La rassegna 'Monfort in jazz,' che si tiene da diversi anni nella località di Monforte d'Alba, nelle Langhe, ha consentito agli appassionati di musica rock di prendere i classici due piccioni con una fava; l'occasione è il concerto di Ryan Bingham, emergente cantautore texano, abbinato all' esibizione di Joan as police woman. La bellissima 'location' del concerto, un mini anfiteatro sul cucuzzolo del paesino langarolo, rende l'esperienza ancor più godibile grazie alla brezza che rinfresca la platea fin dall'inizio dell'esibizione. L'apertura della serata è affidata a Bingham, promessa ormai mantenuta nell'ambito di una tradizione, quella texana, che con questo venticinquenne dallo sguardo fascinoso ha segnato un altro colpo; anche se a tratti l'esibizione indugia sul registro un po' ripetitivo di un country rock poderoso e chitarristico, nella parte centrale, con l'apparire di un mandolino nelle mani del chitarrista Corby Schaub, le canzoni acquisiscono personalità e, sotto lo Steston perennemente infilato in testa, si riconoscono lo spessore e la qualità delle canzoni del giovane songwriter, una via di mezzo tra lo Steve Earle meno politicizzato e il Joe Ely più ispirato. Il repertorio ripesca dall'eccellente 'Mescalito', dell'anno scorso più una manciata di brani nuovi, assai apprezzati dal pubblico.
Preceduta da un cambio di palco piuttosto laborioso, giunge l'ora dell'algida Joan Wasser, che agisce sotto lo pseudonimo di Joan as a police woman ed è sicuramente una delle più interessanti cantautrici del momento. La promozione del nuovo, recente album, 'To survive', la vede accompagnata da un piccolo combo con una bassista e un batterista entrambi a loro agio anche nell'accompagnamento vocale. L'esibizione è di grande fascino, pervasa da una essenzialità calcolata e anche da un certo nervosismo che traspare dalle laboriose accordature e riaccordature della chitarra; l'approccio comunicativo è comunque efficace e il pubblico attento; anche chi è venuto per Bingham resta incollato alla sedia ammaliato dalla presenza scenica della cantautrice americana (e dai suoi abbaglianti stivali arancioni). Gran parte dei due album viene eseguita durante la serata mentre il finale è riservato all'emozionante 'To America' con tutto il gruppo alle voci. Infine, a grande richiesta, l'acclamato rientro per un bis con l'esecuzione, solo piano e voce, di 'Real Life' dall'omonimo primo album. (Fausto Meirana) {mos_sb_discuss:11}






