Sabato 13 agosto, presso il Bar Centrale di Moneglia (GE), i fortunati presenti hanno potuto godere del concerto, davvero splendido, del gruppo di Nando de Luca, un vero grande della storia musicale italiana. Pianista di fama internazionale, arrangiatore raffinato (suo è quello di Azzurro, per Adriano Celentano), autore di autentici 'evergreen' della musica leggera italiana (Viola, Straordinariamente, Storia d'amore), responsabile d'una quindicina di colonne sonore (su tutte, Romanzo popolare di M. Monicelli), collaboratore di Mina (in occasione delle sue ultime esibizioni alla Bussola di Viareggio e tutt'ora), de Luca ha interpretato in chiave soft-jazz un vasto repertorio di standards americani e di brani da music-hall (Gershwin, Porter, Waller, Berlin, Ellington, Bernstein). Ha fatto scoprire, ed in certi casi riscoprire, al nutritissimo pubblico presente pezzi che sono storia: da West Side Story sino a Besame Mucho, da Metti una sera a cena – composta da Morricone, interpretata anche da Milva – ad Una carezza in un pugno (di cui Nando ha scritto melodia ed arrangiamento), passando per Astor Piazzolla, la bossa nova e il jazz statunitense (lui che ha suonato, nella sua carriera, con Joe Venuti, Stephane Grappelli, Toots Thielemans, Lee Konitz e Tony Scott). La sintonia con il pubblico è stata immediata, come de Luca da sempre vuole, alla ricerca costante di comunicazione e scambio tra chi è esecutore e chi è fruitore della musica, qualunque essa sia. Il linguaggio jazzistico ha significato e coinvolgimento e libertà d'espressione: la tecnica si è posta da subito al servizio della ri-creazione e della ricerca cromatica. I tasti del piano a coda di Nando hanno riempito lo spazio con note davvero luminose e pregne di calore. Nessun esibizionismo: al contrario, il virtuosismo ha sposato emozione e divertimento. Di tutti: di chi suonava e di chi ascoltava, rapito e trasportato sin dentro il materiale eseguito. Ad accompagnare il pianista milanese, una formazione affiatatissima, con una eccellente sezione ritmica ed il figlio Lenny (piano elettrico e tastiere). Originale, immediato e versatile il loro dialogo, sempre attento all'armonizzazione e ad un tocco delicato ed aggressivo insieme. Menzione speciale per il batterista Paolo Pellegatti: una macchina ritmica, impeccabile, divertita e divertente nello stesso tempo. Con il cuore e la mente rivolti a Elvin Jones, Ginger Baker e Tony Williams, Paolo ha vivacizzato, con potenza e fantasia, una serata difficilmente dimenticabile. Il quartetto di Nando de Luca ha terminato il proprio set tra applausi ed entusiasmo: un raggio di stile, tra jazz e canzone, nel cielo di una notte estiva. (Davide Arecco)
Jazz sotto le stelle con il quartetto di Nando de Luca
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Sabato 13 agosto, presso il Bar Centrale di Moneglia (GE), i fortunati presenti hanno potuto godere del concerto, davvero splendido, del gruppo di Nando de Luca, un vero grande della storia musicale italiana. Pianista di fama internazionale, arrangiatore raffinato (suo è quello di Azzurro, per Adriano Celentano), autore di autentici 'evergreen' della musica leggera italiana (Viola, Straordinariamente, Storia d'amore), responsabile d'una quindicina di colonne sonore (su tutte, Romanzo popolare di M. Monicelli), collaboratore di Mina (in occasione delle sue ultime esibizioni alla Bussola di Viareggio e tutt'ora), de Luca ha interpretato in chiave soft-jazz un vasto repertorio di standards americani e di brani da music-hall (Gershwin, Porter, Waller, Berlin, Ellington, Bernstein). Ha fatto scoprire, ed in certi casi riscoprire, al nutritissimo pubblico presente pezzi che sono storia: da West Side Story sino a Besame Mucho, da Metti una sera a cena – composta da Morricone, interpretata anche da Milva – ad Una carezza in un pugno (di cui Nando ha scritto melodia ed arrangiamento), passando per Astor Piazzolla, la bossa nova e il jazz statunitense (lui che ha suonato, nella sua carriera, con Joe Venuti, Stephane Grappelli, Toots Thielemans, Lee Konitz e Tony Scott). La sintonia con il pubblico è stata immediata, come de Luca da sempre vuole, alla ricerca costante di comunicazione e scambio tra chi è esecutore e chi è fruitore della musica, qualunque essa sia. Il linguaggio jazzistico ha significato e coinvolgimento e libertà d'espressione: la tecnica si è posta da subito al servizio della ri-creazione e della ricerca cromatica. I tasti del piano a coda di Nando hanno riempito lo spazio con note davvero luminose e pregne di calore. Nessun esibizionismo: al contrario, il virtuosismo ha sposato emozione e divertimento. Di tutti: di chi suonava e di chi ascoltava, rapito e trasportato sin dentro il materiale eseguito. Ad accompagnare il pianista milanese, una formazione affiatatissima, con una eccellente sezione ritmica ed il figlio Lenny (piano elettrico e tastiere). Originale, immediato e versatile il loro dialogo, sempre attento all'armonizzazione e ad un tocco delicato ed aggressivo insieme. Menzione speciale per il batterista Paolo Pellegatti: una macchina ritmica, impeccabile, divertita e divertente nello stesso tempo. Con il cuore e la mente rivolti a Elvin Jones, Ginger Baker e Tony Williams, Paolo ha vivacizzato, con potenza e fantasia, una serata difficilmente dimenticabile. Il quartetto di Nando de Luca ha terminato il proprio set tra applausi ed entusiasmo: un raggio di stile, tra jazz e canzone, nel cielo di una notte estiva. (Davide Arecco)Recensione Utenti
Opinioni inserite: 1
Jazz sotto le stelle con il quartetto di Nando de Luca
2011-08-23 13:32:30
Davide Arecco
Opinione inserita da Davide Arecco 23 Agosto, 2011
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Opinione inserita da Davide Arecco 23 Agosto, 2011
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