Radio Disco Club 65

That's Folk! di Fausto Meirana

Christy Moore - Smoke And Strong Whiskey. Buon pomeriggio a tutti da Fausto Meirana. L'appuntamento odierno di questo excursus nella musica più o meno acustica che ho chiamato That's Folk! è totalmente dedicato ai folksinger e cantautori irlandesi, in un tentativo di mantenere un tema per ogni puntata. Un vero monumento, in questa categoria, è Christy Moore; questo brano sa d'Irlanda, e di whiskey (quello con la e).


Paul Brady - (no title). Il riferimento al pub nel brano precedente ci porta ad un brano registrato nel luogo per eccellenza della convivialità irlandese. Il brano di Paul Brady (che non sono riuscito a riconoscere e quindi rimane senza titolo) è registrato a Doyle's Pub di Dublino, e fa parte di piccolo documentario su Brady, che mostra affascinanti istantanee di Dublino nella neve.


Freddie White - The Parting Glass. Restiamo nella "drinking zone".Una delle più eseguite canzoni irlandese, di quelle che fanno commuovere alla prima nota, è certamente il canto di commiato di The Parting Glass (Riempitemi il bicchiere dell'addio e che la gioia sia con tutti voi!)


Swell Season - Into The Mystic. Collegando il prossimo brano all'eclettismo di Freddie White, ecco un altro irlandese cui piace rendere omaggio ai conterranei e alla sua patria. Il rosso Glen Hansard (qui nella versione Swell Season, il duo con Marketa Irglova) fa suo un classico di Van Morrison come Into The Mystic


Mike Scott & Steve Wickham - That's Folk! continua con una bella performance di un artista che non viene dall'Irlanda, ma ha dedicato alcuni dischi alla musica e alla poesia irlandese. Fisherman's Blues e An Appointment With Mr. Yeats sono due chiari tributi all'isola di smeraldo; dal primo di questi ascoltiamo quindi Fisherman's Blues.


Villagers - Courage. Adesso è l'ora di un interessante giovane cantautore, Conor O'Brien, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Villagers. Le sue canzoni, delicate ma intense, formano ormai un corpus piuttosto solido nell'ambito non così ampio dei cantautori dell'isola, in pieno contrasto lo sporadico Damien Rice, e il discontinuo Glen Hansard. Di seguito una bella versione dal vivo in un carcere (!) accompagnata dallo strumento nazionale irlandese.


Damien Rice - Delicate. Beh, visto che lo abbiamo nominato sottolineando la sua sporadicità nello scrivere canzoni e pubblicare dischi,ascoltiamo ora Damien Rice. Contrariamente ai dischi, i video che si trovano in rete sono veramente molti, con alcuni concerti interi molto interessanti. Da una di queste session, che risale al suo primo album "O", ascoltiamo uno dei suoi migliori brani, Delicate.


La puntata di oggi di That's Folk! sta per finire, vi ricordo il nome del curatore di questa tracklist, Fausto Meirana, che, divagando divagando, vi propone in chiusura un folksinger irlandese d'eccezione, che risulta un po' improvvisato e nervoso in questa breve esibizione. Curiosi? Lui si chiama Paul Hewson e, come Jack Frusciante, è provvisoriamente uscito dal gruppo... Radio Discoclub65 continua alle 15 con l'ora del deficiente e Dario Gaggero. Alla prossima.

 

 

L'ora dell'ignoranza di Diego Curcio

Per la seconda puntata consecutiva metto gli Screeching Weasel, ma solo perché in "Boogadaboogadaboogada" del 1988 hanno scritto un pezzo magistrale e ignorantissimo contro i Led Zeppelin, una band che sopporto con estrema fatica (ricordo ancora la sorpresa nello scoprire che Dario è un loro superfan).



Visto che in questi giorni mi sto attirando l'antipatia di quasi tutti i miei amici su Facebook (ho iniziato a publbicare le copertina dei 10 dischi che piacciono a quasi tutti e io considero una ciofeca), ho deciso di portare un po' di astio e cattiveria anche qui, all'Ora dell'ignoranza. Quindi per la solita mezzoretta di tempo eccovi le canzoni che alcune band o musicisti hanno scritto contro "colleghi" o generi musicali. Iniziamo con un inno: "1977" dei Clash. Un brano che contiene tutto lo spirito del primo punk, che voleva fare piazza pulita di ciò che c'era stato prima. E quindi, come dice il ritornello: "No Elvis, Beatles or The Rolling Stones in 1977!".



