Radio Disco Club 65
| 09 Aprile 2020
Blue Morning di Dario Gaggero.
Buongiorno a tutti e bentornati a una nuova puntata di 'Blue Morning'.
A farvi da guida in questo tortuoso viaggio tra i meandri della musica nera ci sono sempre io, Dario Gaggero.
Oggi cominciamo con un artista più volte menzionato su queste pagine: Little Richard!
Invece di stordirvi immediatamente con uno dei suoi rock'n'roll al fulmicotone ho optato per un brano che mettesse in evidenza le sue radici rhythm and blues. Eccovi 'Baby',dal suo primo LP 'Here's Little Richard'.
La Paul Butterfield Blues Band è stata una delle prime band di blues statunitensi a integrare musicisti neri nel suo organico e ad affermarsi nel circuito legato ai festival folk (accompagnarono Bob Dylan al Newport Folk Festival), partecipando in seguito ai grandi raduni rock della fine degli anni '60.
Qui li ascoltiamo in una 'Driftin' Blues' dal vivo al festival di Monterey (1967)
Deitra Farr è una cantante blues di Chicago che si è imposta come solista dopo un paio di album come vocalist dei Mississippi Heat e tiene regolarmente una rubrica sulla storica rivista 'Living Blues'.
Questa 'Bad Company' è tratta dal suo primo album, 'The Search is Over', pubblicato dall'inglese JSP nel 1997.
Nonostante fosse un valido contemporaneo di leggende come Professor Longhair e Fats Domino, l'artista noto solo come Archibald (vero nome Leon Gross) rimase celebre soltanto per poche incisioni dei primi anni '50 (tra le quali una celebre 'Stack-O-Lee') e – ahilui – mancò completamente il revival blues e rock'n'roll degli anni '70 e '80 rimanendo confinato nella sua New Orleans sino alla prematura scomparsa. Peccato.
Questa è la sua 'Shake Shake Baby'
Baby Face Leroy faceva parte della 'nuova generazione' del blues di Chicago alla fine degli anni '40/primi anni '50 insieme a Muddy Waters, Sunnyland Slim e Little Walter.
Questa sua versione di 'Rollin' and Tumblin' (originariamente divisa in due facciate) che lo vede impegnato alla voce e batteria accompagnato proprio da Muddy Waters alla chitarra e Little Walter all'armonica ebbe un effetto quantomeno bizzarro sulla sua carriera: la slide di Muddy era talmente incisiva e dominante nel brano che convinse Leonard Chess ad offrirgli un contratto in esclusiva e a reincidere il pezzo, affossando così la versione (e la carriera) del povero Baby Face.
Sottovalutato artista di gospel contemporaneo (è mancato negli anni '90) Willie Banks riuscì a portare la vocalità potente e sofferta di certi canti religiosi neri in un contesto più moderno, sfruttando uno stile drammatico non privo a volte di sfumature blues e country. Qui lo ascoltiamo in un brano tratto dall'album 'In the name of Jesus' (1983).
Sapete che se non metto almeno un pezzo scemo non sono contento...
Oggi ho scelto i Rivingtons, che i più informati di voi ricorderanno per la versione originale di 'Papa-oom-mow-mow'.
Questa è IL SEGUITO, l'imperdibile 'Mama-oom-mow-mow'.
Salutato e celebrato come raffinato interprete di blues di concezione moderna all'epoca dell'uscita del suo quarto album 'Strong Persuader' (1986) il nome di Robert Cray è oggi paradossalmente legato in maniera quasi negativa ai successi di quella decade, almeno agli occhi di certi puristi del blues.
Credo che, alla tara della produzione artistica invecchiata piuttosto male di certi suoi album, ci troviamo di fronte ad un artista dalle doti espressive non comuni, come evidenzia questa sua 'Times Makes Two'.
E voi cosa ne pensate?
James Cotton ha suonato l'armonica a fianco dei più grandi esponenti del Chicago blues di tutti i tempi (Muddy Waters e Howlin' Wolf, tanto per fare due nomi) suonando anche come leader di una sua band a partire dalla fine degli anni '60.
Nel tentativo di adeguarsi ai trend correnti ha spesso alternato album impregnati di soul e funk e ritorni al blues più 'classico', magari al fianco di qualche vecchio socio (suona ad esempio nel seminale 'Hard Again' di Muddy Waters del 1977).
Questa 'Superharp' è tratta dall'album 'High Compression' (1984)
Per lo spazio del blues italiano vi parlerò oggi di Cek Franceschetti. Attivo sia come one man band che come membro di formazioni più allargate - ha calcato palchi internazionali in trio, ad esempio - ha nell'ipnotico suono della slide e nell'espressività vocale (oltre che nella caratteristica presenza scenica) le sue armi vincenti.
Eccovi il video della sua 'Hell's Kitchen', dall'ultimo 'Blues Tricks' (2018)
Dopo un inizio di carriera piuttosto in sordina (un paio di singoli su Chess nella seconda metà degli anni '60 e diverse session rimaste inedite all'epoca) Barbara Carr incontrò il favore di pubblico e critica con una serie di singoli registrati negli anni '80 ai famosi Muscle Shoals Studios – in seguito raccolti nell'album 'Good Woman Go Bad'.
Eccovi la sua 'Messin' with my mind':
Vi lascio con un pezzo di un altro artista che – come Little Richard in apertura – abbiamo spesso citato ma mai postato: un baffuto e atletico James Brown in Zaire nel 1974, nel bel mezzo della 'Rumble in the Jungle' di Ali vs. Foreman.
Alla prossima puntata,
Dario.
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