Sovente si accusano i musicisti folk attuali di narcisismo travestito da introversione. Un’accusa che poteva essere mossa anche al pur apprezzabilissimo Alasdair Roberts che in alcuni momenti del passato pareva chiuso in un mondo scozzese tra il favolistico e l’invernale, un mondo tanto affascinante quanto talora autoreferenziale. A Wonder Working Stone non rappresenta un cambiamento radicale, ma risulta sicuramente più solido e potente rispetto al passato, grazie a un suono di gruppo tonico e bene strutturato e a una sequenza di brani tutti molto intensi: Roberts attinge sovente a melodie tradizionali (e nelle note dichiara onestamente le sue fonti), ma le rielabora rendendole più solenni, ariose o fosche secondo le necessità. Un disco folk-crossover che potrebbe piacere sia ai fan di Joanna Newsom sia a quelli dei Fairport Convention. (Antonio Vivaldi)






