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Inviato da Marco Sideri 03 Ottobre, 2012
Opinione inserita da Elena Colombo 06 Ottobre, 2012
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JON SPENCER BLUES EXPLOSION - Meat & Bone
La parentesi Heavy Trash ha giovato a Jon Spencer che, dopo Damage (del lontano 2004) ci regala un altro disco da far girare a ripetizione nel lettore di tutti gli amanti del buon garage nudo e crudo. L’antologia retrospettiva Dirty Shirt Rock ‘n’ Roll aveva riportato i fan nei ruggenti anni Novanta e questo nuovo Meat & Bone si mantiene su quella linea con dodici canzoni che arrivano dall’anima più viscerale del blues e strizzano l’occhio a mostri sacri come gli ZZ Top. La citazione “desertica” sembrerebbe palese nel frequente uso della radio come intro dei pezzi, nello stile di Songs for the Deaf dei Queens of the Stone Age (che effettivamente hanno lavorato con i grandi vecchi del southen rock) ma, nonostante il tono scherzoso e le vocine dei cartoni animati, Jon ha un incedere meno burlone, più caldo e intimo che fa scivolare lentamente la festa dagli stop & go alla Blues Brothers fino ai riverberi d’armonica con cori in sottofondo. Le distorsioni non sono quelle più quelle ultra-levigate dei remix dub dei vari capitoli Acme ma quelli sinceri di scena alternativa che ingloba e cannibalizzale poliedriche influenze di diversi stili musicali: il batterista Russell Simmons ha collaborato con artisti del calibro di Yoko Ono, Cibo Matto e Yeah Yeah Yeahs, mentre Judah Bauer ha registrato con Tom Waits, cavernosa leggenda della cultura underground americana. Ne nasce un album energico ma elegante in cui il ritmo trascinante di Black Mold è accostato alla sobrietà di pezzi riflessivi e classicamente blues (Unclear), o quasi sconfinano nella ballata elettrica (Bear Trap). Il discorso musicale si mantiene così sempre coerente come nei momenti migliori un Lanegan ispirato o di un Nick Cave un po’ (più) umorale.
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