Neppure il fan più sfegatato di Tricky può negare che la produzione tra il 2000 e il 2010 è stata, al meglio, discutibile. Neppure il nemico più giurato di Tricky può negare che False Idols (2013) è stato un ritorno sulla retta via (non un trionfo, badate: un ritorno sulla retta via). Adrian Thaws ha il pregio di prescindere dal passato. È il disco più istintivo e diretto di Tricky da tanti (tanti) anni. È un pentolone di hip hop, blues, elettronica, voci femminili e spiritati interventi del padrone di casa. È un giro di giostra che Adrian “Tricky” Thaws amministra con sapienza, alternando passi e umori senza stancare mai. Per chi segue Tricky (che oramai sono lontani i tempi della rilevanza trasversale, quelli della fama trip hop), Adrian Thaws è la miglior notizia dai tempi del collasso musicale (in senso buono) di Angels With Dirty Faces del 1998. (Marco Sideri)






