Pochi esordi appaiono controversi come quello del ventiduenne londinese James Blake. La sua ascesa si avvia nel 2009, quando comincia a sfornare EP che si fanno notare per la maestria con la quale campiona suoni elettronici; il genere di riferimento è il dubstep, spogliato tuttavia dei connotati dance più tradizionali. Poi, verso la fine dello scorso anno, appare il singolo Limit To Your Love, cover irriconoscibile e bellissima di Feist, nella quale il cantato aggiunge una nuova dimensione. L'omonimo LP d'esordio ha già diviso la critica: prodigio o hype? Suoni minimalisti, atmosfera, elettronica applicata in primo luogo alla sua voce attraverso un uso innovativo dell'auto-tune, che raggiunge il vertice in To Care (Like You). Ma al di là di questo, Blake mostra anche capacità melodiche e compositive di tutto rispetto. Se proprio si deve scegliere, vada per il prodigio. (Marina Montesano)
vedi sotto video










