Terzo disco da solista per Serj Tankian in un momento in cui, alla luce della riunione dello scorso anno, molti fan avrebbero sperato in un nuovo disco dei SOAD. E' a loro che sembrano rivolgersi i primi due brani del disco, Cornucopia e soprattutto Figure It Out, che richiamano l'irruenza e la velocità del quartetto. Ma già con la successiva, orientaleggiante Ching Chime, le cose cambiano ed è evidente che Serj non ha intenzione di rinunciare alle esperienze accumulate in questi ultimi anni; e non è certo un male, dal momento che si tratta di uno dei passaggi migliori del disco. Le capacità melodiche di Tankian in fase di composizione sono intatte, così come le sue straordinarie qualità vocali, e nel complesso il disco è piacevolissimo, riproponendo anche il consueto impegno sociale e politico del suo autore. Se una pecca gli si può trovare, questa risiede forse nella volontà di Serj di fare tutto o quasi da solo: una produzione più incisiva della sua avrebbe potuto dare maggiore aggressività al disco. Ma i seguaci dei SOAD e dei due lavori precedenti di Serj possono acquistare a occhi chiusi. (Marina Montesano)







