Radio Disco Club 65

Coverlandia di Gian

I gruppi beat italiani degli anni sessanta sono stati sicuramente quelli più avvantaggiati dal fenomeno cover. Hanno preso da un po' tutti i gruppi inglesi, americani e anche australiani per fare le versioni italiane e scalare le classifiche di vendita.
Il gruppo più famoso (e giustamente) all'epoca era l'Equipe 84 e veramente loro hanno coverizzato di tutto dai Rolling Stones a Elton John, passando per gli immancabili Bee Gees. Ecco partiamo da questi con "Pomeriggio ore 6".


L'originale dei fratelli australiani era più lenta "Marley Purt Drive", del resto il testo non parlava di un'avventura pomeridiana adolescenziale, ma ripeteva "Con quindici bambini e una famiglia in difficoltà, devo andare a fare una gita domenicale" e concludeva che i bambini erano diventati 35 (ha fatto il carico da un orfanotrofio). A proposito di questo pezzo, è tratto sa Odessa del 1969, un capolavoro.


Un altro gruppo che deve il suo maggior successo a una cover sono i Corvi. "Sono un ragazzo di strada" la conoscono tutti anche adesso (originale dei Brogues), ma anche questa era una bella versione di un pezzo famoso nel 1967, "Sospesa a un filo".



L'originale era degli Electric Prunes, gruppo garage/psichedelico statunitense, questa la loro "I Had Too Much To Dream Last Night"



Torniamo all'Equipe, dall'Australia passano alla California con "Sei già di un altro" del 1965.



Quale poteva essere il gruppo californiano più famoso nel 1964? Ovviamente quello dei fratelli Wilson, i Beach Boys e la loro "Don' Worry Baby".



I Quelli non avevano avuto grandi successi in quegli anni, però poco dopo sono diventati famosissimi come Premiata Forneria Marconi. In questa "Per vivere insieme" unico vero successo tra l'altro alla voce c'era un altro che divenne famoso in un altro campo Teo Teocoli.



L'originale dello stesso anno, 1967, era cantato dai Turtles che abbiamo già incontrato nella prima puntata parlando di "Scende la pioggia" di Morandi. Due di loro, Kaylan e Volman, per anni suonarono con Frank Zappa con lo pseudonimo di "The Phlorescent Leech & Eddie". Questo l'originale "Happy Together".



Con l'Equipe torniamo in Europa, nemmeno i Rolling Stones si sottraggono alle loro coverizzazioni. Nel 1964 fanno "Quel chi ti ho dato".



Originale dei Rolling "Tell me" dal loro primo album del 1964.



Nel 1968 i Corvi cercavano un biglietto d'aereo perché avevano ricevuto una lettera, lo avranno trovato? "Datemi un biglietto d'aereo"



La lettera era partita l'anno prima da Memphis l'aveva imbucata Alex Chilton con i suoi Box Tops: "The Letter".



Ultimo pezzo dell'Equipe, sempre dall'Inghilterra. Questo è una sorpresa. E' del 1968 e non me la ricordavo proprio, "Un anno"-



Sorprendente perché l'originale non era di un gruppo da 45giri, i Traffic di Steve Winwood con "No Face, No Name, No Number".



E concludiamo ancora con i Quelli. Nel 1969 un anno prima di sciogliersi hanno ancora un mezzo successo con "Dici", Teocoli non c'è più e Mussida, Di Cioccio, Premoli e Piazza si preparano per il grande passaggio alla P.F.M.



Thomas David "Tommy" Roe è un cantautore e musicista statunitense. Ha azzeccato solo due successi, "Sheila" nel 1963 e, appunto, "Dizy" nel 1969.



