Nelle sintetiche note di copertina scopriamo che la Martin D18 usata in questo disco è stata regalata a Lofgren da Neil Young dopo le session di 'After the Goldrush', come parziale ricompensa per le sedute di registrazione (la si vede vicino a Young nella copertina interna dell'album). La collaborazione tra i due risale al primo album del canadese (1969) ed è proseguita saltuariamente fino all' 'Unplugged' del 1993, poi gli impegni nella E Street Band hanno preso il sopravvento. Con questo omaggio, registrato in totale solitudine tra le mura di casa, si chiude il cerchio di un rapporto quasi quarantennale tra Young e Lofgren. Ben cinque brani provengono dal repertorio dei Buffalo Springfield e nessuno, curiosamente, da 'Harvest': il brano più recente è 'Harvest Moon'. Molto belle le versioni delle autobiografiche 'The Loner' e 'Don't be Denied' ma anche il resto delle canzoni, eseguito senza timori reverenziali, è di grande valore; dall'iniziale 'Birds' alla misconosciuta 'Flying on the Ground' fino alla rallentata ed efficace cover di 'Long May You Run'. (Fausto Meirana)
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