I Goldfinger sono una band pop-punk con qualche venatura ska che andava forte a fine Novanta primi 2000. Non sono mai stato un loro fan sfegatato, ma erano comunque (o forse lo sono ancora) un gruppetto divertente. Qui sfaculano il chitarrista Ted Nugent, soprattutto per via delle sue idee politiche e per il suo sostegno alle armi da fuoco. Il titolo è senza appello "Fuck Ted Nugent" abbreviato in "FTN".



Questa canzone è un po' al limite. Prende per i fondelli i Pink Floyd, ma soprattutto i loro fan (che forse sono pure peggio della band). So che con questa puntata mi sto inimicando Gian e tutti i clienti di Disco Club, quindi se sarà l'ultima sappiate, cari ascoltatori, che vi ho voluto bene (qualche volta). Questi sono i Pitura Freska con "Pin Floi" e il brano parla del "mitico" concerto della band inglese a Venezia...



Sono tutte corte ste belin di canzoni "contro" (a parte i Pitura Freska). Anche questa dura meno di 2 minuti ed è "Disco sucks" dei DOA, mitica band canadese a cui, dice la leggenda, si deve l'utilizzo del termine hardcore per la musica punk più veloce e dura. La disco music invece non piace (quasi) a nessuno, direi. Anche se quella dell'epoca in cui è stato scritto il pezzo (1978) era meglio di quella attuale.



Dopo aver messo i Pitura Freska che fanno ska ecco un bel pezzo dei Propagandhi contro lo ska, "Ska sucks" (che fantasia). Il brano fa parte del primo e bellissimo album della band canadese (anche loro come i DOA), "How to clean everything" del 1993. Avevo letto in un'intervista che la canzone più che contro il revival ska era una presa per il culo dei naziskin di Winnipeg (citta dei Propagandhi), che ascoltavano ska, pur essendo dei fottuti razzisti.



E visto che mi piace essere contraddittorio fino in fondo dopo aver postato un brano degli Screeching Weasel eccone uno che li insulta o, più che altro, attacca Ben Weasel, oggi unico componente superstite e deus ex machina della band. Oltreché per il già citato caso della fan malmenata durante un concerto (ne ho parlato la scorsa puntata), Ben si è distinto in questi anni per alcune posizioni assurde, conservatrici e retrive che non sono andate giù a molte persone (me compreso). E cosi anche la scena pop-punk, che musicalmente deve molto agli SW, ha deciso di ribellarsi e per bocca dei texani Capitalist Kids del mii amico Jeff ha "dissato" Ben con questa "Weasel".



Non so se si tratti di uno scherzo bonario o di uno sfanculamento vero e proprio, ma in questo pezzo del 1998 da "Punk rock confidential" i Queers se la prendono con i Rancid. All'epoca non c'erano i social network e non so se ci sia mai stato un chiarimento o un litigio fra questi due gruppi. Io mi limito a dire che li ascolto entrambi, ma se dovessi scegliere punterei tutto sui Rancid, viste anche le recenti uscite di Joe King, cantante dei Queers. Detto questo non riesco a non ascoltare almeno tre o quattro volte all'anno "Love songs for retarded".



Anche i Clash, che hanno aperto la puntata, finiscono nel mirino di qualcuno "più punk" di loro. Parlo naturalmente dei Crass che, in "Punk is dead", li accusano apertamente di essersi venduti dopo aver firmato per una major e li definiscono spazzatura. Per anni, a causa di questo pezzo, ho escluso i Crass dai miei ascolti. Ma ero un ragazzino confuso (oggi sono un adulto confuso) che non tollerava alcun attacco alla sua band preferita. Poi per fortuna ho capito che il mio era un atteggiamento stupido e che i Crass, in parte, avevano ragione. Detto questo i Clash restano uno dei miei gurppi della vita. Molto più dei Crass.



L'ultimo pezzo (anche sta volta sono stato rapido e indolore, visto?) è di una band che non conosco. Un gruppettino pop-punk direi. Ho trovato il brano cercando banalmente qualcosa contro Bob Dylan, solo per fare incazzare un altro po' di gente e precludermi definitivamente il futuro su questa pagina. Loro sono gli Scrubs e questa è "I hate Bob Dylan". Alla prossima (forse...).


Visto che sono andato corto, come al solito, ecco una bonus track dei Minutemen...

