Sul web come in negozio, tolte quelle su calcio e politica, le discussioni più feroci pare siano tra passatisti e amanti del nuovo su dischi come questo: come reagire ad un disco che si propone semplicemente come riproposizione pedissequa degli stilemi di trent'anni fa?
Il disco è bello, molto, ed è uno scontro a fuoco di bubblegum pop, che cita l'era d'oro di Phil Spector, chitarre che cigolano costantemente alla Jesus & Mary Chain con un cantato che sembra uscito di peso dalla prima fase di Blondie, nel tempo dei tre minuti dei fratelli Ramones. Non aiuta il fatto che Dee Dee, la cantante, sia la moglie di uno dei Crocodiles che lo scorso anno scrissero IL pezzo dell'estate aggirandosi negli stessi ambienti di ripescaggio sonoro. Quasi a far quadrare il cerchio troviamo Richard Gottehrer dietro il banco di produzione, famoso, soprattutto, per aver messo mano a Blondie prima e alle Go-Go's poi. Citando poi il Dum Dum di Vaselines-iana memoria direi che la panoramica è conclusa sui numi tutelari di questo trio tutto femminile, tutto pop veloce, melodie vocali, riverberi spregiudicati, tamburello e feedback. Un debutto sulla lunga distanza, dopo qualche singolo, che non aggiunge, sicuramente, niente alla storia del mondo e della musica, siamo d'accordo, ma di cui è facile innamorarsi: d'altronde siamo qui per godercela, no? (Matteo Casari)












