Artisti italiani
Bello che, a volte, sempre più sporadicamente, qualcuno nel mondo della musica sappia entrare in ambiti smisurati, giganteschi, con la gentilezza felpata di chi sa di doversi muovere in punta di piedi. Vittorio Attanasio, organizzatore di eventi, chitarrista, e anche scrittore, ha lavorato diversi anni su questo progetto. Mai avendo in mente competizioni impossibili o meri calchi calligrafici. Semplicemente “rendendo omaggio”. E rendere omaggio qui significa prendere in considerazione l'intero canzoniere di Faber in genovese, dunque anche brani non compresi in Crêuza de mä (in tutto, notoriamente, dieci canzoni svettanti e provare a ricantarli e riarrangiarli con un gruppo tanto valido quanto, di nuovo, poco appariscente. I Crêuza de sä ensemble. Oltre ad Attanasio, voce solista, ci sono Fabrizio Cosmi alle chitarre, Dea De Logu voce e percussioni, Marco Fuliano alla batteria, Daniele Pinceti al basso, Daniela Piras vocalist e flautista, Luca Terzolo alle tastiere. Un piccolo colpo da maestro è stato quello di avere in studio ospiti Giorgio Cordini al bouzouki e Mario Arcari allo Shannaj: gente che fu sui palchi e in studio con Fabrizio De André. Ad aggiungere un ulteriore tocco di freschezza. Sarebbe piaciuto, all'uomo delle “mulattiere di mare”. (Guido Festinese)
A volte gli strani dischi sono assai meno bizzarri di quanto possa apparire, cioè, scremato il sospetto che si cerchi facile meraviglia, appena sotto la superficie appare una polpa spessa. Cosa che succede con i Mandol'In Progress. Poche semplici frasi, nel libretto, per dire che un paio di generazioni di ascoltatori hanno nel loro Dna un disco che, da solo, potrebbe essere la summa del rock progressivo e psichedelico del Novecento: Dark Side of The Moon. Neppure l'imponenza delle cifre di vendita e la diffusione capillare in ogni discoteca personale del mondo riescono ad abbattere il semplice mistero di quel lavoro sul tempo e sull'alienazione che sfida, appunto, ogni tempo possibile. E allora si sarà compreso che il gruppo qui in azione, con mandolino, mandoloncello e mandola paga il proprio personalissimo pegno d'amore floydiano: rifare Dark Side of the Moon dalla prima nota all'ultima utilizzando solo plettri e corde in genere confinati nel “folk”. Funziona? Ascoltare per credere. (Guido Festinese)
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