Finito, vado come al solito a leggere. Con i Meridiani di Buzzati mi sono portato avanti. Finiti i romanzi dono alle prese con i sessanta racconti. A proposito dell'ultimo romanzo della raccolta mi ha fatto scoprire un Buzzati diverso, sia per il genere, vedi il titolo "La famosa invasione degli orsi in Sicilia", sia perché lo ha illustrato l'autore stesso (vedi foto). Buona notte.

buzzati

 

La musica di Antonio fra Acqua Santa e Demonio di Antonio Vivaldi

Edizione della Domenica delle Palme per la "Musica di Antonio fra acqua santa e demonio". Data la giornata sarebbe auspicabile una prevalenza di acqua santa, ma chissà... Come di consueto la scaletta prevede cinque pezzi tratti da album di recente uscita (inclusa una ristampa) e una conclusione affidata al solito pezzo che non c'entra nulla. Intanto la sigla.


MARIA McKEE – PAGE OF CUPS

Per cominciare rubiamo un'idea alla puntata odierna di Oh, Girls di Ida Tiberio. Maria McKee fu negli anni '80 la cantante dei Lone Justice, interessante gruppo definibile come country FM (buone canzoni ma produzione troppo anni '80, appunto). McKee ha poi avuto da solista una carriera di discrete soddisfazioni che conosce oggi uno dei suoi momenti migliori con La Vita Nuova, album dai toni possenti e dagli arrangiamenti sontuosi. Questa Page Of Cups farà impazzire i fan di Sandy Denny e Fotheringay.

P.S. Curioso che La Vita Nuova sia il titolo di un disco pressoché contemporaneo di Christine & The Queens.


THE THIRD MIND - MORNING DEW

Poiché il Caro Leader di Discoclub Giancarlo Balduzzi ha annunciato che quello dei The Third Mind sarà il suo disco del 2020, per pura captatio benevolentiae anche in questa puntata proponiamo un brano del supergruppo psych guidato da Dave Alvin. Il pezzo è la post-apocalittica Morning Dew della folk-singer anni '60 Bonnie Dobson e rifatta da Tim Rose, Grateful Dead e milioni di altri.

 

LANKUM – THE WILD ROVER

Un irriverente inno alla vita scapestrata scanzonato inno (cantato anche dai Dubliners e dai Pogues) diventa qui una lenta e struggente meditazione sugli errori di una vita. The Livelong Day degli irlandesi Lankum è stato uno dei molti bei dischi folk usciti nel 2019, a testimonianza di un ritorno di creatività in un settore che pareva un po' in stasi.


MARCO ROVELLI – CUORE DI TENEBRA

Dopo l'ormai lontana esperienza con gli Anarchistes, Marco Rovelli ha avuto una notevole carriera solista tra folk e rock d'autore. Il suo recente album Portami al confine mostra un suono più duro rispetto al passato, diciamo tra CSI e Thin White Rope. Cuore di tenebra racconta la dimensione più tragica del XX secolo con grande capacità di sintesi storica e lirica.


ERIC BURDON & THE ANIMALS – SAN FRANCISCAN NIGHTS

Di pochi mesi fa è la pubblicazione di When I Was Young – The MGM Recordings 1967 – 1968, cofanetto contenente gli album incisi da Eric Burdon insieme ai 'nuovi' Animals, quelli dal suono psichedelico e molto più americano rispetto al passato. San Franciscan Nights è un ingenuo, struggente tributo alla San Francisco della "summer of love", qui in una versione dove gli strumenti dovrebbero essere in playback mentre la voce sembra dal vivo.


POPOL VUH – KING MINOS

Come al solito il diavolo sembra aver prevalso sull'acqua santa anche nella Domenica delle Palme. Così, per riequilibrare un po' la situazione, ecco che il pezzo fuori sincrono con gli altri è affidato ai Popol Vuh e al loro afflato mistico. Ma un momento... Re Minosse è una figura della mitologia pagana! Mi sa che anche stavolta vince a mani basse il Maligno. Un sulfureo saluto da Antonio Vivaldi e Radio Discoclub65.

