Il disco più controverso dell’anno: Last Of The Country Gentlemen non dovrebbe faticare a guadagnarsi questo titolo grazie a recensioni che vanno dall’estatico all’annoiato, dall’ammirato all’infastidito. Il bello è che Josh T. Pearson magari non si è neppure reso conto del trambusto creato. Personaggio dall’aria non esattamente centrata, nel 2001 Pearson aveva inciso un doppio album elettrico (The Texas-Jerusalem Experience) a capo del trio Lift To Experience per poi più o meno scomparire dalla scena musicale dedicandosi soprattutto alla carriera di bevitore e disastratore di relazioni sentimentale. Ricompare oggi con questo album, registrato a Berlino, che ripropone lo stesso tipo di brani fluidi e un po’ psicotici del Lift To Experience ma in chiave acustica e moolto solista: sette pezzi (di cui quattro sopra i dieci minuti!) per voce e chitarra con rari interventi di violino(compare il sodale di Nick Cave Warren Ellis) e piano.
Si tratta di canzoni lente, sofferte e in apparenza destrutturate e quasi prive di melodia. Il recensore del disco per il sito Pitchfork, Stephen M. Deusner , è forse quello che meglio ne coglie l’essenza parlando di brani in divenire colti nella forma di un ben preciso momento e che potrebbero essere diversissimi il giorno prima o il giorno dopo. Il buffo è che all’acuto Deusner il disco non piace proprio e qui sta il punto: se sentito nel momento sbagliato Last Of The Country Gentlemen è di una noia mortale, se recepito con i sentimenti in sintonia è straordinariamente ricco di suggestioni, senza alcun dubbio una delle cose più commoventi ed emozionanti ascoltate di recente (anche piuttosto unica: qualche parallelo può essere fatto, ma solo in fugaci passaggi, con Robbie Basho, l’Eddie Vedder di Into The Wild e il Dino Valente dell’unico remotissimo disco da solista). Una cosa va aggiunta: dopo qualche ascolto episodi come Sweetheart I Ain’t Your Christ e Honeymoon’s Great! I Wish You Were diventano, se non proprio canticchiabili, comunque riconoscibili e ‘amichevoli’. Insomma, non è solo atmosfera, giusta o sbagliata che sia. (Antonio Vivaldi)