 

Oh Girls di Ida Tiberio

Bittersweet voices


Linda Ronstad, da Tucson, Arizona: bellezza in miniatura e voce incantevole. Linda è una figura di primo piano della canzone d'autore country-rock (se proprio vogliamo etichettare ciò che etichettabile non è). Anche lei, come la maggior parte delle "girls" già ascoltate si appassiona alla musica nella prima adolescenza e ben presto abbandona il ranch di famiglia per raggiungere la mitica California. E proprio a Los Angeles prende il via una carriera discografica decisamente fortunata. L'incontro con artisti come J.S Southern, Emmylou Harris, Lowell George e il contratto con la Asylum Record di David Geffen sono decisivi. Tra collaborazioni importanti e album di successo, Linda suona, interpreta cover, compone e riceve numerosi riconoscimenti fino a quando una malattia subdola e devastante (il Morbo di Parkinson) non la costringerà ad abbandonare il palco. E gli studi di registrazione

Nei primi anni settanta Emmylou Harris si esibisce nei locali di New York e della costa ovest con un gruppo country. Chris Hillaman assiste ad un loro concerto e ne resta ben impressionato. Soprattutto (neanche a dirlo) dalla cantante e chitarrista Emmylou Harris. La ragazza è bellissima ed ha una voce splendida. Chris la segnala all' amico, ed ex "bandmate" dei Flying Burrito Brothers, Gram Parsons che è alla ricerca di una voce femminile per il suo album GP. La collaborazione dà risultati eccellenti ma è destinata a interrompersi molto, troppo presto. Gram Parsons muore di overdose quando Grievous Angel (album memorabile) non è ancora stato pubblicato. Emmylou diventa una delle figure più significative della musica americana. Quella senza steccati: dal country al pop, sempre con un'invidiabile classe e un grande talento



Rickie Lee Jones. Appoggiata al cofano di una macchina mentre Tom Waits incombe su di lei, sregolato e geniale come solo lui sa essere. Lei è una bella e irrequieta ragazza di Chicago e lui è il suo, già celebre, compagno di vita e scorribande notturne. La retrocopertina di Blue Valentine, cristallizza una strada di Los Angeles all'insegna dei bar aperti fino all'alba e delle luci che tracciano il cammino degli irriducibili vagabondi della notte. Ricki non si limita a condividere con Tom la passione per le "small hours", l'alcol e la musica. Ben presto sviluppa una personalità artistica autonoma e forte e diventa una protagonista di primo piano della scena musicale. La sua voce irregolare e avvincente piace ai boss della Warner. Il primo album di Rickie Lee Jones viene pubblicato nel '79 ed è un successo. La carriera di Rickie Lee Jones, ormai affrancata dalla personalità di Tom, prende il via.

Aspetto delicato e gentile, voce dolce ma tutt'altro che stucchevole, Nicolette Larson deve soprattutto a Neil Young, che intuisce le potenzialità artistiche della ragazza, la sua popolarità. Autrice di album di un certo successo, vocalist apprezzata e molto richiesta, attrice, Nicolette Larson muore a solo 45 anni. Per Graham Nash " è un giorno tristissimo per la musica americana".
Ed è fuor di dubbio che questa sia un'opinione ampiamente condivisa.


Ed ecco all'ormai consueto angolo dei ricordi. Un salto all'indietro di 35 (ahimé 35!) anni. La qui presente si trova a New York e trascina due malcapitate amiche in un laicissimo pellegrinaggio nei sacri luoghi della musica. Prima tappa, il luogo di culto più importante: il Folk City, nel cuore del West Village. Laddove, a partire dagli anni sessanta, si è scritta una pagina decisiva della storia della musica americana, una locandina del Village Voice introduce il prossimo concerto.
Si tratta di una certa Suzanne Vega, giovane californiana trapiantata a New York. Il Voice la descrive come una potenziale erede di Joni Mitchell. Tanto basta perché io decida di procurarmi il biglietto. La sera dopo, l'ingresso nel Tempio. E sul piccolo palco sale una ragazza bionda e minuta. Ha una voce bellissima e un'atteggiamento timido e delicato. Pochi mesi dopo, Suzanne Vega pubblica il suo primo album, seguito a breve distanza da Solitude Standing. E Marlene on the Wall, Luka e Tom's Dinner diventano dei classici del songwriting d'oltre oceano.


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