sparky’s Dream (frutto come sempre della penna di tre autori) riescono a definire egregiamente un’ipotesi di musica romantica e diretta che mai risulta mielosa o scontata. Gli arpeggi delle chitarre e le armonie vocali dei protagonisti vivono di quella “classicità” senza tempo che è anche il marchio di fabbrica delle grandi ballate. Il fatto che i Teenage Fanclub non abbiano mai raggiunto come tanti gruppi coevi il successo con la S maiuscola, dimostra semplicemente che le belle canzoni, di quel Successo, non sempre hanno bisogno. (Marco Sideri)





