Rock

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ImageGli americani hanno l’ossessione delle radici (un’ossessione che ha influenzato l’intera carriera di Bob Dylan, tanto per dire);  non solo le loro, ma quelle di chiunque. Jeremy Barnes (ex Neutral Milk Hotel) ed Heather Trost sono di Albuquerque, Nuovo Messico e, come il concittadino Zach Condon-in-arte-Beirut (di cui sono stati collaboratori), un bel giorno hanno deciso di partire in suono verso l’Europa orientale. Ma mentre Condon lo ha fatto tenendo ben presenti le proprie passioni rock, Barnes e la Trost si sono tuffati nudi in un lago Balaton di violini, fisarmoniche e cymbalon riemergendone felici e magiarizzati. Tanta capacità mimetica è dimostrata sia dal fatto che i due abbiano  preso residenza a Budapest sia da questo Délivrance, realizzato, come il precedente ep,  con il contributo degli strumentisti dell’Hun Hangar Ensemble. Il disco è vivace e trascinante e sicuramente può attirare molti giovani ascoltatori ‘indie’ verso suoni che altrimenti non frequenterebbero, però non differisce troppo, neppure nelle composizioni firmate Barnes/Trost, da qualsiasi bel disco realizzato da una delle molte formazioni folk esistenti in Ungheria. Fanno eccezione i due pezzi cantati, non a caso i più interessanti dell’album, dove la melodia vocale si stacca dal terreno folk, e dall'accompagnamento strumentale,  per fluttuare in ambito diversi, dal retaggio alt-rock (Kertèsz) alle assonanze con l’Incredibile String Band (I Am Not A Gambling Man). Ecco, se i due “Falco e Seghetto” provassero a unire le altrui radici con le proprie (quelle di indie-rockers) potrebbero davvero fare ottime cose. (Antonio Vivaldi)

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ImageTerzo appuntamento con la band britannica, che esce a tre anni di distanza dal pluriblasonato Empire. West Ryder Pauper Lunatic Asylum è uno di quei dischi che convincono al primo ascolto e installa i Kasabian nell’olimpo dei gruppi d’oltremanica più interessanti degli ultimi anni. Tom Meighan e compagni portano avanti il discorso iniziato nel 2004 con l’album di esordio omonimo, migliorando notevolmente le qualità che lasciavano ben sperare al principio della loro carriera. Rock e psichedelia da nuovo millennio con qualche brano scanzonato che rende il tutto appetibile anche ad un vasto pubblico. Brani come il singolo Vlad The Impaler, Underdog e Take Aim sono più che sufficienti per collocare il nuovo lavoro dei Kasabian tra uno dei migliori dell’anno in corso. Un paio di curiosità: il gruppo prende il nome da un'appartenente (Linda) alla setta di Charles Manson e Kasabian in armeno significa macellaio; la band sarà pure britannica, ma il chitarrista, Sergio Pizzorno, compositore di testi e musiche, oltre che fondatore del gruppo insieme a Tom Meighan, ha origini italianissime, il padre è addirittura un genovese trasferito in Inghilterra. (Mauro Carosio)

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ImagePer questa nuova fatica marca Eels (sottotitolata “12 canzoni di desiderio”) Mark E Everett, barbuto titolare della sigla, ricicla e si ricicla. Dopo l’opulenza del precedente album (il doppio e ottimo “Blinking Lights and Other Revelations”) sceglie la concisione e l’impatto, chiudendo in 40 minuti circa una moltitudine di idee e forme, provenienti da vari passati. Ci sono rock’n’roll puri e duri (Lilac Breeze è un aggiornamento di Jailhouse Rock), ballate indie dolci e avvolgenti (The Look You Give That Guy), blues modernisti, addirittura una canzone licantropa (l’hombre lobo del titolo) con tanto di ululato, e rimando al Werewolf of London di Warren Zevon (True Blood). Insomma, un piacevolissimo disco di passaggio per un fuoriclasse come E. Un disco che, senza pretese, può fare la gioia di ogni tipo d’ascoltatore. (Marco Sideri)

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ImageLa seconda giovinezza dei Dinosaur Jr non accenna a spegnersi: dopo il fantastico ritorno in formazione originale (Mascis, Murph, Lou Barlow) di tre anni fa The Beyond, Farm fa ancora un passo indietro verso il cuore della discografia del trio, verso l'asse You're Living All Over Me / Green Mind, i dischi più amati dai fan e responsabili del loro ingresso nella storia del rock alternativo. Distorsione fulminante, ritmi versatili ma sempre trascinanti, basse frequenze che stendono e la voce di J Mascis a condire il tutto, indolente e unica come sempre. Il primo singolo Over It sta entrando nelle playlist di tutte le radio indipendenti e lo splendido video è in partenza da metà Giugno.

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 19/06/09 al prezzo di 18,90 €

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ImageDa quando i Cursive sono esplosi sulla scena musicale con il loro primo album nel 1997, la band ha pubblicato diversi dischi puntualmente apprezzati sia dalla critica che dal pubblico. “Mama, I’m Swollen” è un altro stupefacente disco dei Cursive, e conferma che, dopo 12 anni di carriera, il quartetto di Omaha è una delle rock band più stmolanti e creative di oggi. In questo sesto album la band mette in discussione la condizione umana, la continua lotta con le miserie e i misteri della vita, la moralità sociale e la ‘sindrome di Peter Pan' che affligge i giovani ragazzi. L’edizione europea contiene 2 bonus tracks rispetto a quella americana

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 19/06/09 al prezzo di 17,50 €

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ImageBrett e Rennie Sparks, ovvero The Handsome Family, costituiscono un esempio di perfetta simbiosi tra vicende umane e percorsi artistici. Dalla metà degli anni novanta, la coppia affronta con coraggio anche le tematiche più oscure e dolorose (amori negati, sogni infranti, disperazione e abissi esistenziali di varia natura), collocandosi tra le realtà più interessanti del country alternativo. Nel loro ultimo album, Honey Moon, gli Sparks lasciano percepire un inedito sentore di speranza. Il tutto, affidato a ballate country- folk di grande spessore come Little Sparrow, The Loneliness Of Magnetics, A Thousand Dimonds Rings, i cui testi si devono al conturbante talento poetico di Rennie. La voce profonda e inquieta di Brett è l’altro pilastro su cui poggia il fascino tutt’altro che impalpabile dell’album. (Ida Tiberio)

 

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