Rock

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ImageCi sono personaggi oramai spalmati sulla musica grossomodo indipendente americana. Quasi-icone che da decenni suonano nell’ombra; troppo vecchi e esperti per il grande successo e le prime pagine, troppo coinvolti e tenaci per abbandonare. Lisa Germano è una di quelli. Magic Neighbor trova Lisa in umore ombroso e cantautorale, una veste spoglia che sorpassa senza clamore la canzone sperimentale delle ultime prove. Lisa al piano, Lisa alla chitarra, Lisa come in un carillon (Simple), Lisa che canta con voce ferma e melodiosa. Il risultato, accompagnato (neanche a farlo apposta) dai primi freddi, è coinvolgente e intimo. Un’unica riflessione in undici movimenti, che mai cede o scricchiola. Piuttosto segue fino alle estreme conseguenze la sua dolorosa e dimessa ispirazione. Un disco vecchio stile, in senso buono. (Marco Sideri)

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ImageLa Processione del cuore nero, da qualche anno, aveva perso la strada. Tra la fine dei ’90 e l’inizio del secolo ha inciso tre capolavori, uno in fila all’altro (1, 2, 3). Poi la formula di ballata fantasma che tanto aveva giovato a quei dischi (una bava di piano, il sibilo della segna passata con l’archetto, la voce e poco altro) ha preso colore e perso magia. “Amore del Tropico” (2002) era un disco sommariamente rock: ritmi, ritornelli ma poca ispirazione. “The Spell” faceva meglio ma la personalità unica degli esordi pareva perduta. Se ne devono essere accorti, i BHP. 6, fin dal titolo, torna sul luogo dei delitti (perfetti) e tenta di replicarli. Ci riesce in parte, col passo languido e l’atmosfera scura e sospesa delle sue 13 ballate. I fan gioiranno. Tutti gli altri, a recuperare di corsa i primi 3 dischi. (Marco Sideri)

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ImageMark Mulcahy è sulla scena musicale ormai da anni, ma ha sempre condotto una vita all’insegna del più rigoroso understatement. Niente esposizioni mediatiche dunque, niente strategie commerciali vincenti. L’artista americano si è dedicato allo sviluppo quieto e pervicace delle proprie abilità di songwriter. Fino al giorno in cui un evento doloroso e inatteso, la morte dell’amatissima moglie Melissa Rich, ha raccolto intorno a Mark Mulcahy un folto gruppo di amici musicisti che hanno interpretato le sue canzoni con un’intensità e una partecipazione davvero straordinarie. Ne è nato un album toccante (a partire dalle struggenti note di copertina) e di intensa bellezza. Thom York, Michael Stipe, i National, Frank Black, Juliana Hatfield e Vic Chesnutt sono gli artisti che, insieme ad altri, hanno contribuito a tener vivo il ricordo di Melissa attraverso le canzoni di Mark. Ascoltarli mentre interpretano da par loro Ashamed Of The Story I Told, Little Man o All For The Best, crea commozione e incanto. (Ida Tiberio)

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ImageIn Inghilterra Sigh No More è gia nella top ten della classifica di vendita! Un esordio decisamente brillante quello dei Mumford & Sons, giovane band inglese che rappresenta la punta della nuova scena indie-folk londinese, hanno un sound fresco e geniale, che mischia folk inglese e musica americana, usano chitarre elettriche ma anche banjo e strumenti acustici un gruppo che riesce a coniugare la grandezza del passato, Crosby Stills & Nash, con il nuovo: Kings Of Leon!… il tutto con una buona dose di country e bluegrass. Sigh No More è il loro album di debutto ma loro sin dai precedenti tre ep e grazie anche ad un incessante attività live, hanno fatto gridare al miracolo più di un critico oltremanica.

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 23/10/09 al prezzo di 15,50 €

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ImageDa sempre il veicolo per esprimere il suo lato più pop e "leggero" rispetto alla più avventurosa natura del suo gruppo principale Deerhunter, Atlas Sound alias Bradford Cox ci regala un'altra perla indie-pop di quelle dal potenziale estremamente contagioso. Logos è stato tra l'altro al centro di uno dei casi più discussi online a livello indipendente: l'anno scorso le bozze di queste canzoni sono finite online accidentalmente e hanno permesso all'album di diventare sorta di "oggetto misterioso" la cui stessa esistenza era messa in dubbio. Finalmente disponibile in versione, ovviamente, rinnovata (tale da sembrare un album quasi completamente differente) e con l'aggiunta dei due ospiti Noah Lennox (Animal Collective) e Laetitia Sadier (Stereolab), Logos è un disco che lascerà il segno.

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 23/10/09 al prezzo di 17,50 €

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ImageUn mélange di punk, ska, hip-hop, chitarre acustiche prodotto da un ventunenne dalla grammatica traballante e dai testi di rara vitalità: questo era Panic Prevention, il brillante esordio di Jamie T. il giovane musicista ha preso oltre due anni di tempo per dare un seguito a quell'esordio, e la scelta si dimostra intelligente. Kings & Queens piace già al primo ascolto e alcuni brani (The Man's Machine, Castro Dies, Earth, Wind & Fire) sono pop di primissima qualità, in cui il musicista mescola di nuovo generi e suoni, in modo leggermente meno sgangherato rispetto al primo disco, senza tuttavia perdere in immediatezza. Come un Elvis Costello per la sua generazione, Jamie T attinge a piene mani alla tradizione americana (l'hip hop è sempre molto presente nello spirito e nella tecnica, con impagabili samples di Angelic Upstarts e Joan Baez), ma non potrebbe che essere inglese: dall'accento ai temi affrontati nelle canzoni. In Inghilterra è infatti già un piccolo fenomeno, in Italia andrebbe scoperto da un pubblico a volte troppo legato a schemi ereditati dal passato e di conseguenza chiuso ai linguaggi trasversali. (Marina Montesano)

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