 

That's Folk! di Fausto Meirana

Buon pomeriggio da Fausto Meirana e Radio Discoclub65; la domenica di That's Folk! (ovvero uomini con la chitarra, più o meno acustici) sarà dedicata a quegli artisti che, come Jack Frusciante, sono "usciti dal gruppo". Magari meno pressati dalle dinamiche crudeli di una band di successo, hanno intrapreso strade nuove, spesso imbracciando una chitarra acustica. Cominciamo con John Fogerty (Creedence Clearwater Revival) con una versione "raw" della celeberrima Proud Mary.


Considerando C.S.N.&Y un gruppo e non una forzata convivenza di artisti dalla forte personalità (chiamiamola così) estraiamo dal gruppo il membro più gregario e solido; Stephen Stills, nel disco Dejà Vu si ritagliava, a forza di spallate, uno spazio solitario con questa bella e sottovalutata autobiografia acustica: 4+20


 

I Traffic sono stati un gruppo discretamente incasinato; cambi di formazione, direzione artistica eclettica ed incerta tra folk-rock, psichedelia e prog. Il deus ex-machina del gruppo era certamente Steve Winwood, ex ragazzo prodigio con lo Spencer Davis Group e, dopo i Traffic, solista di successo ma di alternata qualità. In questa John Barleycorn (Must Die) piuttosto recente, Winwood mostra le sue eccellenti doti di folksinger dalle tinte soul.



Forse schiacciato dall'enorme successo planetario dei Dire Straits, o stanco di vedersi con la bandana legata al testone, Mark Knopfler si è liberato del gruppo, percorrendo una felice carriera tra colonne sonore, omaggi al country e dischi solisti di buona foggia. Ma non ha potuto rinunciare a proporre versioni aggiornate dei suoi passati successi, come la bellissima Romeo And Juliet.



That's Folk! si occupa ora di uno che dal gruppo ci è uscito tanti, tanti anni fa. Dopo lo scioglimento dei Beatles la sua produzione artistica è stata debordante e spesso deludente. Quando però Paul McCartney indovina una melodia è molto difficile scrollarsela di dosso (si pensi a My Love, Picasso's Last Words o Another Day). In tempi recenti ha scritto questa Jenny Wren, autocitandosi un po' (ma chi se ne frega, dirà lui!). P.S. la canzone inizia a circa due minuti dall'inizio del video, prima Paul ci spiega come si fa



Per molti anni sarebbe stato difficile immaginare Bruce Springsteen senza dietro il boato della numerosa E-Street Band. Con Nebraska, invece, Springsteen dimostrò di avere il polso per proporsi come folksinger. Anche se non sempre centrano l'obiettivo, versioni acustiche dei suoi brani si trovano un po' dappertutto e il suo tour acustico ai tempi di Devils And Dust fu sensazionale. Qui ascoltiamo, sperando sia di buon auspicio, una The Rising acustica dal programma VH1 Storytellers.



In questa puntata domenicale, mi piace inserire questa canzone, pigra e presuntuosa, di Sting; ne ho sempre apprezzato il molle andamento folk e il riferimento ai campi d'oro d'Inghilterra (o forse della Toscana). Il passato ingombrante con i Police è ormai lontanissimo e il mostruoso successo da solista, unito ad un'immagine pubblica piuttosto imponente ne fanno un fenomeno difficile da spiegare, ma forse è solo invidia... Fields Of Gold.



Mi costituisco, i Pearl Jam sono per me un gruppo insopportabile, inutilmente rumoroso, con un grande seguito che mi è incomprensibile. Ma è un problema mio, lo ammetto; al contrario, questo brano di Eddie Vedder, tratto dalla colonna sonora di Into The Wild, mi sembra veramente riuscito, con o senza le immagini del film. Guaranteed.



Questa puntata di That's Folk! della domenica finisce qui. La telenovela acrimoniosa degli Oasis è infine terminata con lo scioglimento del gruppo. Nella carriera solista dei dei due litigiosi leader mi è sempre sembrato superiore il vecchio Noel: qui in acustico con The Dying Of The Light. Buona serata da Fausto Meirana, restate qui con la trasmissione di Antonio che inizierà alle 16. A presto.


 

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