Ogni invenzione (da Topolino alla Coca Cola alla fusione fredda a Facebook) si porta dietro ombre e domande. Chi ha avuto l’idea? Chi l’ha rubata a chi? In musica la faccenda è ancora più complicata. Non è dato sapere da dove vengano, veramente, le intuizioni che, magari anni dopo, sono sbocciate in generi (e successi). Si può solo ipotizzare. È certo, ad esempio, che oggigiorno la fusione tra blues/soul e punk/rock vada per la maggiore (chiedete ai Black Keys/Jack White). Pensate com’è arrabbiato Jon Spencer che, con la Blues Explosion, quella roba la fa da vent’anni e passa. Comunque, Meat + Bone è un ritorno se non alle origini certo a prima di svolte pop (Plastic Fang, 2002) e sperimentali (Damage, 2004). È un disco sporco e sudato, chitarre gracchianti, ritmi furiosi o fangosi, voce che invoca più che cantare. È la vecchia guardia che scalcia. (Marco Sideri)







